Opinione della Settimana

Exor: PartnerRe mente sul rating

Exor Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

La holding all’attacco del gruppo Usa

Exor torna all’attacco del vertice di PartnerRe e lo fa mettendo nero su bianco che le “illazioni” del gruppo riassicurativo sullo stato di salute della holding Agnelli sono del tutto «infondate». Soprattutto quelle che chiamano in causa il rating della società. Standard and Poor’s, ricorda Exor nella nota, ha stabilito che il gruppo viene valutato come una holding di investimento e, pertanto, il giudizio sul profilo di credito della società e quello delle sue partecipate sono totalmente distinti e indipendenti l’uno dall’altro. Tanto che il debito di Exor non viene attribuito alle aziende partecipate così come quello di quest’ultime non finisce in capo alla holding. Ecco perchè, «le valutazioni diffuse da PartnerRe, che puntano ad aggregare il debito di Exor e quello delle società partecipate, sono quindi sbagliate e non rispettano la metodologia di rating di S&P».

Di conseguenza, nulla cambia per gli azionisti privilegiati della società riassicurativa nel caso in cui dovessero decidere di accettare la proposta vincolante della finanziaria italiana, incluso il rating BBB. A detta di Exor, quindi, il vertice della compagnia con sede alle Bermuda, «ha costantemente travisato l’impatto» dell’operazione targata Italia affermando che la transazione potrebbe costituire un «notevole rischio di declassamento del rating delle azioni privilegiate». Per converso, invece, sostengono da Torino, se i soci accetteranno la proposta di Exor, «PartnerRe diventerebbe una società finanziariamente più solida rispetto alla fusione Axis/PartnerRe. Il livello di debito di PartnerRe rimarrebbe immutato e il rating attuale delle azioni privilegiate nonchè i termini, i diritti e i requisiti di quotazione e registrazione rimarrebbero gli stessi, così come il trattamento fiscale e il reporting finanziario periodico. Inoltre, gli azionisti privilegiati beneficerebbero di una leva inferiore rispetto alla transazione con Axis e dell’impegno di Exor a favore di una politica di distribuzione dei dividendi e del capitale più prudente, senza alcun onere legato al rischio di integrazione post fusione».

Tutti punti che Exor ha approfondito all’interno di una nuova presentazione dell’offerta, depositata ieri, che verrà mostrata ad analisti e investitori nelle prossime settimane in vista della cruciale assemblea del 24 luglio, giorno in cui gli azionisti della società riassicurativa americana saranno chiamati a votare il piano di integrazione con Axis. Progetto che, per Exor, «è inferiore nella forma» e nella sostenza rispetto ai 137,5 dollari per azione che la holding ha messo sul piatto.

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