Opinione della Settimana

Tassi bassi e alti requisiti di capitale, in Germania è allarme per le Compagnie Vita

Germania - Bandiera Imc

(Fonte: Milano Finanza)

Un altro grande assicuratore vita in Germania ha annunciato di voler abbandonare la vendita di polizze tradizionali, rese impraticabili da una situazione europea di tassi ai minimi storici. A partire dal 2017, Talanx, la compagnia tedesca che possiede la Hannover Re e la HDI Gerling, non offrirà più polizze di assicurazione sulla vita con rendimenti minimi garantiti, uno strumento fino a ieri estremamente diffuso in Germania. In futuro, come riporta il quotidiano tedesco Handelsblatt Global Edition, l’azienda venderà solo “prodotti moderni ed efficienti in tema di requisiti di capitale” proprio come i suoi rivali Allianz e Ergo. E tutte le compagnie, malvolentieri, sono costrette a ripensare portafogli e riserve per adeguarle ai tassi rasoterra.

Secondo il quotidiano tedesco, le condizioni di mercato sono diventate così difficili che non tutte le compagnie di assicurazione potranno sopravvivere. L’anno scorso i clienti in Germania hanno cancellato polizze vita per 14,9 miliardi di Euro, un nuovo record. Anche la BaFin, la Consob tedesca, ha dichiarato per bocca del loro capo, Felix Hufeld, che “gli assicuratori dovranno fare uno sforzo concertato per sostenere i loro livelli di capitale”. La BaFin ha chiesto alle compagnie di comunicare la quantità di capitale di cui avrebbero bisogno qualora le nuove regole di patrimonio, la cosiddetta Solvency II, fossero già operanti (requisiti che sono stati in parte già allentati, con un periodo di transizione di 16 anni). La risposta: non tutti gli assicuratori rimarrebbero in piedi.

Il killer in questo caso è, involontariamente, la Bce. Gli assicuratori, che investono miliardi a tassi di mercato, non guadagnano abbastanza per coprire i propri obblighi verso la clientela nel lungo periodo: solo i tedeschi detengono circa 90 milioni di polizze di assicurazione sulla vita. Nel 2015, la media dei rendimenti è stata del 3,14%, misurata contro i rendimenti minimi garantiti ai clienti del 2,8%. Come si vede, il differenziale si assottiglia sempre di più. Se poi fosse necessario ancora più capitale, i conti non tornerebbero più. Ecco perché le compagnie tedesche chiedono minore rigidità dalle autorità di regolamentazione del settore.

Le piccole compagnie sembrano quelle più colpite dal fenomeno. Se non dovesse cambiare lo scenario e le regole, gli assicuratori dovranno effettuare 150 miliardi di euro in accantonamenti di capitale entro il 2024, sostiene l’agenzia di rating Assekurata, che ha sede a Colonia. “Se i tassi continueranno a essere così bassi, dovremo monitorare molto attentamente e individualmente molte compagnie”, ha dichiarato Hufeld.

Non tutti sono d’accordo con le posizioni degli assicuratori. “Le compagnie sono in cattive acque? E allora smettessero di distribuire dividendi agli azionisti, sì da rafforzare il capitale”, ha dichiarato ad Handelsblatt Gerhard Schick, portavoce finanziario per il partito dei Verdi in Germania.

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