Opinione della Settimana

Fondi pensione, primi ok al cantiere di razionalizzazione

Fusioni - Collaborazioni (2) Imc(di Luisa Leone – Milano Finanza)

Operatori pronti a discutere di aggregazioni

Operatori della previdenza complementare aperti a discutere della razionalizzazione del comparto. Come anticipato il 21 luglio da MF-Milano Finanza (cfr. “Si riapre il cantiere fondi pensione”, di Luisa Leone, MF-Milano Finanza 21.07.2015), è ormai ufficialmente aperto il cantiere della riorganizzazione dei fondi pensione, dopo che venerdì scorso in commissione alla Camera è stato approvato un emendamento ad hoc al disegno di legge sulla Concorrenza. In particolare la nuova norma cancella quella sulla completa portabilità e prevede invece l’apertura di un tavolo «consultazione cui partecipano le organizzazioni sindacali e le rappresentanze datoriali maggiormente rappresentative in ambito nazionale, nonché esperti della materia previdenziale, finalizzato ad avviare un processo di riforma delle medesime forme pensionistiche». In pratica un primo passo verso la riduzione del numero dei veicoli esistenti, tramite aggregazioni e fusioni, lungo un percorso che inevitabilmente andrà a smuovere interessi numerosi e consolidati e che per questo non sarà di certo una strada in discesa. E a dimostrazione delle difficoltà c’è il fatto che il governo abbia rinunciato ad avanzare le sue proposte sul tema tramite un emendamento alla Concorrenza, nonostante un testo fosse già pronto.

Tuttavia, alcuni dei principali attori del settore, come Assoprevidenza e Assofondipensione, si dicono aperti e anzi favorevoli a un confronto: «È un segnale positivo, un primo passo che può avere potenzialità importanti», dice a MF-Milano Finanza Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza. «Piccolo non è più bello», aggiunge, «so che una razionalizzazione provocherà dispiaceri in termini di rappresentanza ma è un processo necessario». Insomma, non sembrano esserci preclusioni, ma le idee sono chiare anche su quale sarebbe la strada maestra per raggiungere l’obiettivo: «bisognerebbe fissare una soglia dimensionale minima, in termini di iscritti più che di patrimonio, e fissare un termine entro il quale tutti i fondi attivi da un certo numero di anni dovranno adeguarsi», spiega Corbello, secondo cui una misura simile spingerebbe ad aggregazioni e fusioni senza un intervento esterno troppo invasivo. Aperto al confronto sul tema ma contrario a provvedimenti calati dall’alto è anche il numero uno di Assofondipensione, Michele Tronconi: «Ho posto la questione quando sono diventato presidente ma allora come oggi credo sia un processo che deve venire dal basso e non che deve essere imposto». Anche perché «non deve passare l’idea che i fondi piccoli non funzionano, in quanto i rendimenti sono andati bene anche lì, semmai c’è una questione legata alla possibilità di investire le risorse della previdenza complementare nello sviluppo dell’economia del Paese». Insomma, almeno ufficialmente, al momento sembra esserci consenso sull’apertura di un tavolo per discutere della razionalizzazione del sistema, ma la strada da percorrere è ancora molta.

La legge sulla Concorrenza dovrebbe essere approvata definitivamente dalla Camera non prima di settembre e poi dovrà passare al Senato, e comunque l’emendamento approvato venerdì scorso prevede che il tavolo venga convocato entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Per questo probabile che la discussione si intrecci con quella, che si aprirà probabilmente dopo la pausa estiva, sulla tassazione dei rendimenti dei fondi, innalzata dall’11% al 20% con la Stabilità 2015. «Spero si possa riprendere anche la questione dell’aumento della tassazione», dice infatti Tronconi, mentre Corbello da canto suo annuncia di avere intenzione di chiedere un incontro con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, proprio per discutere della tematica relativa al carico fiscale sulla previdenza in vista della stesura della legge di Stabilità 2016. Infine, un’altra questione che potrebbe finire nel calderone della riorganizzazione, perché in cima alla lista delle priorità sia di Assofondipensione che di Assoprevidenza, è quella delle modalità di adesione alla previdenza complementare, che entrambe le associazioni vorrebbero si spostassero sempre più verso l’adesione collettiva. «Il vero problema è soprattutto aumentare le adesioni, perché soprattutto nel settore privato, e per le aziende più piccole, le percentuali sono basse», conclude Tronconi.

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