Opinione della Settimana

Le migrazioni-truffa dell’Rc auto, dal Sud al Nord per pagare meno

Rc Auto - Tariffe (7) Imc(di Dino Bondavalli – Libero Quotidiano)

Sono sempre di più coloro che dal meridione, grazie a false residenze, assicurano il veicolo nelle regioni settentrionali, con tariffe più basse. Poi tornano a circolare dove abitano davvero

L’ultimo in ordine di tempo è il caso scoperto dalla polizia di Verbania, in Piemonte. Nel corso dell’estate gli agenti della Squadra Mobile hanno infatti smantellato un canale truffaldino sull’asse Verbania-Napoli, grazie al quale decine di auto circolanti in Campania erano riuscite a pagare un premio assicurativo ridotto anche del 50% grazie a una rete di prestanome residenti al Nord che firmavano finti passaggi di proprietà delle automobili.

Il meccanismo consisteva nel far risultare che le auto in questione fossero intestate a persone residenti per l’appunto in una regione settentrionale, dove i premi assicurativi relativi alla Rc auto sono notevolmente più bassi di quelli chiesti nelle regioni del Sud, operazione che quindi garantiva un risparmio di centinaia di euro all’anno ad automobilisti che invece utilizzavano il proprio veicolo a Napoli e nelle province limitrofe.

Se in questo caso nel registro degli indagati sono finite iscritte 21 persone – tra l’ideatore della truffa, un siciliano di 58 anni residente da anni nel Novarese, i prestanome e i proprietari dei veicoli – il fenomeno risulta però essere ormai molto più diffuso.

E se di statistiche ufficiali da parte delle assicurazioni non ne esistono, quantomeno non pubbliche, basta scorrere la cronaca anche recente per comprendere che la tendenza ha preso piede, altroché.

C’è il caso di Brescia, dove 37 persone sono state denunciate per truffa e falso dopo che era stato scoperto un giro di false residenze frutto di trasferimenti fittizzi da Napoli e provincia alla Leonessa d’Italia, proprio per usufruire di tariffe assicurative più vantaggiose. E poi quello di Imperia, dove lo scorso autunno un’operazione dei carabinieri ha portato all’ arresto di tre persone e alla denuncia di altre sei dopo la scoperta che un’organizzazione criminale operante nel Napoletano aveva trovato il modo di far emettere migliaia di polizze a prezzi fuori mercato e truffare le assicurazioni inserendo gli automobilisti campani in stati di famiglia di persone (ignare) residenti proprio a Imperia o nel basso Piemonte.

Casi che rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno del quale fanno le spese in prima battuta le assicurazioni, che perdono milioni di euro di premi ogni anno, ma il cui conto finisce per gravare anche sugli automobilisti onesti. Soprattutto su quelli del Nord. Il meccanismo, che garantisce un bel risparmio a chi circola in aree del Paese ad alto rischio di incidente o frode assicurativa, scarica infatti sul territorio “d’adozione” buona parte dei costi.

Il risultato è che nel corso degli ultimi anni si è arrivati a casi al limite dell’incredibile. Come quello dell’assicuratore di Mirano, in provincia di Venezia, che dopo aver subito più di una truffa da prestanome di automobilisti residenti al Sud, si è rifiutato di stipulare una polizza auto a un uomo residente in Veneto da sei anni ma originario della Campania.

«È chiaro che un trucco di questo tipo, laddove viene meesso in atto per eludere il parametro territoriale, è un danno per tutti i cittadini onesti che dichiarano l’area in cui il veicolo circola effettivamente», conferma Umberto Guidoni, responsabile Servizio auto dell’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), «tra l’altro, il parametro territoriale è un paramento che viene usato in tutti i Paesi d’Europa, dove ci sono differenze anche più grandi di quelli che ci sono in Italia».

Quanto al fenomeno delle frodi, «nel nostro Paese è molto pesante sotto vari aspetti», prosegue Guidoni, in particolare proprio nelle regioni del Sud, «nel 2013 abbiamo avuto oltre il 16% di sinistri a rischio frode, e di questi la Campania fa registrare oltre il 39% e a ruota altre regioni del meridione».

A pagare il conto, quasi superfluo rimarcarlo, è «chi si comporta correttamente», conclude il responsabile Servizi auto dell’Ania, «soprattutto chi vive e guida la propria auto nelle regioni del Nord».

E la conseguenza anche immediata potrebbe essere paradossale: polizze stipulate al Nord Italia ma di automobili che circolano in zone ad alto tasso di sinistri, e dunque più incidenti in carico alle compagnie vittime della truffa, che alla fine alzeranno le polizze. Il cerchio, insomma, si chiude. Ed è il consumatore onesto che ci resta in mezzo.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.