Opinione della Settimana

Minorenni in due in motorino, Caliari (Ancma): «E ora le assicurazioni non ci speculino sopra»

Scooter - Motorino Imc

(di Stefano Bartoli – Il Tirreno Toscana)

Il direttore di Ancma Confindustria teme la possibilità di aumenti tariffari: «Ma non sarebbero sostenibili, già in Italia si paga il triplo che in Europa»

«Forse si venderà qualche casco in più, ma parlo veramente di poche decine. Battute a parte, non credo proprio che ci siano ricadute importanti sul mercato, ma piuttosto dovremmo augurarci che non ne approfittino le assicurazioni: i nostri premi sono del 300 per cento più alti che ne resto d’Europa e qualcuno potrebbe sfruttare questa ulteriore occasione». È molto accurata l’analisi di Pier Francesco Caliari, direttore generale dell’Ancma, l’associazione di Confindustria che riunisce le aziende specializzate in cicli, motocicli e accessori: l’adeguamento alle norme europee del Codice della strada per quanto riguarda l’aspetto degli scooter, con i ragazzi tra i 16 ed i 18 anni ora abilitati a trasportare un secondo passeggero, non scalda più di tanto i costruttori che guardano piuttosto alla ripresa delle vendite degli ultimi mesi rispetto ad anni caratterizzati da un vero e proprio crollo.

Allora direttore, in fondo è un’opportunità in più per i ragazzi che magari possono portare con sé l’amico o l’amica di turno: perché siete così poco fiduciosi?

«Questa novità è solo apparentemente rivoluzionaria. Anzi, non lo è affatto perché in sostanza è l’adeguamento ad una normativa europea: se il mezzo è omologato, nel senso che ha una sella adatta a due persone e questo aspetto è segnalato sul libretto di circolazione, ci si può andare in due. Accadeva in 27 dei 28 paesi dell’Unione Europea, adesso è possibile anche in Italia dove viene così recepito l’invito di Bruxelles, anche per evitare una procedura d’infrazione».

Lei parla invece dei pericoli di speculazione da parte delle compagnie assicurative.

«Voglio dire che le assicurazioni non devono approfittare di queste novità. Già siamo davanti ad aumenti molto alti rispetto a costi che semmai sono diminuiti: adesso per un motociclo si paga il 300 per cento in più degli altri paesi europei. Ulteriori aumenti non sarebbero tollerabili, ma si entra nel discorso complicato del risarcimento diretto».

Può spiegarsi meglio? 

«La possibilità appunto del risarcimento diretto (cioè la propria compagnia che risarcisce il danno subito da un assicurato con una diversa, ndr) è scattata nel 2007 ed è stata devastante per le moto. Il pagamento delle riparazioni infatti viene effettuato a forfait, ma nel caso delle due ruote si tratta sempre di veicoli disomogenei, cioè è molto facile che l’incidente sia tra un’auto e una moto o uno scooter, ma molto difficile tra due moto o due scooter. Il meccanismo di calcolo e compensazione porta così a aumenti sempre più consistenti che vanno a toccare proprio il nostro mercato piuttosto che quello delle vetture».

Torniamo alle modifiche del Codice della strada; presto ce ne sarà una che consentità agli scooter 125 cc. di andare anche in autostrada. Cosa ne pensa?

«È ancora un adeguamento. Voglio dire, nonostante gli allarmi, perché no? In tutta Europa la circolazione di questi mezzi sulla rete autostradale è possibile, solo in Italia ci sono ancora problemi, ma è bene sapere che tra un 125 e un 150, che è invece ammesso, attualmente non cambia nulla: stesso telaio, stesse dotazioni. La commercializzazione delle versioni meno potenti viene efftuata solo per una questione di marketing».

Ma veramente, secondo voi costruttori, non ci saranno ripercusioni sul mercato?

«Se devo essere onesto, ritengo che siano praticamente zero. Veramente si crede che un sedicenne posso decidere di acquistare uno scooter perché può viaggiare in due? Prima di tutto ormai i ragazzi si muovono da soli, magari per andare a scuola o a fare sport, e poi non c’è più nessuno che rinuncia all’iPad od alle vacanze low cost a favore del motorino. Posso anche aggiungere che la stragrande maggioranza dei mezzi è già omologata per due persone. Il mercato comunque sta mostrando segni di ripresa da almeno tre-quattro mesi e, come associazione dei costruttori, posso dire che siamo fiduciosi».

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