Opinione della Settimana

Calamità, l’indennizzo assicurativo vale come il reddito perso

Assicurazioni - Analisi bilancio (2) Imc

(di Gian Paolo Tosoni – Quotidiano del Fisco)

Escluse da tassazione le somme relative ai danno emergente mentre scontano le dirette quelle riferite al lucro cessante

Gli indennizzi assicurativi percepiti da un soggetto coinvolto da un evento calamitoso sono esclusi da tassazione se riguardano il danno emergente, mentre scontano le imposte dirette se relativi al lucro cessante. Lo precisa la risposta del ministero dell’Economia a un question time di ieri.

La questione riguardava i rimborsi assicurativi ricevuti a fronte degli ingenti danni subiti a seguito dell’alluvione che ha interessato la Riviera del Brenta. Infatti, secondo il ministero, l’introduzione di misure agevolative in favore di contribuenti coinvolti da eventi calamitosi deve essere analizzata tenendo conto della necessità di reperire idonei mezzi di copertura finanziaria e della disciplina degli aiuti di Stato.

Nella risposta il ministero ricorda che l’attuale disciplina, contenuta nell’articolo 6, comma 2 del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi, ndIMC), prevede che i proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite a titolo di risarcimento di danni consistenti in perdite di redditi, anche in forma assicurativa, sono considerati redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. Pertanto, la norma del Testo unico prevede che, laddove il risarcimento del danno o l’indennizzo ricevuto compensino la mancata percezione di un reddito di lavoro o di un reddito di impresa, allora devono essere ricomprese nel reddito complessivo del percipiente e assoggettate a tassazione.

Come rilevato nella risposta al question time, dunque, per i soggetti che non esercitano attività professionale o di impresa, sono assoggettate a tassazione le somme corrisposte al “lucro cessante”, ovvero quelle somme che sostituiscono i mancati guadagni, sia presenti che futuri; mentre restano escluse da tassazione quelle somme corrisposte a titolo di “danno emergente”, ovvero quelle somme che hanno la funzione di reintegrazione patrimoniale.

Nella risposta fornita ieri il ministero si dimostra molto prudente nel concedere l’esenzione totale dal reddito di questi indennizzi assicurativi. Preoccupa, infatti, da un lato la copertura finanziaria degli sgravi fiscali corrispondenti e, dall’altra, il rischio di incappare nella normativa relativi agli aiuti di stato in contrasto con le norme comunitarie. A tal fine la risposta richiama la legge 234 del 2012 che disciplina gli aiuti pubblici per le calamità naturali, anche sotto forma di agevolazione fiscale. Meglio aveva fatto il Governo in occasione del terremoto dell’Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia del 2012. Nell’occasione, infatti, l’articolo 12 bis del Dl 74/2012, convertito dalla legge 122/2012, aveva previsto che non concorrevano a formare il reddito gli indennizzi e i risarcimenti anche in forma assicurativa, percepiti dai soggetti coinvolti dagli eventi sismici; anche quella disposizione condizionava l’esenzione fiscale al parere della Commissione Ue.

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