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Forum ANIA – Consumatori, gli italiani chiedono un nuovo sistema di welfare

Welfare - Terzo settore - Condivisione Imc

Presentati lo scorso 20 ottobre i risultati dell’indagine “Bilancio di sostenibilità del welfare italiano” realizzata dal Censis per il Forum. Sistema sanitario: gli italiani pagano “di tasca propria” il 18% della spesa totale, oltre 500 Euro pro capite; nel 41,7% delle famiglie almeno una persona ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria. Non autosufficienza: sono 3 milioni i cittadini che necessitano di assistenza; oltre 1,3 milioni le “badanti”, con una spesa per le famiglie di 10 miliardi l’anno. Le proposte di assicuratori e consumatori: occorre informare in modo trasparente gli Italiani sulla propria situazione previdenziale, definire un quadro di regole chiaro e uniforme per la sanità integrativa e affrontare il tema della non autosufficienza, incentivando soluzioni di carattere mutualistico e realizzando una politica fiscale realmente “prowelfare”

Gli Italiani sono alle prese con un sistema di welfare che da generatore di sicurezza sociale è diventato fonte di ansia e preoccupazione e non risponde più alle esigenze dei cittadini. Infatti, mentre aumenta l’incertezza sul futuro delle pensioni, per ogni nucleo familiare diventa sempre più difficile gestire le spese sanitarie e quelle determinate dalla non autosufficienza di un proprio congiunto.

Secondo il Censis, il 53,6% degli Italiani dichiara che la copertura dello stato sociale si è ridotta e paga “di tasca propria” molte delle spese che un tempo venivano coperte dal sistema di welfare nazionale. Infatti, gli Italiani pagano in autonomia il 18% della spesa sanitaria totale – cioè, oltre 500 Euro pro capite annui – contro il 7% registrato in Francia e il 9% in Inghilterra. Inoltre, a causa delle lunghe liste di attesa nella sanità pubblica e dei costi proibitivi della sanità privata, nel 41,7% delle famiglie almeno una persona in un anno ha dovuto rinunciare a una prestazione sanitaria.

In Italia ci sono infine 3 milioni di cittadini non autosufficienti che necessitano di assistenza, oltre 1,3 milioni le “badanti”, con una spesa per le famiglie di circa 10 miliardi l’anno.

Questo scenario è emerso dall’indagine Bilancio di sostenibilità del welfare italiano del Censis e dalle ricerche delle associazioni dei consumatori realizzate per il Forum ANIA-Consumatori e pubblicate nel volume Gli scenari del welfare. Verso uno stato sociale sostenibile (ed. Franco Angeli), in cui sono presentate le proposte di assicuratori e consumatori per un welfare futuro equo e sostenibile.

I contenuti dell’indagine sono stati presentati lo scorso 20 ottobre a Roma nel convegno organizzato dal Forum, con rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, economico e sociale: Pier Ugo Andreini (presidente Forum ANIA-Consumatori), Vito De Filippo (sottosegretario di Stato al Ministero della Salute), Aldo Minucci (presidente ANIA), Giuseppe De Rita (presidente Censis), Marcella Panucci (direttore generale Confindustria), Andrea Mencattini (Chief Life & Employee Benefits Officer Generali), Pietro Giordano (presidente Adiconsum e vicepresidente Forum ANIA-Consumatori), Maurizio Ferrera (Professore Ordinario di Scienze Politiche e Sociali, Università di Milano), Giacomo Carbonari (Segretario Generale Forum ANIA-Consumatori), Francesco Maietta (Responsabile Politiche Sociali Censis).

Nell’ambito del Forum, assicuratori e consumatori hanno realizzato otto proposte per un sistema di welfare più efficiente ed equo. Innanzitutto, “occorre fornire un’informazione trasparente, semplice e completa sulla situazione pensionistica a ogni cittadino e sulle prestazioni attese, anche per effettuare scelte consapevoli per il proprio futuro previdenziale”.

Altro punto evidenziato dal Forum la lotta al fenomeno delle liste d’attesa, causate dal gap tra i servizi promessi a tutti e quelli effettivamente erogati. Ineludibile anche il problema della non autosufficienza in tarda età: il 78% degli italiani è favorevole a un’assicurazione contro la non autosufficienza.

Tra le proposte viene sottolineata sia l’importanza di un quadro di regole chiare e uniformi per le forme sanitarie integrative, sia la necessità di incentivare lo sviluppo di sistemi mutualistici. Da ultimo, “un sistema equo e sostenibile non può prescindere da una politica fiscale che sia realmente “prowelfare” e che nel medio-lungo periodo sia positiva per i conti pubblici”.

“Le indagini fatte – ha affermato Andreini – dimostrano che il sistema attuale di welfare è inadeguato alle reali esigenze dei cittadini. Ne è un chiaro esempio il fatto che gli Italiani pagano di tasca propria le spese sanitarie in misura doppia rispetto ai Francesi e agli Inglesi. Siamo convinti che gli assicuratori possano rendere più efficiente questa spesa e i consumatori possano rendere i cittadini sempre più consapevoli e informati”.

“Il welfare italiano sta cambiando – ha dichiarato De Rita – e le famiglie rispondono con processi di adattamento che includono una forte esposizione finanziaria, anche con fenomeni di rinuncia alle prestazioni. Questo cambio del welfare è problematico e non ci saranno grandi riforme. Ciò di cui c’è bisogno è che la famiglia ritrovi quella percezione di fiducia essenziale per fare sviluppo”.

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