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Fondo Pensione Agenti, presentato il piano di riequilibrio del Commissario straordinario

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Interventi sulle pensioni in essere, unificazione della gestione ordinaria e di quella integrativa, nuova gestione contributiva dal 1° gennaio 2016, tagli complessivi che non dovrebbero superare il 35%. La situazione originata dal disequilibrio tra i contributi versati e le pensioni erogate e dalla decisione del 2003 che ha penalizzato le nuove generazioni scaricando su di esse il costo della generosa promessa pensionistica riconosciuta ai già iscritti al Fondo

Il Commissario straordinario Ermanno Martinetto ha presentato nel pomeriggio di ieri, giovedì 10 settembre, il piano di riequilibrio del Fondo Pensione Agenti. Lo squilibrio rispetto al totale delle riserve tecniche è del 41,3% e quindi tornerebbe in equilibrio se si riducessero le prestazioni maturate sia dei pensionati che degli attivi del 41,3%. Ma anche così facendo, mantenendo le regole attuali, la gestione ordinaria genererebbe un nuovo disavanzo già dai prossimi esercizi.

La motivazione principale di tale situazione risiede nella promessa pensionistica che negli anni ha prodotto un livello di prestazioni significativamente superiore rispetto ai contributi versati.

Ne discende la necessità di introdurre un correttivo che riproporzioni le prestazioni maturate ai contributi versati.

Due sono le grandezze fondamentali che rilevano: il montante dei contributi versati da e per ciascun Agente (il cd. valore di trasferimento) e il maturato (valore attuale delle pensioni erogate ai pensionati compresi i superstiti).

Ebbene, per coloro che sono andati in pensione nel periodo 2010 / 2014 le pensioni erogate sono state più che doppie rispetto al valore assicurato dai contributi versati dagli stessi soggetti, nel periodo 2015 / 2019, con il medesimo criterio, le pensioni sarebbero più del 50% dei contributi versati e così via fino al 2019 per invertire la tendenza solo nel 2029 (anno in cui i nuovi pensionati riceverebbero una pensione inferiore a quella che deriverebbe dai loro contributi versati).

La decisione del 2003 – con la quale le prestazioni sono rimaste inalterate a fronte di contributi maggiorati – ha prodotto l’effetto di scaricare sulle nuove generazioni il costo della promessa pensionistica generosa riconosciuta ai già iscritti al Fondo.

Rivedere le pensioni in essere e quelle future è quindi necessario e passa attraverso un piano che prevede:

A) Interventi sulla pensioni in essere sia per la gestione ordinaria sia per quella integrativa: le pensioni in essere con “Maturato” almeno doppio del “Valore di trasferimento” vengono ridotte di un’aliquota percentuale compresa tra il 40% ed il 35%, quelle con maturato compreso tra una e due volte il valore di trasferimento vengono ridotte di un’aliquota compresa tra lo 0% ed il 35%.

Per la gestione integrativa vengono introdotti fattori di riduzione delle pensioni in pagamento che, sulla base delle prime analisi, potranno comportare una riduzione compresa tra il 5% ed il 15%. Peraltro, il taglio complessivo (Pensione Ordinaria + Pensione Integrativa) non dovrebbe superare il 35%.

B) Interventi sulle pensioni future: Il “Valore di trasferimento” maturato da ciascun aderente nella Gestione Ordinaria viene riconosciuto, in base ad una determinata aliquota percentuale (tendenzialmente pari al 100%), quale prestazione pensionistica aggiuntiva nella Gestione Integrativa (tutti gli aderenti attivi vengono così trasferiti alla Gestione Integrativa dove per ciascuno di essi si accende una nuova posizione assicurativa con decorrenza 1/1/2016 impiegando lo “zainetto” con i coefficienti all’1% corretti in funzione della maggiore longevità.

Contestualmente all’assestamento della situazione pregressa del Fondo (fino a tutto il 31/12/2015) è previsto l’avvio della “Nuova Gestione” a contributi definiti che funzionerà come una normale gestione separata assicurativa e riceverà tutti i futuri contributi degli Agenti e delle Compagnie (compreso il contributo minimo di 100 Euro l’anno a carico delle Compagnie proposto dall’ANIA che, insieme alla analoga quota a carico dell’ Agente, consentirà ai futuri pensionati di disporre di una nuova fonte di incremento della propria posizione pensionistica).

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