Rassegna Stampa

Fondi pensione, pochi incentivi per investire in Italia

Assicurazioni - Investimenti (2) Imc

(di Edmondo Rho – Iomiassicuro.it)

“L’obiettivo è investire maggiormente nel sostegno al Paese: ma mancano alcuni veicoli, e mancano gli incentivi”: così Alberto Brambilla, presidente del Comitato tecnico scientifico di Itinerari previdenziali, ha concluso la presentazione a Milano del Report annuale Investitori istituzionali italiani, il cui patrimonio complessivo ha superato nel 2014 i 207 miliardi di euro. Tra i temi toccati, anche quello fiscale con Sergio Corbello, presidente di Assoprevidenza, che ha ricordato: “La previdenza complementare è la più danneggiata, con il 20% di prelievo sulle plusvalenze maturate; speriamo che nella prossima legge di Stabilità si possa almeno spostare la tassazione sulle plusvalenze realizzate”.

Le Casse di previdenza professionali hanno il patrimonio maggiore, 65,5 miliardi, e 1.626.272 aderenti, + 4,71%, anche grazie alla Cassa forense che ha aumentato gli iscritti recuperando gli avvocati con redditi sotto i 10 mila euro. Renzo Guffanti, presidente della Cassa commercialisti, ha ricordato: “Noi siamo la settima Cassa come popolazione e la quinta come patrimonio. Ma il concetto di patrimonio va spiegato bene, perché abbiamo circa 6 miliardi di riserve e in realtà abbiamo debiti superiori, per le future prestazioni: in parte questo debito ci è stato regalato dallo Stato al momento della privatizzazione, e ora lo Stato ci scambia per capitalisti tassandoci in maniera assurda”. Alla questione fiscale non sfuggono le Fondazioni bancarie che hanno 48,6 miliardi di totale degli attivi e un patrimonio netto contabile di 41,2 miliardi di euro, cresciuto per la prima volta dal 2011. Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri e della Fondazione Cariplo, ha denunciato che per il sistema delle Fondazioni “la tassazione è salita da 110 a 440 milioni di euro”. In aumento anche il patrimonio dei Fondi pensione preesistenti (54 miliardi, + 7,2%) malgrado la diminuzione di 5.000 iscritti, scesi a 650.133. Claudio Graziano, responsabile welfare di Intesa Sanpaolo, ha spiegato: “Gestiamo circa 9 miliardi, avevamo 30 fondi preesistenti e li stiamo riducendo; arriveremo a 7, con un processo di fusione e ottimizzazione delle risorse”.

Infine vi sono i Fondi pensione negoziali, che hanno 1, 944 milioni d’iscritti, gestiscono 39,64 miliardi e registrano nel 2014 un incremento del 14,8%: risultato dovuto anche a situazioni particolari, come il rinnovo contrattuale degli edili, ma sono state positive le performance del patrimonio, investito per il 59% in titoli di Stato. I principali gestori sono Pioneer ed Eurizon, seguiti da UnipolSai, State Street, Generali Ie e Credit Suisse: questi primi sei gestori detengono oltre il 50% del mercato dei fondi negoziali. Ma Maurizio Agazzi, direttore generale di Cometa (il fondo dei metalmeccanici) ha osservato che “occorre esaminare la situazione in base al mutato scenario: probabilmente i gestori non sono più in grado di garantire gli stessi rendimenti del passato, e bisognerà essere molto più dinamici nel ridefinire l’asset allocation strategica”. E Adriano Propersi, presidente di Fonchim (il fondo dei chimici), ha auspicato che “i dati di bilancio siano esaminati in maniera corretta, dato che i fondi negoziali sono di gran lunga i meno costosi”.

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