Opinione della Settimana

Fioravanti (Intesa Vita): «Prodotti nuovi e cura del cliente, così si resiste alla grande volatilità»

Nicola Maria Fioravanti Imc

(di Mariano Mangia – Repubblica Affari & Finanza)

Nicola Maria Fioravanti, responsabile divisione Insurance del gruppo Intesa Sanpaolo, ricorda di aver ampliato il portafoglio con soluzioni capaci di coprire a 360 gradi i bisogni degli utenti registrando performance migliori

«È stato un anno frenetico, intenso, impegnativo, ma ricco di stimoli e soprattutto di grande soddisfazione». Questo il bilancio che Nicola Maria Fioravanti (nella foto), responsabile divisione Insurance del gruppo Intesa Sanpaolo e amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Vita, traccia di questo 2015, il suo primo anno alla guida del comparto assicurativo del gruppo, con un cambio di strategia fortemente voluto dal Ceo, Carlo Messina. «I numeri del 2015 di Intesa Vita sono più che soddisfacenti. Abbiamo consolidato la leadership nel ramo vita e anche l’ultimo trimestre conferma una crescita sostenibile, con un risultato netto di 570 milioni, che è già oltre il risultato dell’intero 2014 di 531 milioni, e una produzione lorda da 20 miliardi. Anche il ramo danni evidenzia una crescita di oltre il 30% in un contesto di mercato che per il quinto anno consecutivo registra una diminuzione dei premi».

Cosa ha spinto la crescita dei premi?

«Crescite così importanti sono in primo luogo dovute ad una innovazione dei prodotti, che è l’unica strada vincente nell’attuale contesto di mercato volatile. Abbiamo ampliato il portafoglio con soluzioni capaci di coprire a 360 gradi i bisogni di investimento dei nostri clienti. Un approccio che ha trovato grande consenso anche nella rete di vendita».

C’è una tipologia di prodotto che ha riscosso maggior successo?

«Nel ramo vita la maggior raccolta è legata al prodotto multiramo Giusto Mix, che ha giocato d’anticipo sui cali dei rendimenti delle obbligazioni governative, proponendo stabilità di investimento senza rinunciare alle opportunità dei mercati finanziari. Il suo punto di forza è stata un’estrema semplicità di proposizione e una forte sofisticazione dei motori finanziari. In scia sono stati lanciati anche altri prodotti multiramo, sia per il Vita, sia per il Private».

E per il ramo danni?

«Il 2015 è stato l’anno della diversificazione e, sull’onda del successo del prodotto auto con la smart box e i suoi servizi, abbiamo lanciato aCasaconMe che punta, a sua volta, su tecnologie avanzate di supporto alla clientela. Il nostro approccio è di aiutare il cliente a prevenire e dare servizi di valore, prima ancora di pensare al possibile risarcimento. Una filosofia che ha colto un interesse tale da spingerci a prevedere nel 2016 offerte simili per la salute e le Pmi».

Il rapporto con la clientela resta fondamentale.

«Conoscere il cliente e i suoi bisogni sono la nostra base di partenza. La bancassicurazione, rispetto alle compagnie tradizionali, è percepita come più dinamica, attenta e in grado di rispondere reattivamente ai problemi di gestione del risparmio e agli investimenti. La nostra integrazione con la banca è sinonimo di maggiori garanzie. I nostri clienti sono undici milioni, praticamente un quinto degli abitanti del paese: in un mondo che cambia vorticosamente, con settori sempre più fluidi e in iper-competizione, poter offrire una relazione di fiducia coi clienti è l’unico asset che rimane nel tempo, seppure in un contesto di crescente digitalizzazione dei servizi».

Il 2016 si apre con l’entrata in vigore di Solvency II, una novità normativa che impatterà fortemente sul settore.

«Una normativa che va inquadrata nel più generale percorso di allineamento rispetto all’adeguata dotazione patrimoniale, che sta coinvolgendo tutti i comparti del settore finanziario. Noi arriviamo all’appuntamento più che preparati: stiamo lavorando sugli effetti di Solvency II fin dal 2011. Da una parte abbiamo ingegnerizzato prodotti che ottimizzano l’assorbimento di capitale, dall’altra offriamo alla nostra clientela soluzioni unit e multiramo che consentano di cogliere le opportunità dei mercati con un attento controllo del rischio. In questo, poter contare sui migliori motori gestionali di una grande Sgr, come quella del nostro gruppo, Eurizon Capital, e sul modello di consulenza di Intesa Sanpaolo ci ha sicuramente agevolati. I nostri prodotti, quasi tutti flessibili e a budget di rischio controllato, hanno retto le prove degli shock di mercato di questi ultimi mesi, registrando performance relative migliori dei concorrenti e recuperando velocemente quando le condizioni lo hanno consentito».

In effetti la normativa rende più onerose, in termini di assorbimento di capitale, le polizze di ramo I.

«Un tema sul quale ci siamo impegnati a fondo è proprio quello di trovare alternative ai prodotti d’investimento tradizionali. Le direttrici principali sono due: ampliamento delle soluzioni a favore dei prodotti di ramo III, in particolare quelli che offrono protezione, e utilizzo della leva del capitale per ottimizzare il nostro profilo rischio-rendimento. Abbiamo disegnato un processo strutturato per seguire con rigore tutto l’iter di investimento in alternative asset con un team dedicato. Entro fine anno raggiungeremo circa un miliardo di commitment».

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