Rassegna Stampa

Errori medici, una legge promette di ridurre le cause

Salute - Medico - Critical Illness Imc

(di Michele Bocci – la Repubblica)

Le Linee guida precise sui casi di malpractice. Obbligo dei sanitari di rispettarle. E in caso di contenzioso sono le Asl a doversi difendere, non i dottori. Una legge promette di ridurre le cause, e i trattamenti inutili che i medici chiedono per difendersi

L’intento è quello di ridurre il cosiddetto contenzioso, cioè le cause penali contro i medici. Nella stragrande maggioranza dei casi, queste si traducono in un niente di fatto per i pazienti, cioè in assoluzione, e tengono i professionisti in tensione per anni spingendoli verso la medicina difensiva che fa prescrivere esami e trattamenti inutili per paura di sbagliare. Da tempo si parla di una riforma del codice penale che riduca il numero delle cause, forse adesso ci siamo. Il deputato e responsabile della Sanità del Pd, Federico Gelli, ha scritto un nuovo testo che è stato approvato in commissione Affari Sociali e il 15 dicembre arriverà in aula. Per la nuova norma, il medico che sbaglia non potrà essere riconosciuto colpevole, neanche per colpa grave, se avrà seguito tutte le linee guida della sua specialità, “salve le rilevanti specificità del caso concreto”.

Le Linee guida. Le società scientifiche saranno coinvolte nella riscrittura delle linee guida. Ci sono poi articoli dedicati alla responsabilità civile. A spiegare la norma in questo campo è lo stesso Gelli: “Oggi la responsabilità dell’ospedale e del professionista nei confronti del danneggiato è di natura contrattuale. Devono dimostrare di non essere responsabili di ciò che è avvenuto. Noi cambiamo, anche seguendo la giurisprudenza in materia. Il rapporto di natura contrattuale con la struttura rimane. Nei confronti del professionista, che nel regime pubblico non è stato scelto dal cittadino, il rapporto diventa di tipo extracontrattuale. Quindi se il paziente vuole rivalersi anche nei suoi confronti, l’onere della prova diventa a carico suo e il periodo di prescrizione è di 5 anni”. Su questo punto, anche se resta la possibilità di chiedere i danni all’ospedale, ci sono state polemiche da parte di alcune associazioni di consumatori.

Promuovere la conciliazione. La norma cerca anche di promuovere la conciliazione, e forme di risarcimento tramite accordo extragiudiziario e successivamente tramite azione diretta nei confronti dell’assicurazione. Inoltre è costituito un fondo di garanzia per i cittadini che anche se hanno avuto ragione in giudizio non ricevono i soldi per problemi delle compagnie assicurative o delle Regioni che fanno l’autoassicurazione.

“Con questa legge riportiamo la responsabilità professionale in linea con altri Paesi europei – dice Gelli –. Garantiamo il professionista al meglio nello svolgimento attività, senza togliere diritti a cittadini che anzi hanno numerosi strumenti innovativi per avere ristoro ai danni subiti”. Si ritiene che la norma potrebbe fare risparmiare molto perché ridurrà la medicina difensiva. Per questo si sta valutando se inserire queste minori spese nella legge di Stabilità e utilizzare i soldi per la campagna di assunzioni che si è resa necessaria con l’avvio del nuovo orario di lavoro dei sanitari.

Maggiori garanzie per i medici. Secondo l’associazione Osservatorio Sanità, che tutela i cittadini danneggiati che vogliono risarcimenti e medici accusati anche assistendoli dal punto di vista legale “il testo del nuovo disegno di legge fornirebbe giustamente al personale sanitario maggiori garanzie. Anche l’introduzione del tentativo obbligatorio di conciliazione con la presenza anch’essa obbligatoria di tutte le parti, assicurazioni comprese, rappresenta un notevole passo avanti rispetto al passato”. Si ritiene però preoccupante la previsione della cosiddetta “autoassicurazione”.

La tutela del cittadino. “Non fornisce nella realtà al cittadino alcuna tutela. Infatti, salvo limitatissimi casi, legati a regioni virtuose come Toscana ed Emilia Romagna, la legittimazione di una simile prassi, introdotta qualche anno fa, continuerà ad avere effetti devastanti a danno dei cittadini, poiché consentire ad una struttura sanitaria di una regione in disavanzo finanziario (Lazio in testa) di risarcire il cittadino con fondi autonomi, corrisponde, nella pratica, a legittimarne l’insolvenza”. Il sistema dell’autoassicurazione si basa, dove funziona bene, sulla chiusura dei casi in via stragiudiziale, senza cioè coinvolgere i giudici e gli avvocati, oppure questi ultimi ma solo in minima parte. In genere permette di risarcire in tempi piuttosto brevi.

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