Opinione della Settimana

Promotori negli organi di Enasarco? Ora si può

Enasarco HP (2)(di Maurizio Bufi, Anasf – Advisor Online)

Abbiamo i numeri per farlo e non deve farci difetto la volontà politica di utilizzarli

Gentile Direttore,

torno ad occuparmi di Enasarco, a breve distanza da un mio precedente intervento, gentilmente ospitato dalla sua testata (vedi articolo). Lo faccio all’indomani della pubblicazione da parte di Enasarco dell’annunciato elenco degli aventi diritto al voto per l’elezione dei nuovi organi sociali dell’Ente, tra cui figurano i promotori finanziari “agenti”, cioè coloro che hanno un mandato di agenzia con la società preponente per conto della quale operano.

Come è noto, la posizione delle migliaia di colleghi iscritti ad Enasarco deriva dal loro status di “agenti di commercio” ai fini della contribuzione previdenziale complementare, da Anasf sempre contestata in conseguenza della sua presunta obbligatorietà. Ma questo è un altro aspetto della questione, che non intendo trattare qui. Desidero, invece, concentrarmi sul fatto in sé, e cioè sulla novità, introdotta con la recente modifica statutaria, del passaggio dalla modalità di nomina a quella elettiva per l’Assemblea dei delegati. Questo organo, una volta insediato, eleggerà il Consiglio di amministrazione.

A mio parere, questo nuovo scenario ha almeno due elementi positivi. Uno legato al principio della rappresentanza democratica, che – per la prima volta – ogni singolo promotore può esercitare con il suo voto, scegliendo tra le liste che si presenteranno alla competizione elettorale. Trattandosi di un contesto che riguarda direttamente le risorse finanziarie che i promotori versano ai fini previdenziali, non mi sembra di poco conto, in ragione anche delle note vicende relative alle criticità che la malagestio di quelle risorse ha determinato. In altre parole, in Enasarco ci sono i nostri soldi.

L’altro riguarda la possibilità che l’Anasf possa presentare, insieme ad altri compagni di viaggio, una lista congiunta, allo scopo di sostenere suoi candidati e cercare di portarli all’interno degli organi sociali dell’Ente, raggiungendo finalmente un obiettivo di rappresentanza diretta della categoria. Perché di questo si tratterebbe, in quanto la nostra associazione di fatto sarebbe il punto di riferimento di migliaia di colleghi, associati e non associati Anasf. Sappiamo bene che per raggiungere tale obiettivo dovremo impegnarci molto, vista la conclamata iniquità delle regole introdotte dai criteri di rappresentatività, introdotti da Enasarco ed avallati dal , che ci richiedono la raccolta preventiva di oltre seimila firme. Ma l’occasione è troppo importante per lasciarla passare senza una partecipazione diretta del mondo dei promotori, di cui l’Anasf oggi come in passato interpreta i bisogni e le aspettative ed agisce di conseguenza.

Abbiamo i numeri per farlo e non deve farci difetto la volontà politica di utilizzarli.

Maurizio Bufi, Presidente Anasf

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