Opinione della Settimana

Pensioni, le partite Iva vogliono ballare da sole

Lavoratori autonomi - Contributi Imc

(di Isidoro Trovato – Corriere Economia)

La proposta dei tributaristi: una cassa autonoma. Contributi ridotti e collegati ai redditi nei primi 5 anni. Marinelli: giusto tagliare i privilegi del retributivo

L’annuncio ha generato sconcerto e una tempesta di polemiche. Chi oggi ha 35 anni prenderà una pensione più bassa del 25% rispetto a quella delle generazioni precedenti pur lavorando almeno fino a 70 anni (sorte che toccherà al 40% dei giovani) ma anche fino a 75 anni (cosa che capiterà a tanti) nell’ipotesi di un tasso di crescita del Pil dell’1%.

I dati erano più o meno noti da tempo, ma sentirli dalla viva voce del presidente dell’Inps, fa sicuramente un certo effetto. Ed è quello che è accaduto nel mondo delle partite Iva dopo la dichiarazione di qualche giorno fa di Tito Boeri, presidente dell’Istituto nazionale della previdenza.

«I poveri giovani non possono continuare a versare contributi per pagare le pensioni d’oro calcolate con il metodo retributivo, sapendo, senza ombra di dubbio, che le loro rendite saranno veramente misere — sbotta il presidente dei tributaristi Arvedo Marinelli. Il problema deve essere affrontato e i diritti acquisiti, se sono sproporzionati, vanno riadeguati in una visione di vera equità sociale. In tal senso si sono già espressi grandi conoscitori della materia pensionistica ed economisti del calibro di Treu, Damiano, Sacconi, Polverini, Baldassarri e infine lo stesso Tito Boeri».

Le richieste

Il nodo resta quello della divisione della Gestione separata dell’Inps dei lavoratori autonomi da quella degli altri soggetti parasubordinati. In pratica i lavoratori autonomi chiedono una gestione previdenziale solo per loro nella quale i professionisti siano adeguatamente rappresentati. I tributaristi avanzano anche altre proposte come la riduzione della aliquota base contributiva al 24% simile a quella cui arriveranno le altre gestioni Inps come quelle dei commercianti ed artigiani.

«Continuiamo a credere nella possibilità di un dialogo costruttivo con il governo e l’Inps — continua Marinelli —. Non a caso il presidente dell’Istituto ha colto nel più profondo significato le nostre proposte dell’aprile scorso perché solo l’equità può ridare il senso di giustizia e di fiducia di cui ha bisogno il nostro Paese».

Un’apertura che non ha stoppato il flusso di proposte dei tributaristi. «Gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti — sorride Marinelli —. Per questo proponiamo anche la ricongiunzione previdenziale gratuita o onerosa al pari degli altri lavoratori perché è compito istituzionale dell’Inps dare la pensione ai lavoratori valorizzando ogni settimana di contributi. Inoltre proponiamo aliquote ridotte per i giovani che lo richiederanno per i primi cinque anni dell’esercizio della professione e proporzionale al reddito. Per esempio: 50% dell’aliquota base fino a 35 anni e reddito fino a 10 mila euro; 70% aliquota base fino a 35 anni per redditi da 10 mila a 20 mila euro; 100% aliquota base oltre i 35 anni e per redditi superiori a 20 mila euro. Tutto questo con l’obiettivo di agevolare l’emersione del lavoro nero e nel contempo facilitare l’inserimento dei giovani che intendono avviare una professione autonoma».

La maternità

Oltre alla previdenza, il tema più sentito dalla categoria è quello che riguarda il pieno riconoscimento dell’indennità di maternità. «Di recente abbiamo ottenuto l’estensione di questa prestazione anche ai lavoratori e alle lavoratici iscritte alla gestione separata — ricorda il presidente dei tributaristi italiani —. Problema risolto? Per niente. Perché, per percepire l’indennità, rimane ancora l’assurdo vincolo della dichiarazione di astensione dal lavoro. Come può un professionista astenersi dal lavoro? Chiuderebbe il suo studio. Di fatto, si continua a discriminare i lavoratori autonomi con partita Iva perché il pagamento dell’indennità è subordinato all’astensione dal lavoro. Le colleghe artigiane e commercianti iscritte nelle analoghe gestioni Inps non hanno questo vincolo. Occorre eliminare questa discriminazione per dare equità al sistema».

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