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Sapigni (CGPA Europe): Perché il CESIA contribuirà all’evoluzione del sistema assicurativo

Lorenzo Sapigni Imc

CGPA Europe, compagnia specializzata nell’assicurazione dei rischi professionali degli intermediari assicurativi, ha presentato lo scorso 27 ottobre il CESIA (Centro Studi Intermediazione Assicurativa), prima realtà italiana dedicata esclusivamente alla responsabilità civile professionale di agenti e broker. Per conoscere le ragioni che hanno portato alla nascita del Centro Studi, gli obiettivi che si pone e le attività che saranno svolte, abbiamo rivolto alcune domande a Lorenzo Sapigni (nella foto), direttore tecnico di CGPA Europe.

Dottor Sapigni, quali sono le ragioni che hanno condotto CGPA Europe alla costituzione del CESIA e quale sarà l’identità del Centro Studi?

Il CESIA nasce come istituzione senza scopo di lucro – promossa dalla Fondazione CGPA Europe – e persegue l’obiettivo di sviluppare la cultura assicurativa in Europa. Si tratta della prima e unica istituzione italiana che studia i rischi della responsabilità civile professionale degli intermediari assicurativi ed origina da un contesto economico-sociale in cui i bisogni assicurativi di individui e imprese stanno assumendo crescente importanza.

Qual è la “mission” del Centro Studi?

Il CESIA intende promuovere la prevenzione dei rischi di responsabilità civile professionale degli intermediari di assicurazione. La prevenzione è finalizzata a evitare e/o limitare conseguenze dell’attività distributiva che generino pregiudizi agli assicurati.

Attraverso la prevenzione, il Centro Studi si propone di svolgere un ruolo per l’intero sistema assicurativo nazionale contribuendo a migliorarne la qualità della distribuzione e a favorirne lo sviluppo dimensionale. Promuovere cioè un’attività distributiva attenta a tutelare gli interessi di chi si assicura può generare benefici, oltre che al mercato assicurativo, al sistema sociale ed economico nel suo complesso.

Qual è l’organizzazione del CESIA e quali saranno le attività che verranno svolte?

Il Centro Studi opererà attraverso due organi: il Laboratorio degli Intermediari ed il Comitato Scientifico.

Il Laboratorio degli Intermediari è costituito da professionisti (agenti e brokers) che, all’interno della loro organizzazione o associazione, si occupano delle tematiche della responsabilità civile professionale e sarà un luogo di condivisione delle conoscenze e delle esperienze.

Il Comitato Scientifico è costituito da accademici ed esperti di diritto dell’intermediazione assicurativa e da studiosi del mercato dei servizi assicurativi e finanziari come Giovanna Volpe Putzolu, Professore emerito di diritto delle assicurazioni presso l’Università di Roma La Sapienza, Pierpaolo Marano – docente di diritto delle assicurazioni e di diritto commerciale all’Università Cattolica di Milano – e Sara Landini, Docente di diritto privato e di diritto delle assicurazioni all’Università di Firenze. Compito del Comitato Scientifico sarà quello di analizzare l’evoluzione normativa, regolamentare e operativa dell’intermediazione assicurativa fornendo indicazioni utili a migliorare la qualità della distribuzione.

Quali sono gli obiettivi del Laboratorio degli Intermediari?

Il Laboratorio, tra le altre attività, intende individuare elementi utili a sviluppare la prevenzione per evitare e/o limitare sinistri di RC professionale, studiare soluzioni operative da adottare con i clienti o con la compagnia (revisione di processi e procedure, attività svolte dalle diverse professionalità che operano per conto dell’intermediario), analizzare le esigenze di formazione degli intermediari e dei loro collaboratori (individuando le soluzioni idonee per erogarla) e proporre temi utili a promuovere tra gli intermediari la diffusione di un’informazione propedeutica alla prevenzione.

Il Laboratorio degli Intermediari permetterà e stimolerà pertanto un confronto tra professionisti che esercitano sul campo quotidianamente e conoscono buona parte delle cause che possono originare un sinistro di RC Professionale. Sarà inoltre focalizzato su soluzioni concrete che possano prevenire i sinistri, che potranno trovare applicazione con campagne informative e percorsi formativi ad hoc e con la revisione di processi gestionali o amministrativi dell’attività di intermediazione assicurativa.

Qual è la funzione particolare del Comitato Scientifico?

Riteniamo che il lavoro sul campo che verrà effettuato dal Laboratorio sarà fondamentale. Esiste però un momento in cui l’analisi delle problematiche o la proposta di soluzioni concrete necessita di una verifica con gli impianti normativi, siano essi a livello nazionale che a livello aziendale. In questo senso, il CESIA si avvarrà del Comitato Scientifico, che quindi sarà chiamato a valutare le proposte che perverranno dal Laboratorio degli Intermediari, cioè da chi opera sul campo, direttamente con i clienti finali.

Nella nostra visione, il Comitato Scientifico esercita quindi una funzione culturale e propositiva; culturale perché propedeutica a divulgare informazioni ed erogare formazione e propositiva poichè sarà indirizzata alle istituzioni di riferimento del settore assicurativo (rispettando chiaramente ruoli e competenze delle Istituzioni preposte).

Per quali motivi, a suo parere, i vari attori del sistema assicurativo italiano sosterranno il CESIA?

Perché il Centro Studi svolge un ruolo per l’intero sistema assicurativo nazionale, contribuendo a migliorarne la qualità della distribuzione e a favorirne lo sviluppo dimensionale. Ciò significa che promuovere un’attività distributiva attenta a tutelare gli interessi di chi si assicura può generare benefici, oltre che al mercato assicurativo, al sistema sociale ed economico nel suo complesso. Si tratta di un’iniziativa di portata nazionale che va oltre gli interessi corporativi degli intermediari, che intende contribuire all’evoluzione del sistema assicurativo e che apporta indirettamente un contributo anche allo sviluppo socio-economico del Paese (un consumatore o un’impresa, se rassicurati da un adeguato trasferimento dei rischi a un Assicuratore, sono più propensi agli acquisti e allo sviluppo dell’attività imprenditoriale).

Ma riteniamo che non vi siano solamente questi aspetti: se è probabile – ed auspicabile – che il sistema assicurativo si svilupperà nei prossimi anni, è ugualmente auspicabile che questo sviluppo avvenga garantendo una adeguata tutela dell’assicurato (imprese ma soprattutto consumatori).

Il Centro Studi contribuirà a generare valore in questa direzione, grazie all’attività di prevenzione e formazione, perché la prevenzione dei rischi di Rc professionale è una importantissima forma di tutela verso gli assicurati. Progettare e realizzare attività che permettano di mettere concretamente in pratica determinate norme di tutela, erogando formazione su tematiche normative produce un valore tangibile in chiave di tutela degli assicurati.

Maggiore è il grado di formazione di un intermediario, maggiore sarà la sua capacità di analizzare correttamente i bisogni del suo cliente e di proporgli un prodotto adeguato a soddisfare quei bisogni, svolgendo così quell’attività di consiglio e consulenza che sappiamo essere un valore sul quale il legislatore europeo porrà ulteriormente la sua attenzione nell’ambito della nuova direttiva sulla intermediazione assicurativa (IDD).

E tutto quanto abbiamo detto può essere racchiuso in una frase del presidente di CGPA Europe, Eric Devorsine, che rappresenta la “visione” definitiva del CESIA: “Un intermediario assicurativo professionale, che continui ad essere il riferimento di un modello distributivo evoluto a tutela di cittadini e imprese, genera benefici all’intero sistema sociale ed economico”.

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(nella galleria che segue, per gentile concessione di CGPA Europe, alcune immagini dalla presentazione del CESIA, svoltasi a Roma lo scorso 27 ottobre)

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