Opinione della Settimana

Napoli: Responsabilità dei medici, esperti a confronto alla Ruesch

Salute - Medico - Critical Illness Imc

(di Marisa La Penna – Il Mattino)

Dibattito sul ddl 1648 tra avvocati, giuristi e sanitari

Medici, avvocati, magistrati, brokers assicurativi, politici, docenti. Tutti attorno a un tavolo, ieri  (venerdì 12 giugno, ndIMC) mattina alla Clinica Ruesch, per parlare di «responsabilità medica tra alleanza terapeutica e medicina difensiva». Al centro dell’incontro il disegno di legge 1648 per la tutela della salute, per la disciplina del rischio clinico e della responsabilità professionale medica, di cui il senatore Lucio Romano, della Commissione Igiene e Sanità, è proponente e primo firmatario. Il disegno di legge prevede una serie di interventi che appaiono indispensabili per affrontare adeguatamente la gestione del rischio clinico. Intervenuti tra gli altri, Gianfranco Merlino, ginecologo della Ruesch, Claudio Buccelli, ordinario di Medicina Legale e direttore Dipartimento Scienze Biomediche Avanzate della Federico II, nonché presidente della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni, i penalisti Ivan Filippelli e Arturo Frojo, il magistrato Antonio Lepre, della Corte di Appello di Napoli, Mariano Menna, ordinario di diritto processuale penale della Sun, Lucio Romano, della Commissione Igiene e Sanità, Pierluigi Pezone, broker di BdB Ltd-Lloyd’s.

«La medicina vive da tempo un paradosso: pur essendo divenuta straordinariamente potente nelle capacità diagnostiche e nelle possibilità di intervento terapeutico, suscita una crescente diffidenza nei pazienti che vivono un rapporto sempre più conflittuale con i medici. Conseguenza di questa crisi profonda della medicina è una relazione tra sanitari e pazienti che genera frequentemente controversie sui risultati conseguenti alle prestazioni cliniche e chirurgiche rese, per presunte responsabilità professionali da colpa o inadempienza nella loro realizzazione», spiega il senatore Romano. E precisa: «Il fenomeno coinvolge massicciamente tutto il mondo occidentale, a partire dagli Usa. In Italia il sottosistema civilistico della responsabilità professionale medica si sta progressivamente trasformando pervenendo a ristori riparativi sempre più onerosi attraverso una progressiva dilatazione del danno risarcibile-indennizzabile».

Un’aggiornata indagine conoscitiva condotta dall’Associazione nazionale imprese assicuratrici (Ania) ha rilevato che tra il 1994 e il 2012 il numero dei sinistri da responsabilità professionale medica denunciati si è più che triplicato, passando da poco più di 9.500 a oltre 31.000, con una concomitante forte crescita del costo dei risarcimenti. In particolare vi è stato un aumento delle denunce nei confronti sia dei singoli medici (oltre 11.000 nel 2012) che delle strutture sanitarie (circa 20.000), con un incremento complessivo del 255 per cento rispetto ai dati del 1994.

Indicazioni analoghe emergono dai dati riguardanti il numero di sentenze in tema di responsabilità professionale medica pronunciate dai giudici di legittimità in ambito civilistico: se fino agli inizi degli anni ’90 risultano reperibili solo 60 massime, nel successivo ventennio il numero di pronunce pubblicate giunge a 284, con un incremento percentuale tra i due periodi considerati di ben il 373%.

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