
(di Vitaliano D’Angerio – Plus24)
I fondi investono meno di tre miliardi in equity ed emissioni italiane
Poche azioni e bond di aziende italiane nei portafogli di fondi pensione e casse di previdenza. Lo ha certificato il presidente della Covip, Francesco Massicci, nella relazione annuale. Dei 34,5 miliardi di euro che questi investitori istituzionali destinano all’Italia, 28 miliardi sono rappresentati da titoli di Stato e 4,2 miliardi da mattone (fondi o investimenti diretti).
«Gli investimenti in titoli emessi da imprese italiane presenti nei portafogli dei fondi pensione ammontano a 2,6 miliardi (3% del totale) — rileva Massicci nella relazione —. Di questi, 1,8 miliardi si riferiscono a titoli di debito e 0,8 miliardi a titoli di capitale».
Stesso discorso per le casse previdenziali dove è leggermente più alto in termini percentuali, rispetto ai fondi pensione, l’ammontare degli investimenti in imprese italiane al netto di immobili e titoli pubblici: è il 4% del totale delle attività di cui 1,4 miliardi sono titoli di natura obbligazionaria e 1,1 miliardi di natura azionaria.
«Va rilevato al riguardo — spiega Massicci — che in altre economie di dimensioni simili alla nostra vi è la tendenza a investire in titoli domestici una quota di portafoglio ben superiore a quella calcolata in base al peso del mercato finanziario interno sul mercato mondiale». Anche se nel benchmark c’è per esempio poca Francia o Germania, i grandi investitori nazionali aumentano la loro esposizione nelle aziende del proprio Paese.
In Italia, rilevano in Covip, questa scelta è meno evidente. Tale comportamento viene definito home country bias: «Consiste — si legge nella relazione Covip — nella tendenza a investire in titoli domestici una quota di portafoglio superiore a quella calcolata in base al peso del mercato finanziario interno su quello mondiale. Tra le motivazioni di questo fenomeno vi sono la migliore conoscenza del mercato interno, l’eliminazione del rischio di cambio e la riduzione dei costi di transazione».