Opinione della Settimana

Generali non introdurrà il voto multiplo. Galateri: non è il momento

Generali - Insegna Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Governance, il sondaggio dei grandi soci

Niente voto multiplo per le Generali. Lo ha detto ieri il presidente Gabriele Galateri di Genola che giusto qualche giorno fa aveva ricordato di essere ancora al lavoro per completare il sondaggio tra i grandi soci rispetto all’opportunità o meno di introdurre le modifiche al potere di voto.

«Al momento non riteniamo opportuno sottoporre alla prossima assemblea degli azionisti l’ipotesi di modifica del diritto di voto», ha dichiarato il numero uno a margine dell’inaugurazione dell’Anno accademico dell’Università di Trieste. «Abbiamo fatto un’ampia ricognizione degli azionisti del gruppo. Abbiamo parlato in consiglio di amministrazione e la conclusione di questa vicenda al momento è questa», ha aggiunto.

La questione era evidentemente chiave in un’ottica di futuro assetto di controllo del Leone di Trieste ed era stata sollevata nei mesi scorsi da alcuni soci storici della compagnia. All’epoca, infatti, si erano schierati apertamente a favore delle loyalty shares Gilberto Benetton che attraverso Edizione ha poco meno dell’1% della compagnia e prima ancora, più o meno a ridosso dell’assemblea di bilancio, Lorenzo Pellicioli, membro del consiglio delle Generali in quota all’azionista De Agostini, e quindi Francesco Gaetano Caltagirone, vice presidente della compagnia ma in questo caso, soprattutto, azionista del gruppo con una quota del 2,28% del capitale. Complessivamente, i tre soci valgono il 5% del capitale delle Generali (De Agostini è recentemente scesa all’1,716% della compagnia assicurativa dal 2,433% precedente poiché il pacchetto è stato attribuito agli azionisti diretti di Dea Partecipazioni). Un pacchetto importante ma che, per diventare determinante, nel caso la compagnia avesse deciso di procedere davvero all’introduzione del voto maggiorato, non sarebbe di certo bastata. Stanti i numeri espressi nelle assemblee più recenti, perché la delibera potesse passare il vaglio dell’assise, si sarebbe dovuto esprimere positivamente il 31% del capitale sociale, ossia il 66% dei presenti (all’ultima assise è stato depositato il 47% delle Generali). Il che significa che si sarebbe dovuto schierare a favore e in maniera compatta tutto il fronte dei soci italiani (un 26% circa) più diversi fondi esteri che, come noto, all’ultima assemblea erano presenti con il 21% del capitale. Una quota frutto di un’ascesa importante e realizzata, in parte, grazie all’ingresso di grandi investitori internazionali generalmente contrari al voto multiplo.

Il manager è intervenuto anche in merito alle recenti voci rilanciate dalla stampa svizzera rispetto a un possibile interesse di Zurich a sostituire l’ex ceo Martin Senn con l’amministratore delegato delle Generali, Mario Greco. «Greco è un gran personaggio – ha esordito – io ho molta fiducia in lui e del fatto che faccia questo bellissimo piano strategico». Sul tema, l’intenzione dei soci sembra essere quella di una riconferma del manager per un altro triennio (il primo mandato scadrà con l’approvazione del bilancio 2015).

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