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Popolare Vita e la dematerializzazione dei processi di sottoscrizione e conservazione dei contratti assicurativi

Archivio Digitale - Dematerializzazione (2) Imc

La società bancassicurativa, joint venture tra Banco Popolare e UnipolSai, ha implementato un innovativo progetto di dematerializzazione dei processi al punto vendita bancario, ricevendo anche il riconoscimento quale “Miglior Progetto di Digitalizzazione” all’ultima edizione dei Future Bancassurance Awards

Popolare Vita, compagnia di bancassicurazione Vita che nasce dalla joint venture tra Gruppo Banco Popolare e Gruppo Unipol, ha utilizzato le competenze di entrambi i gruppi azionisti per realizzare un innovativo progetto (prima compagnia bancassicurativa Vita in Italia) di dematerializzazione dei processi di sottoscrizione e conservazione dei contratti assicurativi al punto vendita bancario.

Il processo – che ha recentemente ricevuto il riconoscimento quale Miglior Progetto di Digitalizzazione all’ultima edizione dei Future Bancassurance Awards – è finalizzato “ad accrescere la qualità dei servizi di Popolare Vita, a garantire la semplificazione e l’efficientamento dei processi di interazione con propri clienti e ad ottenere maggiori standard di sicurezza nelle operazioni di sottoscrizione”.

Il nuovo set di procedure (realizzato da Banco Popolare e Unipol) di cui si avvale la compagnia prevede la sottoscrizione in filiale – da parte dei clienti che vi abbiano aderito – di contratti e altri documenti mediante FEA (Firma Elettronica Avanzata) e conseguente acquisizione dei relativi dati grafometrici effettuata tramite strumenti dedicati (tavolette grafometriche), in luogo della firma sul modulo cartaceo.

Il trattamento in esame, che consiste nella memorizzazione in forma criptata e nella successiva, solo eventuale, analisi dell’immagine della firma apposta su di un tablet e dei dati grafometrici ad essa relativi, non risulta connotato, ancorché effettuato con strumenti elettronici, da specifici ed evidenti rischi per gli interessati; questo avviene, spiega Popolare Vita, anche in ragione delle misure di sicurezza che sono state predisposte. In particolare ciò che caratterizza nel caso specifico l’utilizzo di dati biometrici “è proprio un sistema che prevede la loro acquisizione, la loro immediata cifratura e la loro successiva conservazione unitamente al documento informatico sottoscritto che viene reso immodificabile, senza che i dati grafometrici possano essere utilizzati su altri documenti”.

La finalità del trattamento dei dati biometrici, sottolinea la compagnia, è esclusivamente quella di generazione della firma elettronica avanzata, quale modalità di sottoscrizione “in grado di garantire una connessione univoca tra la firma apposta in forma elettronica sul documento e il suo autore”. A questa finalità si aggiunge – a garanzia del firmatario e della compagnia, in caso “di eventuali contenziosi legati al disconoscimento della sottoscrizione apposta su atti e documenti di tipo negoziale” – il vantaggio di fornire possibili elementi di valutazione utili anche in sede giudiziaria. Il documento sottoscritto con la modalità FEA adottata, infatti, è prodotto in una forma che consente di mantenere al suo interno tutti gli elementi in grado di verificarne, successivamente e su richiesta di una delle parti, la paternità e l’integrità anche a distanza di tempo, ovvero include i c.d. dati grafometrici, comprensivi dei dati “dinamici” (pressione, accelerazione, velocità, ritmo e movimento aereo) e dei dati “statici” (il tratto grafico).

Il nuovo processo di digitalizzazione permette a Popolare Vita di:

  1. Perseguire un maggiore livello di sicurezza in sede di sottoscrizione della documentazione contrattuale, con riferimento particolare ai rischi di furto d’identità e contraffazione della firma e ai tentativi di frode;
  2. Fornire un contributo alla tutela ambientale, dematerializzando i documenti;
  3. Migliorare l’efficienza e la facilità nell’archiviazione documentale.

Queste migliorie – evidenzia la compagnia – hanno dato vita a un processo più snello e sicuro “che garantisce la riduzione dei tempi di sottoscrizione e una maggiore sicurezza per il cliente migliorando così la sua customer experience”. I dati biometrici sono criptati e sigillati all’interno del documento a cui si riferiscono, la cui decodifica può avvenire solo tramite un sistema di “chiavi assimetriche” generate garantendo così la massima tutela della privacy in quanto non detenuti “né dalla compagnia né dal distributore”.

La fase pilota del progetto è partita durante l’estate 2015 ed attualmente è in corso il graduale roll-out del processo su tutte le filiali del Banco Popolare.

Intermedia Channel


(nella foto che segue, da sinistra verso destra: Giuseppe Prete – vice direttore generale Popolare Vita – e Roberto Raichi, direttore generale Popolare Vita, durante la cerimonia di premiazione agli ultimi Future Bancassurance Awards)

Giuseppe Prete e Roberto Raichi Imc

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