Opinione della Settimana

Assicurazioni, facile replicare per chi ha un buon rendimento

Performance - Rendimenti Imc

(Fonte: Plus24)

Quali sono le prospettive di questi prodotti di ramo I che hanno dalla loro anche il vantaggio di non pagare il bollo annuale sugli investimenti (0,2% annuo che invece si paga su tutti gli altri strumenti). «Nei prossimi due anni possono retrocedere ancora intorno al 3% lordo — spiega Piermario Motta, ad di Banca Generali . Poi bisognerà vedere che cosa accade». Ma esiste, secondo Motta, il rischio che i nuovi massicci afflussi ledano i diritti dei vecchi assicurati. Anche secondo un’analisi Ivass le compagnie potrebbero fare arbitraggi con minus e plusvalenze latenti in modo da continuare a performare anche con tassi a zero.

L’Authority ha provato a individuare i margini di manovra esistenti per le compagnie, calcolando l’indice medio di discrezionalità gestionale (Idg), indicatore dato dalla somma del valore di carico dei titoli, delle plusvalenze e delle minusvalenze in valore assoluto, rapportata al valore di carico. Tale indice (riportato anche nella tabella sottostante) se è lontano da 1 evidenzia, dato un rendimento medio, quante plusvalenze e minusvalenze latenti siano ancora presenti nelle gestioni, con possibilità per il gestore di manovrare i rendimenti in futuro. Se il valore è uguale a 1 le possibilità sono nulle: eventuali plusvalenze e minusvalenze potrebbero essere state già realizzate per sostenere (contenere) i tassi di rendimento della gestione registrati nel passato. In alternativa, se il portafoglio ha subito forti dinamiche in entrata o è di più recente acquisizione l’Idg, può risultare più vicino alla parità in quanto si è verificato un rapido allineamento dei tassi di rendimento con la nuova realtà del mercato.

Rendimento gestioni interne separate (Plus24 27.06.2015) Imc

Come si può notare nella tabella, tale indicatore è sceso nel tempo tuttavia il valore 2014 fa valutare a Ivass che c’è ancora un certo margine di manovra. L’Authority ha notato poi che tra i tassi di rendimento lordi medi e l’indice di discrezionalità c’è una correlazione positiva (+0,7) a conferma che le gestioni separate con i rendimenti più elevati conservano ancora titoli acquisiti in periodi di tassi di interesse più alti e quindi con plusvalenze latenti significative. «Tali imprese hanno dunque in potenza la possibilità di sostenere i propri tassi di rendimento e fronteggiare il periodo attuale che vede la persistenza di bassi tassi di interesse senza probabilmente incorrere nel rischio di rendimento minimo», spiega la relazione dell’Authority. Tra le gestioni con i tassi di rendimento lordo più contenuti, si osserva, salvo qualche eccezione positiva, la prevalenza di un Idg ridotto. In tali casi è possibile, nell’attuale e perdurante regime di tassi, incorrere più facilmente nel rischio di mantenimento della garanzia di minimo (ove presente).

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