Opinione della Settimana

Rami Vita, la giusta protezione

Investimenti - Protezione (2) Imc(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

Il settore ha un boom. Ma prima di inserire una polizza in portafoglio bisogna capire come sfruttarne i vantaggi

Nei primi sei mesi del 2015 la nuova produzione di polizze vita individuali raccolta in Italia è aumentata del 16,3% rispetto allo stesso periodo del 2014, con premi per 62,9 miliardi di euro. E, anche se a giugno c’è stato un rallentamento con un -7,9% rispetto al giugno 2014, nel mese comunque la raccolta è stata positiva per 8,4 miliardi. E in ogni caso il mercato del vita arriva da un periodo di boom. L’Ania, l’associazione nazionale delle compagnie assicurative, rileva che nel 2014 gli italiani hanno destinato alle polizze vita oltre 110 miliardi, l’ammontare più alto nella storia del settore, con una crescita del 30% rispetto al 2013. La parte del leone continuano a interpretarla le polizze rivalutabili di ramo I, quelle legate alle gestioni separate che prevedono la garanzia del capitale e in alcuni casi un rendimento minimo garantito (il Codice delle Assicurazioni cataloga i contratti assicurativi vita in rami) che rappresentano il 60% della raccolta di giugno. Le polizze di ramo I nei sei mesi del 2015 hanno raccolto premi per 34,4 miliardi (-5% sul 1° semestre 2014) perché a giugno sono in calo (4,5 miliardi, -14%). In forte crescita invece le unit linked (ramo III, le polizze che hanno come sottostanti fondi o sicav), che raddoppiano nel semestre la loro raccolta rispetto ai primi sei mesi del 2014 a 17,6 miliardi. È un riposizionamento sia dovuto agli effetti che verranno prodotti dalla nuova direttiva Solvency II (queste polizze, ai fini della stabilità dei bilanci, assorbono meno capitale rispetto a quelle di ramo I) che di un mutato atteggiamento da parte dei risparmiatori che, come sottolineato dalla recente Indagine sul risparmio di Centro EinaudiIntesa Sanpaolo, ricomincia, con prudenza, a uscire dalla trincea e a cercare investimenti anche con altre caratteristiche. Secondo lo studio nel corso dell’ultimo anno, a indizio della percezione che «il peggio sia passato», la quota di coloro che mettono al primo posto la sicurezza è sceso infatti dal 55,2 al 52%, spostando la propria attenzione al rendimento di lungo periodo, puntando a valorizzare, nel corso del tempo, gli investimenti fatti. Con i tassi a breve termine schiacciati allo zero, la ricerca dei rendimenti immediati è infatti sempre più complicata per i risparmiatori che devono ripensare i propri obiettivi alla luce del set delle possibilità che il Quantitative easing della Bce ha decisamente cambiato. Ma quali sono i vantaggi dell’inserire una polizza vita nel giardinetto dei propri investimenti?

Partendo dal profilo finanziario, le polizze rivalutabili investono i premi in gestioni separate che hanno la peculiarità di contabilizzare il valore degli asset e dei rendimenti al valore di carico definito anche costo storico. Questa tecnica di contabilizzazione agevola l’immunizzazione dal rischio dell’investimento e una relativa stabilità dei rendimenti. I profili che possono determinare un significativo vantaggio competitivo da parte di una soluzione assicurativa rivalutabile sono rappresentati da una sostanziale costanza di risultati, da una bassa volatilità, dalla presenza del rendimento minimo garantito e dal consolidamento dei risultati, dalla tassazione prevista per cassa e non per competenza (direttamente a scadenza, quindi, e non nel durante con sensibili benefici finanziari crescenti nel tempo all’allungarsi dell’intervallo temporale di permanenza. Con i tassi ai minimi si pone il problema per le compagnie di garantire ritorni adeguati agli assicurati. Una sfida che ha spinto i gestori di queste polizze vita a diversificare dai titoli di Stato e corporate bond agli investimenti più alternativi come fondi immobiliari, private equity e crediti. Sul fronte fiscale, inoltre, le polizze rivalutabili di ramo I non sono poi soggette alla imposta di bollo dello 0,2% (così come i fondi pensione e i fondi sanitari). Ma non mancano i rovesci della medaglia. Attenzione oculata va prestata alla misura dei caricamenti (costo di ingresso iniziale), all’aliquota di retrocessione (ovvero quanta parte del rendimento viene cioè riconosciuto al cliente per essere poi consolidato) e a quali sono state le performance passate dei fondi a gestione separata. Nel caso delle unit linked l’entità del capitale dipende invece dall’andamento del valore delle quote di fondi di investimento interni (appositamente costituiti dall’impresa di assicurazione) o da fondi esterni in cui vengono investiti i premi versati, dedotti i caricamenti, il costo per la copertura caso morte, le eventuali coperture accessorie e le commissioni di gestione.

Di norma è consentito al contraente scegliere la tipologia del fondo di investimento al quale agganciare il capitale e, successivamente, trasferire le somme accumulate da un fondo all’altro (switch) pagando eventualmente una commissione. Anche per le unit vanno esaminati con attenzione i profili di onerosità. Possono prevedersi meccanismi di protezione finanziaria (e non di garanzia assicurativa quindi come nelle rivalutabili). Volendo sintetizzare le polizze rivalutabili sono più posizionate sul versante della prudenza e della crescita stabile, le unit linked sono invece più dinamiche.

Si stanno poi sempre più affermandosi le polizze multiramo che coniugano i vantaggi offerti dalle polizze unit linked agli strumenti di gestione separata. Tramite questa tipologia è possibile infatti contemporaneamente garantire il proprio capitale nel tempo e investire in fondi legati ai mercati finanziari. Gli elementi comuni sia alle rivalutabili che alle unit linked sono le prerogative legali e successorie. Le polizze vita sono infatti impignorabili e insequestrabili ai sensi dell’articolo 1923 del codice civile (le eccezioni sono quelle dell’azione revocatoria ordinaria e dell’azione di riduzione in caso di lesione di quota di legittima). I contratti assicurativi sono poi utili strumenti di pianificazione successoria potendosi preordinare il lascito. Senza dimenticare che sono esenti da imposta di successione. Profilo di attenzione ulteriore è richiesto poi nel caso in cui le polizze vita in cui si intende investire prevedano coperture assicurative accessorie. E opportuno infatti verificare se il risparmiatore sia già dotato di tali forme di protezione. Questo ad esempio potrebbe essere il caso di una temporanea caso morte già sottoscritta in forma autonoma o abbinata al mutuo.

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