Opinione della Settimana

Ania: con lo Sna c’è stato arretramento

Aldo Minucci - Assemblea ANIA 2012 (FotoFoto Renato Franceschin - Studio Franceschin) Imc

(Fonte: Plus24)

In uno scenario in cui le banche e le poste intermediano oltre il 60% dei contratti Vita (per fortuna nel Danni la questione è diversa) le reti tradizionali, incentrate sulla figura dell’agente professionale, devono confrontarsi con uno scenario difficile, caratterizzato da una raccolta premi in calo e una fortissima pressione sui margini. Lo ha ribadito ancora una volta Aldo Minucci (nella foto, di Renato Franceschin – Studio Franceschin), presidente dell’Ania nel suo intervento all’assemblea dell’associazione delle compagnie di giovedì scorso, 2 luglio. «Eravamo convinti che, in tale contesto, si potesse riprendere il dialogo con i sindacati degli agenti, proprio per cercare di individuare percorsi atti a fronteggiare tale situazione — ha spiegato Minucci —. In realtà, nell’anno trascorso non ci sono stati passi in avanti, semmai si è registrato un arretramento. Certamente non voluto da noi. Ciò è dipeso, da un lato, dalle iniziative assunte dall’autorità Antitrust, che hanno significativamente ridotto gli spazi per un confronto a livello nazionale. Ma, dall’altro, è il frutto di un atteggiamento rigido e di chiusura da parte del Sindacato Nazionale degli Agenti (Sna.

Questa volta Minucci fa nomi e cognomi tra le diverse sigle degli intermediari, rimarcando anche le «difficoltà di dialogo» che ci sono state sulla vicenda del Fondo pensione agenti. Il presidente spiega anche che due sindacati degli agenti (Anapa e Unapass, che tuttavia non sono stati citati nel discorso) hanno condiviso la proposta di risanamento, ma essa non ha trovato accoglimento da parte dello Sna, «che ha ribadito in tutte le sue proposte di voler mantenere l’anacronistico modello a prestazione definita». Tuttavia il messaggio finale del presidente è all’insegna della disponibilità a confrontarsi sulla proposta Ania per risolvere i problemi del fondo. Anche se ora forse è troppo tardi: a decidere sarà il commissario. Contattati da Plus24, i vertici del sindacato spiegano che le parole del presidente dell’Ania li investono nel ruolo di reale controparte nella tutela degli agenti.

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