Opinione della Settimana

Venezia: Procuratie Vecchie, in giunta l’intesa con Generali

Venezia - Procuratie Vecchie e San Marco (Foto Giovanni Dall'Orto) Imc

(di Fulvio Fenzo – Il Gazzettino Venezia Mestre)

Via il “beneficio pubblico” in cambio di soldi e spazi. Escluse foresterie e destinazioni alberghiere. Le Generali puntano a creare un Centro internazionale sulla sostenibilità

L’accordo era praticamente pronto, e l’ex commissario Zappalorto lo aveva già portato in Giunta nel marzo scorso anche con l’obiettivo di far quadrare un po’ i conti del Comune. Ma poi tutto si è fermato, almeno fino ad ora visto che oggi l’intesa con le Assicurazioni Generali sul futuro delle Procuratie Vecchie approderà nuovamente in Giunta per essere approvata. Poi toccherà al Consiglio comunale decidere, ma con i numeri in mano alla maggioranza sarà praticamente una passeggiata.

In pratica, le Generali chiedono da tempo di rimuovere il vincolo del “beneficio pubblico” che grava su quella parte delle Procuratie che, fino a non molti anni fa, era adibita a sede del tribunale. Una superficie di 13mila metri quadri affacciata su una delle piazze più belle del mondo.

Dall’altra parte – quella del Comune – anche nella gestione Zappalorto c’era la speranza di ricavarci un’adeguata contropartita (in aprile si parlava di una somma fra i 3 e i 9 milioni di euro), oltre all’utilizzo di 640 metri quadri delle Procuratie su due piani: gli spazi dati attualmente in uso a Consiglio d’Europa, Fondazione Ermitage e Organizzazione mondiale della Sanità, situati al secondo piano, ma anche una porzione del primo, il tutto per 20 anni e a costo zero.

Ma cosa succederà con la rimozione del vincolo? «Lo spirito non è di trovare una soluzione “contro” la città, ma “per” la città – facevano sapere qualche mese fa dalle Generali –, il tutto in perfetta sintonia con la città di Venezia e con la monumentalità del posto. Quindi, non ci saranno persone che al mattino apriranno le finestre per affacciarsi sulla piazza». Tradotto: nessuna destinazione alberghiera, come sarebbe stato messo nero su bianco nell’accordo che la Giunta Brugnaro si appresta a varare oggi, mentre fino ai mesi scorsi si parlava di riservare una parte degli spazi ad uso foresteria («ma al solo utilizzo dei soggetti insediati o delle attività svolte», si precisava nella prima intesa siglata dall’amministratore delegato Philippe Roger Donnet e dal commissario Vittorio Zappalorto).

Le Generali si impegnavano dunque esplicitamente a destinare il 70 per cento delle Procuratie Vecchie ad usi di interesse generale, per ospitare sia istituzioni internazionali che manifestazioni di carattere culturale individuati dalla proprietà come consoni al tono dell’edificio. E il primo ad insediarsi sarebbe un Centro internazionale di eccellenza nel campo della sostenibilità ambientale. Insomma, il Leone di Trieste fa sul serio.

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