Opinione della Settimana

Assicurazioni, regole più dure come per il credito

Assicurazioni - Generico

(di Andrea Greco – Repubblica Affari & Finanza)

Presto a regime le norme più severe sul patrimonio: Solvency 2 in Europa e quelle sistemiche per nove big mondiali (per ora anche Generali): Gli operatori protestano e tagliano gli investimenti su borsa e infrastrutture

Dopo le banche tocca alle assicurazioni, che sono un po’ le “parenti anziane” del rutilante settore finanziario. Anche per loro arriva una nuova regolamentazione globale, requisiti patrimoniali più attenti ai rischi – anche sistemici –, parametri comuni per armonizzare i bilanci tra Europa, Asia e Stati Uniti. Ma il vasto programma, cui si lavora dalla crisi di settore del 2002, è talmente ampio e di lunga gittata che sta creando una Babele regolatoria, in cui né gli operatori né il mercato hanno certezze sugli obblighi e sulle migliori prassi. E’ il costo dell’evoluzione? Può darsi, ma vi va sommato l’effetto collaterale della prociclicità sulla crescita. Specie in Europa: dove gli assicuratori, per mettersi in regola, hanno da tempo smesso di investire nel capitale di rischio e nelle infrastrutture, pilastri delle economie locali, per concentrarsi sui titoli di Stato, in uno scenario di confusione e redditività calante che innervosisce i manager assicurativi.

I cambiamenti riguardano due ambiti, collegati ma distinti. Per i grandi gruppi a rilevanza sistemica, regole più severe di vigilanza e patrimonio, curate dall’associazione Iais per conto del Financial stability board. Per tutti gli operatori europei, il nuovo regime patrimoniale Solvency 2, che il Parlamento europeo ha voluto ricalcare sulla matrice bancaria per rendere più resistenti i gruppi delle polizze dopo le crisi a catena all’inizio dello scorso decennio. Solo a novembre lo Iais aggiornerà la lista dei gruppi a rilevanza sistemica, che nel 2014 e nel 2013 erano nove e includevano l’italiana Generali.

Secondo le prime indiscrezioni, il Leone di Trieste dovrebbe farne parte anche stavolta. Tuttavia i manager guidati da Mario Greco stanno cercando di convincere i regolatori che, visto anche il recente perfezionamento della cessione della banca svizzera Bsi, le attività molto tradizionali e circoscritte di Generali non debbano ricadere sotto l’etichetta “sistemica”. Una revisione non sarebbe da escludere, ma avverrà comunque solo dopo l’inclusione del Leone nel gruppo dei sistemici a novembre. Ai big nine si chiederanno tre aggravi di vigilanza: una maggiore intensità nella supervisione, una migliore liquidabilità dell’impresa in caso di dissesto, e un più alto patrimonio per assorbire le perdite. Il terzo onere è, ovvio, ciò che più preoccupa operatori e investitori, per gli effetti su capitale e cedole dei gruppi. Secondo il Financial Times, che ha citato una prima bozza dello Iais, per i gruppi ad attività tradizionale (di cui Generali fa parte) l’addendum di capitale potrebbe andare tra il 6% e il 9%. Mentre per quelle aziende più finanziarie e vicine ai mercati – il credito, le rendite variabili e le attività di copertura sui rischi di mercato come i Cds hanno ovvia mente rischiosità superiore rispetto alle polizze – il cuscinetto eccedente da attivare nel 2019 (su dati del 2017 però) andrebbe dal 12 al 25% del patrimonio. Per Equita sim, che su Generali ha un giudizio hold (mantenere), «la regolamentazione è un rischio soprattutto per il possibile impatto su una delle colonne dell’equity story di Generali, cioè il significativo aumento del dividendo». Anche se gli investitori nell’incertezza spesso vendono, bisogna prima capire bene su quali basi innestare il capitale aggiuntivo che lo Iais s’appresta a chiedere. E qui la complessità diventa al quadrato. Poiché non esiste un requisito unico nel mondo, ci si è inventati l’indice Bcr (Basic capital requirement) che mette a fattor comune i patrimoni assicurativi. Una formula che secondo l’Ivass, il regolatore italiano, è «sufficientemente semplice ma anche sensibile al rischio sistemico», e che integra una serie di indicatori con la valutazione supplementare delle vigilanze.

La morale è un mezzo caos. E anche per il Solvency 2, in Europa, c’è la sensazione che non sarà possibile ricostruirlo dalle informazioni dei bilanci. «Questo renderà i futuri livelli patrimoniali volatili e incerti, e farà sì che gli assicuratori convergano sui numeri che si aspetta il mercato: altrimenti per loro saranno dolori», dice Massimo Pigna, fondatore e gestore del fondo hedge Tenax Capital. Il requisito di legge per il Solvency 2, che entra a regime con i bilanci 2015, è che una compagnia soddisfi il 99,5% dei requisiti di solvibilità entro un anno, parando i rischi di liquidità, credito, operativi, strategici e di reputazione. Ma il mercato e i regolatori sembrano già orientati su un parametro più alto, attorno al 150%: e così i grandi gruppi, che viaggiano attorno al 200% .

Peraltro, l’indicatore sintetico Bcr avrà vita breve: esiste una vivida discussione tra l’Iais e gli operatori per addivenire al requisito globale del patrimonio assicurativo. Che sostituirà, forse definitivamente, i prossimi Bcr e Solvency 2. «La complessità di questi passaggi normativi è uno dei loro aspetti negativi – dice Alberto Corinti, membro del consiglio dell’Ivass e dell’autorità europea Eiopache dovrà essere ridotto nel tempo, con un’appropriata semplificazione. Andrà trovato un equilibrio tra l’esigenza di calibrare attentamente i rischi minimizzando la volatilità e la prociclicità delle misure».

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.