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Parte da Torino il progetto pilota coordinato da Unipol per la prevenzione del rischio legato a catastrofi ambientali

Torino (2) Imc

Il progetto Derris (DisastEr Risk Reduction InSurance) vede il gruppo assicurativo bolognese capofila insieme a Città di Torino, Cineas, Anci e Coordinamento Agende 21 ed è finalizzato alla prevenzione e riduzione del rischio nelle piccole e medie imprese derivante da eventi ambientali legati al cambiamento climatico

Parte da Torino – e sarà poi esteso a Bologna, Genova e ad altre otto città italiane – il progetto pilota Derris (DisastEr Risk Reduction InSurance), finalizzato alla prevenzione e riduzione del rischio nelle piccole e medie imprese derivante da eventi ambientali legati al cambiamento climatico come alluvioni, smottamenti, siccità, tifoni.

Il progetto, che vede il Gruppo Unipol capofila insieme a Città di Torino, Cineas, Anci e Coordinamento Agende 21, prevede la realizzazione di una serie di azioni per trasferire competenze di valutazione e gestione del rischio, la costruzione e diffusione di strumenti per ridurre al minimo i danni per le singole aziende e per i distretti di imprese che verranno testati con le imprese residenti sul territorio di Torino per essere poi diffusi in tutto il paese.

Derris prevede un investimento complessivo iniziale di 1,3 milioni di euro, in parte cofinanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Life+. L’investimento permetterà di realizzare due strumenti – uno per l’autovalutazione dei rischi, l’altro per sostenere le misure di adattamento al cambiamento climatico – e un modello di partnership pubblico/privato per la resilienza (la capacità di adattamento al rischio).

Per quanto riguarda il territorio torinese, il calendario di azioni prevede una prima fase di analisi (fino ad ottobre 2016), un primo report sulla vulnerabilità complessiva del territorio e l’identificazione delle aree industriali in cui concentrare l’azione pilota. Sulla base di questi dati preliminari – si legge in una nota – Unipol organizzerà delle sessioni per spiegare il progetto e coinvolgere le imprese. Sempre con il supporto degli esperti di Risk Management di Unipol verrà contestualmente realizzato uno strumento in grado di autovalutare il rischio da parte delle PMI in particolare e per elaborare una prima indicazione degli accorgimenti gestionali per prevenire le emergenze. Successivamente (da luglio 2016 ad ottobre 2017) il consorzio Cineas avvierà un piano di formazione per imprenditori e amministratori pubblici sui rischi legati al cambiamento climatico.

A partire da luglio 2016, inoltre, la Città di Torino elaborerà due distinti piani di adattamento: uno da applicare ad ogni azienda che avrà aderito al progetto (CAAP) ed un secondo, a livello di distretto, per l’area in cui le imprese sono insediate (IDAP). Nel corso del progetto, Unipol “coordinerà un gruppo di lavoro che, attraverso workshop ed interviste con i principali stakeholder, definirà lo strumento finanziario adatto a raccogliere capitali per finanziare la messa in sicurezza delle aziende e dei territori”.

Entro la fine del progetto l’Anci redigerà un documento destinato al Parlamento Italiano ed Europeo in cui saranno riportati gli esiti dello studio, le carenze rilevate e le possibili soluzioni. Coordinamento Agende 21, infine, “faciliterà il processo di creazione di una community per l’adattamento in cui coinvolgere nuove Pubbliche Amministrazioni e nuove imprese che beneficeranno del percorso e degli strumenti per la riduzione del rischio e aumento della resilienza sviluppati dal progetto”.

“E’ un’iniziativa tempestiva e utile. Bisogna monitorare dinamiche e fenomeni ed essere poi capaci di predisporre politiche di intervento preventivo, almeno per contenere i danni”, ha sottolineato Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci. “In Italia – ha detto il presidente del gruppo Unipol, Pierluigi Stefanininon esiste una cultura assicurativa: vogliamo dare un contributo in questa direzione offrendo competenze e strumenti alle imprese per misurare e gestire in modo più consapevole ed efficiente il rischio derivante da eventi catastrofici legati al cambiamento climatico. La prevenzione non è di moda ma può diventare una parola chiave”.

I relatori hanno anche evidenziato la concomitanza della presentazione con le notizie provenienti dalla Costa Azzurra, dove un nubifragio ha causato oltre 20 morti. “Tra il 2010 e la metà del 2015 si sono abbattuti sull’Italia 122 fenomeni meteo, una media di uno ogni due mesi. Difficile evitare una concomitanza con un’alluvione o altro – ha evidenziato Enzo Lavolta, assessore allo Sviluppo, Innovazione, Ambiente e Verde del Comune di Torino –. Da canto nostro, Torino ha recentemente valutato gli obiettivi di riduzione di CO2 del suo Piano d’azione ambientale con quelli effettivamente raggiunti, valutando una riduzione di emissioni CO2 in venticinque anni del 44 percento. Un obiettivo ambizioso che si è raggiunto grazie al coinvolgimento di tutto il sistema città”.

“Il costo per lo Stato delle calamità naturali è stato dal 1944 al 2009 di 3,6 miliardi all’anno, mentre dal 2009 è salito a 7,1 miliardi all’anno. Negli ultimi tre anni i danni provocati da bombe d’acqua, uragani e tifoni sono cresciuti del 190% rispetto a 20-30 anni fa – ha aggiunto Adolfo Bertani, presidente Cineas –. Inoltre, una ricerca di Mediobanca ha dimostrato che le aziende che investono nella prevenzione del rischio ricavano un utile superiore del 25% rispetto a quelle che non lo fanno”.

La scelta di Torino quale città pilota del progetto è stata motivata con la lunga tradizione industriale e con la ancora consistente presenza di un tessuto produttivo avanzato. Il territorio – conclude la nota – ha già vissuto esperienze traumatiche a causa delle conseguenze di eventi meteorologici estremi, come avvenne con l’alluvione di 15 anni fa. La Città di Torino è, inoltre, parte attiva nelle politiche europee sui cambiamenti climatici, con l’adesione al Patto dei Sindaci e Mayors Adapt e con la redazione dei relativi Piani d’Azione.

Intermedia Channel

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