Opinione della Settimana

Rischio clima sui listini agricoli

Sistema agroalimentare - Cambiamento climatico Imc

(di Roberto Iotti – Il Sole 24 Ore)

Il fenomeno El Niño minaccia i raccolti mondiali. Rapporto dei Lloyd’s: grano, soia e mais potrebbero rincarare di quattro volte. Conseguenze sugli approvvigionamenti di materie prime anche in Italia. Secondo gli analisti della compagnia di assicurazione, i raccolti di riso calerebbero del 7% mentre il prezzo volerebbe del 500%

Non è una previsione, ma uno scenario. Che non si discosta però dalla realtà di questi e dei prossimi mesi. All’Expo di Milano ieri i Lloyd’s – la storica compagnia londinese di assicurazione – hanno presentato il rapporto internazionale sulla vulnerabilità del sistema agroalimentare. Elaborando le analisi di osservatori mondiali su tre “crisi” in corso – il fenomeno climatico El Nino, la diffusione della ruggine del grano in Ucraina e l’innalzamento delle temperature in Sud America, le conclusioni sono preoccupanti. Fatte salve variazioni non ponderabili, il raccolto di grano calerebbe del 7%, quella di mais del 10%, quella di soia dell’11%, quella di riso del 7%. Sempre per il riso il report, presentato in collaborazione con Aon, indica un incremento del 500% dei prezzi mondiali, mentre i listini di grano, soia, mais aumenterebbero di quattro volte rispetto alla media degli ultimi anni.

Se questo accadrà a livello planetario, le conseguenze si faranno sentire anche sul mercato italiano. Il nostro Paese è largamente deficitario di materie prime (essenzialmente soia e cereali) per la produzione di mangimi. I prezzi dell’import di conseguenza aumenteranno con ripercussioni a valle sulle quotazioni delle carni e dei prodotti lattiero caseari.

«Questo report – spiega Vittorio Scala, country manager Lloyd’s in Italia – è stato realizzato allo scopo di aiutare i nostri sottoscrittori ad identificare gli impatti della sicurezza alimentare, spesso trascurati in precedenza, e a garantire che i nostri prodotti soddisfino le esigenze mutevoli dei nostri clienti».

«Tradizionalmente gli assicuratori prendono in esame solo l’impatto finanziario e fisico delle catastrofi – aggiunge Tom Bolt, direttore del Perfomance management dei Lloyd’s – ma nel mondo odierno sempre più interconnesso, questi eventi possono avere conseguenze economiche e umanitarie complesse e di vasta portata».

Un esempio di ciò è di questo giorni. Sulla scia delle previsioni degli istituiti internazionali di meteorologia che stanno monitorando da mesi El Nino, sui mercati asiatici si è scatenata una vera corsa all’accaparramento dell’olio di palma. Ingrediente sempre più presente negli alimenti comunemente consumati (dolci, biscotti, creme alimentari). Grandi produttori di olio di palma sono l’Indonesia, la Malesia e l’India. In maggio proprio l’India ha acquistato quasi un milione di tonnellate di olio di palma con un incremento del 39% sul maggio 2014 in vista di prossime carenze di materia prima sui mercati mondiali. E prima che i prezzi vadano alle stelle, la stessa manovra la sta portando a termine la Cina. Discorso analgono si sta verificando con il caffè, altro prodotto largamente consumato in Italia, con stime di forti cali nei raccolti del Vietnam.

Muoversi in scenari così in evoluzione ed estremamente dinamici è difficile. Per questo le grandi compagnie multinazionali del settore alimentare ricorrono sempre più spesso allo strumento dell’assicurazione e ai prodotti riassicurativi per coprire il rischio di un deterioramento degli approvvigionamenti. È il caso dell’italiana Ferrero, case history della presentazione di ieri a Expo.

Dalla materia prima fino alla consegna del prodotto finito, Ferrero adotta rigidi standard qualitativi e di sicurezza. «Ogni anno – dice Alberto Tinivella, Group risk manager di Ferrero – impieghiamo nei processi produttivi 390mila tonnellate di zucchero, 120mila di cacao, 140mila di latte e 100mila tonnellate di nocciole. Dagli impianti del gruppo escono 13,5 milioni l’anno di prodotti finiti, di cui 390 milioni di chili di Nutella (che la Francia vuole mettere al bando). Tutto questo è movimentato nel mondo con 14mila container e 100mila trasporti terrestri». Fondamentale poter contare su un efficiente assicuratore.

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