Opinione della Settimana

Roehler (Allianz Italia): Polizze «facili come un iPhone, anche per le aziende»

Klaus-Peter Röhler (3) Imc

(di Sergio Bocconi – Corriere Economia)

Il numero uno di Allianz Italia: abbiamo puntato qui sull’innovazione di prodotto perché crediamo nelle crescita di questo mercato. La formula digitale e modulare che ha convinto 180 mila famiglie verrà costruita su misura per le imprese

«Vediamo nel Paese segni di ripresa e pensiamo che anche una compagnia di assicurazioni possa contribuire a sostenere la crescita». Klaus-Peter Roehler (nella foto), 50 anni, dal gennaio 2014 è amministratore delegato di Allianz Italia (un ritorno perché dal 2007 al 2011 è stato qui direttore generale e chief operating officer) guarda dalla finestra del suo ufficio nella storica sede milanese della compagnia in Corso Italia e indica il futuro quartier generale, la Torre progettata da Isozaki, quasi completata in Citylife, dove nel 2017 saranno concentrate le attività del gruppo su Milano. «È il grattacielo più alto d’Italia ma questo è poco importante, perché questi primati si perdono in tempi brevi. Il vero punto di forza è all’interno: gli ambienti saranno utili e funzionali al massimo sviluppo della collaborazione e del lavoro in team». Dopo l’acquisizione da UnipolSai (per circa 400 milioni) delle attività assicurative ex Milano (725 agenzie e circa 470 dipendenti per la gestione di un portafoglio danni vicino al miliardo) la torre Allianz rappresenta il maggior investimento recente della compagnia nel nostro Paese (pari a circa 360 milioni).

Di quale contributo alla ripresa parla?

«Allianz crede fortemente nell’attrattività del mercato italiano, il secondo per importanza dopo la Germania per il business assicurativo. Proprio in Italia abbiamo puntato sull’innovazione sviluppando un modello digitale e multi-accesso per clienti e agenti. Nell’ambito di questa strategia, in autunno lanceremo Allianz1 per l’impresa. Un’offerta modulare per le piccole aziende, dopo quella dedicata alle famiglie collocata dall’inizio del 2014, con varie coperture. Dai rischi informatici a quello dell’interruzione del business, dalla responsabilità civile a quello, per esempio, della morte di un socio. Il vantaggio è per tutti i settori dell’economia: coperture assicurative adeguate possono contribuire a migliorare il merito di credito delle aziende presso le banche e favorirne lo sviluppo. Un fattore competitivo in più, per chi intende cogliere l’opportunità della ripresa».

Il modello di riferimento – Allianz1 per le famiglie – che risultati ha dato finora?

«Ben al di sopra delle stime iniziali: oltre 180 mila famiglie italiane oggi sono più protette. Con Allianz1 il cliente può configurare le coperture secondo le proprie esigenze e pagare con una formula simile a un abbonamento mensile. Il pacchetto viene costruito su computer, tablet e smartphone con la consulenza dei nostri agenti, in modo semplice e trasparente: il cliente vede subito il prezzo, modificabile secondo le garanzie incluse».

Come definireste questo modello di business?

«Nostra aspirazione è essere il modello di riferimento per l’innovazione digitale nel settore. Allianz1 è una rivoluzione che pone al centro il cliente e per mobilità, semplicità, modularità e interazione, si potrebbe paragonare all’iphone».

Che impatto ha il digitale sulla rete agenziale?

«Abbiamo messo le nuove tecnologie al servizio degli agenti, che sono e resteranno la nostra rete principale. Lo abbiamo dimostrato rafforzando la struttura distributiva con gli agenti provenienti da UnipolSai, che si sono integrati subito attraverso l’agenzia digitale» .

Le agenzie non hanno dunque perso valore come gli sportelli bancari?

«Il ruolo di consulente dell’agente resta fondamentale anche se l’industria sta diventando sempre più multi-piattaforma e multi-canale. Noi investiamo in tecnologia perché gli agenti siano in grado di competere in modo adeguato con la nuova concorrenza esterna».

In Italia spingete molto sui rami danni, perché?

«Perché il Paese è fortemente sotto-assicurato: il rapporto fra volume dei premi e Pil è pari a un terzo della media europea. Il potenziale di crescita è alto».

E nella Rc auto?

«Il governo è attento nel promuovere lo sviluppo della telematica, cioè l’utilizzo delle scatole nere che possono portare concreti vantaggi ai clienti e contribuire ad abbassare i costi della Rc auto. Le black box, la costruzione di modelli comportamentali basati su indicatori e dati, le tecniche di analisi dei big data hanno profondamente cambiato il prodotto. Servizi come avvisi di condizioni di pericolo, valutazioni sullo stile di guida del conducente e formule come il pay how you drive consentiranno di ridurre i costi per il cliente. Allianz è ben posizionata».

E poi c’è il tema dei tassi bassi con i problemi connessi alla profittabilità.

«La sfida ci trova preparati. Occorre operare sul business mix e puntare alla crescita dei prodotti unit-linked: sul totale della nuova produzione nel primo trimestre le unit rappresentano il 77% dei nuovi premi, contro una media del mercato del 39%».

Come va la partnership storica con Unicredit?

«È un’alleanza strategica di lunga data che continua a dare ottimi risultati. L’anno scorso, su 15,5 miliardi di premi dei quali 11,3 nel vita, 5,4 miliardi, per lo più unit-linked, sono stati raccolti attraverso l’accordo di bancassurance con Unicredit».

Dopo l’acquisizione da UnipolSai guardate ancora sul mercato o la crescita futura sarà organica?

«Pensiamo che l’impatto di Solvency 2 porterà anche in Italia a un ulteriore consolidamento nel settore. Le nuove regole renderanno più difficile l’attività per le compagnie mono-ramo. E poi c’è il tema delle risorse per investire nella digitalizzazione: ci sono player che saranno coinvolti in nuove aggregazioni».

Comprerete ancora?

«Siamo imprenditori e abbiamo le spalle forti. Potremo dunque decidere se cogliere opportunità favorevoli, che nel breve non vediamo, qualora si presentassero sul mercato».

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