Opinione della Settimana

Sanità integrativa: Studi professionali, la Cassa copre un dipendente su tre

Promotori finanziari - Studio associato Imc

(di Benedetta Pacelli – Quotidiano del Lavoro)

Cadiprof ha rimborsato 100 milioni in 10 anni

Circa 100 milioni di euro rimborsati in 10 anni ai dipendenti degli studi professionali grazie ai servizi di sanità integrativa targati Cadiprof. E in qualche modo quindi, indirettamente risparmiati dal Servizio sanitario nazionale.

In pratica 1 dipendente su 3 dei circa 300mila lavoratori dipendenti – come è stato ricordato ieri a Roma in un convegno ad hoc organizzato per il decennale dalla nascita di Cadiprof, la Cassa di assistenza sanitaria integrativa per gli studi professionali – ha potuto usufruire di questa modalità di welfare privato.

Per una ragione semplice: il costante venir meno del modello di sanità pubblica e della sua sostenibilità, che ha costretto soprattutto negli ultimi anni a un utilizzo crescente di questa forma di assistenza. Un sostegno che arriva dal mondo privato, come ha sottolineato il ministro della salute Beatrice Lorenzin in un messaggio, «e che ci inviata a riflettere sulla promozione di sinergie con il pubblico per affrontare le grandi sfide a cui stiamo andando incontro». Con un unico obiettivo: «Assicurare forme assistenza efficaci ed efficienti, ferma l’esigenza di garantire l’adeguatezza e l’appropriatezza delle prestazioni».

Prestazioni che Cadiprof, costituita in grande maggioranza da donne (sono l’86% delle popolazione iscritta, contro il 13,2% degli uomini) ha dispensato in questi dieci anni in misura sempre crescente, basti pensare che solo nel corso del 2014 su un totale di oltre 16 milioni di euro rimborsati, quasi 13 milioni sono stati erogati nell’ambito del piano sanitario, 3,9 milioni circa nel cosiddetto pacchetto famiglia a gestione diretta. E poi ancora con un valore delle prestazioni rimborsate nel piano sanitario (la voce più consistente) dal 2005 al 2014 che mostra una crescita costante, raggiungendo il massimo nel 2012, quando si sono superati i 9 milioni di euro.

Ma non solo dipendenti degli studi, perché come è stato ricordato ieri, il rinnovo del Contratto collettivo nazionale degli studi professionali siglato lo scorso luglio 2015 ha allargato il bacino di assistenza sanitaria integrativa anche ai professionisti datori di lavoro, ovviamente in regola con i contributi dei propri lavoratori.

Risultati che per il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella sono un nuovo punto di partenza, perché ora «ci aspetta un’altra sfida importante e significativa: estendere le tutele anche ai giovani professionisti, alle partite Iva dei lavoratori autonomi, a tutti coloro che sono considerato oggi tra le fasce più deboli del mercato dei servizi professionali». Del resto la bilateralità, secondo Stella, può gestire anche questi soggetti, «ma non senza un segnale del governo che ne legittimi la deducibilità».

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