Opinione della Settimana

Pensioni, no tax area estesa dal 2017

Pensioni - Calcolo Imc

(di Davide Colombo e Claudio Tucci – Il Sole 24 Ore)

Clausola di salvaguardia sull’«opzione donna». Poletti: gli ultimi esodati sono 32mila

L’estensione della no tax area per i pensionati con reddito fino a 7.500 euro verrà estesa (a 8mila euro) dal 2017, a meno che non si riescano a trovare spazi per anticiparlo se dovesse arrivare il via libera Ue ad altri 3 miliardi di deficit per la clausola migranti. Mentre la conferma fino a fine anno dell’«opzione donna», ovvero la possibilità di uscita anticipata per le lavoratrici con 58 anni e 35 di contributi, è accompagnata da una clausola di salvaguardia. Se la misura dovesse assorbire più risorse di quelle stimate (2 miliardi entro il 2021 per l’uscita di 36mila donne stimate dall’Inps) il governo potrebbe decidere di prorogare il “regime Letta” di parziale taglio alla perequazione degli assegni pensionistici più alti anche per il 2017 e il 2018. La clausola, secondo le bozze della legge di stabilità circolate ieri, potrebbe però essere utilizzata anche per finanziare «nuove misure di riduzione della pressione fiscale in favore dei pensionati».

Ieri i dettagli del “pacchetto lavoro” della manovra sono stati illustrati in conferenza stampa dal ministro Giuliano Poletti, che ha posto una particolare enfasi sull’avvio del Piano nazionale di contrasto alla povertà, soprattutto minorile, con fondi per 600 milioni nel 2016 che salgono a un miliardo strutturale dal 2017. Si punta a dare tutele a «250mila famiglie e 550mila bambini, circa un milione di persone», ha garantito Poletti. Ci sarà, poi, l’«ultima» salvaguardia esodati: 2 miliardi l’impegno di spesa previsto entro il 2021 con autorizzazioni effettuate alla luce della minore spesa sostenuta nelle sei salvaguardia passate. Poletti ha confermato che gli ultimi salvaguardati sono circa 31-32mila, che faranno salire la quota finale a circa 172mila, la cifra che era stata indicata come obiettivo originario dalla Ragioneria generale.

La bozza di legge di stabilità contiene anche una norma per accompagnare i lavoratori dipendenti privati più anziani al pensionamento in maniera attiva. In pratica, se si matura entro il 31 dicembre 2018 il diritto alla pensione di vecchiaia, avendo maturato i requisiti minimi di contribuzione, d’intesa con il datore di lavoro, l’interessato può decidere di ridurre l’orario di impiego in maniera compresa tra il 40 e il 60 per cento. Il datore di lavoro dovrà corrispondere, mensilmente, in busta paga al lavoratore la quota dei contributi riferiti alle ore non prestate, che si trasformeranno quindi in salario netto; e non si avranno ripercussioni sulla pensione perché lo Stato si farà carico dei contributi figurativi. La misura è per ora sperimentale, prevede un finanziamento di 60 milioni per il 2016, 120 milioni per il 2017, 60 milioni per il 2018, ma se tirerà nei prossimi mesi «si potrebbe rifinanziarla con l’assestamento di bilancio a giugno», ha sottolineato il ministro Poletti.

La decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato ci sarà anche nel 2016: qui il bonus scende dagli attuali 8.060 euro l’anno per tre anni, a 3.250 euro l’anno per due anni.

L’intervento ha un costo di circa 3,5 miliardi per i prossimi tre anni, ha ricordato Poletti. Una novità rispetto all’attuale esonero contributivo è l’introduzione di una norma per contrastare eventuali comportamenti opportunistici: la decontribuzione 2016 non scatta se il datore assume soggetti che hanno comunque già in essere un contratto a tempo indeterminato nei tre mesi antecedenti la data di entrata in vigore della legge di stabilità.

Poletti ha poi annunciato il rifinanziamento di 500 milioni di euro degli ammortizzatori in deroga 2016 (dovevano sparire per effetto della riforma Fornero): l’intervento, ha spiegato il ministro, «serve per gestire la coda di richieste e favorire così un passaggio graduale dal vecchio al nuovo sistema di sussidi delineato dal Jobs act». Confermato anche il regime fiscale agevolato (tassazione sostitutiva al 10%) per i premi di produttività entro il limite di 2mila euro (estendibile a 2.500 se vengono contrattati anche istituti di partecipazione) e utilizzabile per tutti i redditi fino a 50mila euro. È esentasse invece il welfare contrattato in azienda.

<
Articoli correlati
In EvidenzaOpinione della Settimana

Crisi nel settore auto europeo: cresce la domanda di coperture assicurative per il rischio credito

A rischio anche i big dell’automotive come Volkswagen e Aston Martin. Per gli assicuratori cresce…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter

Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.





termini e condizioni