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Analisi Euler Hermes, nel 2015 le insolvenze aziendali in Italia invertiranno il trend dopo sette anni di crescita

Analisi - Calcolo - Insolvenze Imc

Secondo la società del gruppo Allianz leader mondiale dell’assicurazione crediti si registreranno 14.500 casi, il 7% in meno rispetto al 2014

Secondo quanto riporta un’analisi di Euler Hermes, la società del gruppo Allianz leader mondiale dell’assicurazione crediti, dopo tre anni consecutivi di recessione, l’Italia finalmente intravede la luce alla fine del tunnel: la crescita riprende, sebbene moderatamente (+0,7% nel 2015) e per la prima volta dal 2008, le insolvenze aziendali diminuiranno registrando un – 7% nel 2015 con circa 14.500 casi.

“Dietro questo lieto fine – afferma Michele Pignotti, capo della Regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa – c’è una congiuntura astrale positiva sulla quale vale la pena soffermarsi. Innanzitutto, l’euro debole e l’aumento di competitività faranno aumentare le esportazioni del manifatturiero nell’anno corrente di 15 miliardi di euro. Inoltre, il calo del prezzo del petrolio ha dato nuova spinta ai consumi interni e ha fatto salire i profitti delle imprese, mentre la stretta del credito sembra volgere al termine visto che i tassi di interesse sui prestiti alle piccole e medie imprese stanno diminuendo ulteriormente. L’Expo infine si è dimostrato un importante tassello per la crescita del Paese”.

Per gli analisti di Euler Hermes, nel 2016, in un ambiente economico ancora più favorevole (+1,1% la crescita del PIL), le insolvenze aziendali manterranno lo stesso trend diminuendo la numerosità di un altro 8%, attestandosi così a 13.300 casi. Per ritornare ai livelli pre-crisi sarà però necessario che le imprese italiane agiscano sui tempi di pagamento adeguandosi sempre più agli standard europei. Oggi, in Italia, un credito tra privati viene incassato in media a 98 giorni, dinamica “che aumenta lo stress finanziario delle aziende meno solide, che in alcuni casi sono costrette a richiedere una procedura di insolvenza”.

Le insolvenze aziendali nel mondo

A livello mondiale, nel 2016 l’instabilità dei mercati emergenti determinerà la fine di un periodo di sei anni consecutivi di diminuzione delle insolvenze aziendali nel mondo. Nel rapporto intitolato Economic Outlook 2015-16: The insolvency U-turn, Euler Hermes prevede che le insolvenze su scala globale si stabilizzeranno su 300.000 casi, mentre il 2015 segnerà la fine del trend di “aggiustamento” post-crisi.

Questo trend, che nel 2014 ha visto un salutare calo delle insolvenze pari al 14%, prosegue anche nel 2015, ma perde slancio in linea con il rallentamento economico globale. Di conseguenza, Euler Hermes prevede una diminuzione del proprio Indice Globale delle Insolvenze limitata al 4%. Nonostante i sei anni consecutivi in discesa, rilevano gli economisti della società del gruppo Allianz, questo andamento positivo non era abbastanza robusto da contrastare il netto aumento dei fallimenti registrato fra il 2007 e 2009 e di conseguenza l’Indice Globale delle Insolvenze resta superiore del 3% rispetto alla media pre-crisi.

“Dopo una love story durata cinque anni con i paesi del mondo a tassi di crescita maggiore, è arrivato il momento di fare un test con la realtà – commenta il capo economista di Euler Hermes Ludovic Subran –. I forti disavanzi delle partite correnti, un settore privato vulnerabile e un programma di riforme molto politicizzato hanno creato la tempesta perfetta per i mercati emergenti. Crescono i deflussi di capitali, la volatilità e i rischi di credito”.

La divergenza fra le economie avanzate ed i mercati emergenti dovrebbe aumentare ancora nel 2016, con una diminuzione delle insolvenze dell’1% nelle economie avanzate rispetto all’aumento del 4% nei mercati emergenti. L’attuale forte diminuzione delle insolvenze registrate negli USA e in Europa occidentale compensa le turbolenze dell’Asia e dell’America Latina, ma secondo Euler Hermes le prospettive per i mercati emergenti “diventano sempre più torbide”.

Le imprese che operano nella regione dell’Asia del Pacifico sono le più colpite, con la conseguenza di una crescita dell’11% delle insolvenze nel 2015 (il primo aumento dal 2008). La Cina in particolare dovrà affrontare una risalita delle insolvenze prevista al +25% nel 2015 e al +20% nel 2016. L’edilizia, la metallurgia e l’industria estrattiva, l’industria manifatturiera di fascia bassa e le attività di esportazione sono i settori che presumibilmente riceveranno il colpo più duro.

Nel 2016 la crescita economica globale sarà ancora al di sotto del 3%, avrà un livello di indebitamento ancora elevato, pressioni deflazionistiche, disgregazioni e dinamiche sulla demografia delle imprese.

“Una volta assorbito lo choc della crisi, le imprese hanno bisogno di un solido ambiente macroeconomico e finanziario per passare dalla stabilizzazione alla crescita, dalla protezione alla promozione – conclude Subran –. I prossimi 18 mesi saranno una cartina di tornasole. I trend divergenti fra paesi, settori e imprese di diverse dimensioni nonché le mutazioni dei quadri giuridici saranno fondamentali per identificare le principali sacche di rischio”.

Intermedia Channel


Euler Hermes – “Economic Outlook 2015-16: The insolvency U-turn (in inglese)

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