Opinione della Settimana

Nove persone su dieci vivranno oltre il previsto (e più dei loro risparmi e della loro pensione)

Salvadanaio rotto (3) Imc

(di Luisanna Benfatto – Il Sole 24 Ore)

Il rischio della longevità è sottostimato: nove persone su dieci sopravvivranno ai propri risparmi. Se pensate di vivere con l’eredità lasciata dai genitori, potreste avere un’amara sorpresa: i famosi risparmi di una vita saranno azzerati, ben prima che voi ne possiate godere, dal rischio longevità.

L’aspettativa di vita dei nostri cari si è allungata e questo è di certo un bene ma, è necessario ricordare, che non avviene a costo zero. Uno degli ultimi allarmi lanciati che riguarda tutto il mondo occidentale è stato evidenziato dal documento The Challenge of Longevity Risk: Making Retirement Income Last a Lifetime appena stilato dagli attuari di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia rivolto ai governi e alle autorità affinché il rischio della longevità venga assorbito nei sistemi pensionistici (pubblici e privati) e soprattutto trasmesso ai cittadini attraverso una maggiore consapevolezza ed educazione finanziaria.

Il pericolo che tutti corriamo sarà infatti quello di sopravvivere (male) senza redditi sicuri. Per evitare questa catastrofe è fondamentale accumulare risorse adeguate nel corso della propria vita lavorativa, essere informati e informarsi sulla gestione dei propri risparmi non solo in prossimità della pensione ma molto prima. La sostenibilità della rendita pensionistica negli anni va pianificata guardando sempre più lontano.

Le statistiche ci dicono che se è vero che a 65 anni di età la sopravvivenza media è di 18,4 anni per gli uomini e 21,9 anni per le donne è altresì vero che nell’ultimo periodo, aumenta la percentuale di patologie invalidanti: sono non autosufficienti il 27,1% degli uomini over 80 e il 39,2% per le donne. Il pratica quando le entrate diminuiscono, in realtà potrebbero servire più risorse per le proprie cure e assistenza. La tendenza, evidenziata da un recente articolo del Wall Street Journal Baby Boomers hugely underestimate what they need for retirementè che i baby boomers, i nati tra il 1946 e il 1964, abbiano fatto male i conti sottovalutando le performance degli investimenti accantonati, che complici i bassi tassi di interesse, non stanno generando abbastanza denaro per mantenere lo stile di vita che si era prospettato. Secondo alcune simulazioni algoritmiche della società di investimento SSGS (State Street Global Advisors) nove persone su dieci vivranno oltre al limite concessogli dai risparmi.

A conferma di questa tendenza ci sono diversi studi. Tra i più completi e aggiornati, pubblicato il 25 ottobre, c’è il MMGPI (Melbourne Mercer Global Pension Index) che giudica la sostenibilità del reddito pensionistico considerando il sistema previdenziale pubblico, quello integrativo, i rendimenti degli investimenti e i risparmi privati. Nelle prime posizioni ci sono Danimarca, Olanda, Australia, Svezia e Svizzera. Il nostro Paese purtroppo si trova al ventesimo posto su 25 con una rating pari a C per la scarsa sostenibilità sul lungo periodo. Un motivo in più per fare bene i calcoli per il domani.

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