Opinione della Settimana

Risparmio gestito, tre fattori che cambieranno il settore: la tecnologia, i Millennials e le riforme

Analisi - Investimenti Imc

(Fonte: Salone del Risparmio)

Uno studio CACEIS – PwC Luxembourg individua le sfide per asset manager, distributori e promotori finanziari

I fattori chiave destinati a rivoluzionare il settore del risparmio gestito nel medio periodo sono tre: la tecnologia; i comportamenti in tema di investimenti dei Millennials; la nuova ondata regolatoria. Ad affermarlo è CACEIS (asset servicing del gruppo Crédit Agricole) in un report pubblicato insieme a PwC Luxembourg dal titolo Reshaping retail fund distribution. Lo studio individua le sfide che asset manager, distributori e promotori finanziari dovranno affrontare da qui a poco per continuare ad offrire servizi e prodotti in linea con le reali esigenze di un nuovo tipo d’investitore.

“L’industria dei fondi – ha commentato Giorgio Solcia, Managing Director di CACEIS in Italiaè sottoposta a forti sollecitazioni che potrebbero tradursi anche in ulteriori opportunità di crescita a patto però di presentarsi al mercato con la giusta strategia in termini di offerta prodotto e modelli distributivi. Gli ultimi interventi normativi come la Rdr nel Regno Unito o la Mifid II di prossima entrata in vigore – ha aggiunto Solcia – stanno rimodulando in maniera significativa l’intera filiera, mentre una nuova generazione di investitori si sta affacciando per la prima volta al mondo del risparmio con stili di acquisto inediti e non del tutto compatibili con le attuali proposte”.

Oggi i Millennials (ovvero la Generazione Y, le persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila) rappresentano già il 25% della forza lavoro negli USA: abituati a gestire informazioni in tempo reale, sono cresciuti con la banda larga, gli smartphone, i tablet e i social media. Una generazione nata ai tempi della crisi economica e quindi molto più scettica nei confronti dei mercati finanziari. Se oggi vedere il proprio promotore una volta al mese o, almeno, ogni tre mesi può essere sufficiente, il Millennial si accontenterà di un incontro ogni sei mesi. Quello che realmente avrà importanza per lui sarà poter modificare il proprio portafoglio in tempo reale e in piena mobilità. Ecco perché report standardizzati sulla base di view trimestrali non saranno più idonei a soddisfare il suo desiderio di essere informato minuto dopo minuto. YouTube, per esempio, sottolinea il report CACEIS/PwC Luxembourg, è la piattaforma perfetta per informare clienti e intermediari sui temi finanziari del momento e sui profili di rischio dei prodotti.

Inoltre, in un futuro non tanto lontano, l’interazione tra cliente e promotore sarà sempre più mediata da device mobili e social media. Lo testimonia una ricerca della FCA (Financial Conduct Authority): il 61% degli investitori vorrebbe dialogare con il proprio consulente tramite i social media, e il 46% di chi non dispone di un account social accederebbe volentieri a Facebook o a Twitter se questo gli consentisse di comunicare in tempo reale con il proprio advisor.

Il tipo di rapporto che la Generazione Y ha con la tecnologia sta costringendo asset manager, distributori e promotori finanziari a ripensare il modo di relazionarsi con questo tipo di clientela. Si tratta di una riflessione che ha animato numerosi dibattiti anche al Salone del Risparmio 2015, durante il quale è stata presentata l’indagine I risparmiatori di domani dell’istituto di ricerca Demia, realizzata per Assogestioni proprio sulla generazione dei Millennials. Per questa ragione è ormai prioritario trovare nuove modalità per guadagnare la fiducia di questi investitori e fidelizzarli anche attraverso un uso più efficace degli strumenti tecnologici. Infatti, secondo quanto indicato nello studio CACEIS/PwC Luxembourg, oggi gli investitori sono letteralmente sommersi dalle informazioni (si calcolano 4,5 quintilioni di byte di dati al giorno). È dunque fondamentale conoscere i bisogni dei propri clienti attraverso nuove tecniche di analisi, integrando informazioni provenienti da fonti diverse, e tradurle in azioni di marketing più efficaci.

Un ulteriore elemento destinato a lasciare il segno nel settore del risparmio gestito è l’intensa attività regolatoria che intende favorire una maggiore trasparenza e la massima protezione dell’investitore. In particolare, secondo quanto indicato nello studio, le riforme chiave sono due: l’introduzione a gennaio 2013 della Rdr nel Regno Unito (e successivamente mutuata in altri paesi come Australia, Singapore, Sud Africa, Olanda) e la Mifid II che entrerà in vigore nel 2017.

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