Opinione della Settimana

Le assicurazioni aumentano gli investimenti in titoli di Stato

Aldo Minucci - Assemblea ANIA 2012 (FotoFoto Renato Franceschin - Studio Franceschin) Imc

(di Francesca Gerosa – Milano Finanza)

Si rafforza il calo del prezzo medio delle polizze Rc auto. L’anno scorso la flessione è stata del 7%, -11,3% nell’ultimo biennio portando il prezzo medio ai livelli del 2009. E secondo il rapporto dell’Ania sulle assicurazioni questa riduzione dei prezzi continua. Guardando i primi tre mesi di quest’anno risulta, infatti, che il prezzo medio è sceso (-6,5%) ulteriormente a un tasso in linea con la media dell’anno precedente.

“Il prezzo medio dell’Rc auto è sceso del 15% tra marzo 2012 e marzo 2015 ma se si vuole rendere strutturale il calo dei prezzi appaiono necessari e urgenti nuovi interventi normativi volti al contenimento del costo dei sinistri”, ha auspicato il presidente dell’Ania, Aldo Minucci (nella foto, di Renato Franceschin – Studio Franceschin), in occasione della relazione annuale dell’associazione delle compagnie di assicurazione, precisando che alcune misure contenute nel ddl sulla concorrenza vanno nella giusta direzione.

In calo anche i sinistri, -2,3%, a 2,1 milioni, e il costo di competenza, pari a 11,2 miliardi (-3,1% rispetto al 2013). Mentre il costo medio dei sinistri (comprensivo della stima dei sinistri accaduti nel 2014 ma ancora non denunciati, sinistri Ibnr) è diminuito solo lievemente dello 0,6% a 4.798 euro ma, escludendo quelli Ibnr, il costo medio si è ridotto a 4.532 euro dai 4.564 euro dell’anno precedente.

Il calo degli oneri dei sinistri è stato però meno proporzionale rispetto alla diminuzione dei premi di competenza, determinando un peggioramento del loss ratio, che è passato dal 68,7% del 2013 al 69,5% dell’anno scorso. Comunque, a conti fatti, per effetto del calo significativo dei prezzi dell’Rc auto, gli italiani hanno risparmiato 1,3 miliardi di euro, pagando in media 475 euro l’anno scorso per assicurare la loro autovettura.

“Sono risultati importanti”, ha rilevato Minucci, “determinati dalla riduzione del costo dei risarcimenti che è stata prontamente trasferita sui premi assicurativi grazie alle politiche commerciali attuate dalle compagnie”. Comunque, se si vuole rendere strutturale il calo dei prezzi delle polizze Rc auto, per il manager sono necessari e urgenti nuovi interventi normativi volti al contenimento del costo dei sinistri. Vanno in questo senso alcune delle misure contenute nel disegno di legge Concorrenza.

Prosegue poi anche quest’anno la crescita della raccolta premi. Secondo le stime dell’Ania per l’anno in corso i premi contabilizzati totali (danni e vita) del lavoro diretto italiano dovrebbero sfiorare i 156 miliardi, in crescita dell’8,8% rispetto al 2014 (143 miliardi). Si tratterà di un ulteriore aumento dopo quello già registrato nel 2014 (+20,6%) e nel 2013 (+13,1%). A ciò contribuirà lo sviluppo sostenuto dei premi vita per i quali si prevede quest’anno un +12%, mentre i premi danni registreranno ancora un calo dell’1,9% per il quarto anno consecutivo.

I premi del settore danni quest’anno dovrebbero, infatti, scendere a 32,2 miliardi a causa del calo dei premi del ramo Rc auto e marittimi dal momento che tutti gli altri rami danni dovrebbero risultare in crescita. D’altra parte nel ramo Rc auto auto le assicurazioni operano ancora in un mercato fortemente concorrenziale e, anche per effetto dei risultati tecnici complessivi positivi registrati nel triennio 2012-2014, si stima che le imprese rifletteranno riduzioni significative sulle tariffe applicate agli assicurati al momento del rinnovo; il volume premi, perciò, dopo il forte calo già osservato nel 2013 (-7,0%) e nel 2014 (-6,5%), vedrà quest’anno un’ulteriore contrazione uguale a quella registrata l’anno precedente (-6,5%).

Invece il settore vita dovrebbe mostrare anche quest’anno uno sviluppo sostenuto dei premi contabilizzati a circa 124 miliardi con un aumento del 12%, dopo la forte crescita già registrata nel 2013 (+22%) e nel 2014 (+30%). Un risultato da addebitare al cambiamento nel mix di prodotti venduti: se, da un lato, si dovrebbe registrare un rallentamento nella vendita dei prodotti di ramo I (-17,5% per un volume di premi stimato pari a poco più di 68 miliardi), dall’altro, si dovrebbe assistere a un forte aumento nella commercializzazione delle polizze di ramo III, essenzialmente di prodotti unit che sono visti crescere del 125%, per un totale di premi contabilizzati pari a quasi 50 miliardi.

Il contesto prolungato di bassi tassi d’interesse sta stimolando, non solo in Italia, la ricerca di soluzioni di investimento aggiuntive o alternative alle tradizionali forme di risparmio garantito. Sta aumentando l’attenzione verso strumenti con un profilo di rischio-rendimento più elevato e basati su un’asset allocation più diversificata e maggiormente dinamica al fine di perseguire risultati finanziari positivi.

I titoli di Stato rappresentano quasi il 60% del totale degli investimenti delle compagnie di assicurazione rispetto al 48% del 2009 e alla fine di aprile il valore dei titoli di Stato detenuti dalle compagnie ammonta a 351 miliardi di euro, 73 miliardi in più rispetto a inizio 2014. In totale le obbligazioni a reddito fisso rappresentano il 79,8% del portafoglio delle assicurazioni con un totale di 480 miliardi, mentre gli investimenti in azioni e quote di imprese del gruppo e altre imprese partecipate sono pari a 60,6 miliardi.

Dall’analisi del saldo tra plusvalenze e minusvalenze latenti, al 30 aprile scorso si è registrato un risultato positivo di circa 72 miliardi (59,3 miliardi a fine 2014). In particolare nei primi quattro mesi dell’anno i titoli di Stato in portafoglio mostrano un ulteriore saldo positivo di circa 9 miliardi rispetto alla fine dell’anno scorso, per complessivi 53 miliardi (44 miliardi a fine 2014). Rispetto alla fine del 2012 il saldo tra plusvalenze e minusvalenze sui titoli di Stato migliora di oltre 45 miliardi.

Il settore assicurativo italiano l’anno scorso ha realizzato un utile di 6 miliardi di euro al netto della tassazione (2,4 miliardi), in crescita rispetto ai 5,2 miliardi del precedente esercizio, con un margine di solvibilità pari a 46,7 miliardi, il 3,5% in più rispetto al 2013. “L’industria assicurativa italiana ha conseguito nel 2014 risultati economici positivi, confermando la sua solidità patrimoniale”, ha indicato ancora il presidente dell’Ania.

Con 143 miliardi di euro di premi il business delle assicurazioni registra notevoli tassi di crescita. “Gli italiani hanno destinato alle polizze vita oltre 110 miliardi, l’ammontare più alto nella storia del nostro settore, con una crescita del 30% rispetto al 2013”, ha aggiunto Minucci. “L’utile del settore è ammontato a 6 miliardi e la redditività del capitale pari al 10% è così tornata sui livelli medi europei”, ha concluso, ribadendo la proposta di fissare la tassazione sui rendimenti delle polizze collegate a investimenti di medio e lungo termine nella misura prevista per i titoli pubblici, quindi al 12,5%.

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