Opinione della Settimana

Generali: Greco non sta negoziando e non ha ricevuto offerte da Zurich

Investor Day 2013 - Mario Greco (Foto Piranha Photography) Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Speculazioni sul ceo, i giornali elvetici rilanciano la candidatura

La Borsa ha dato la propria interpretazione rispetto alle voci che circolano su un possibile addio di Mario Greco (nella foto, di Piranha Photography) alle Generali a favore di un ingresso da ceo in Zurich: il titolo del Leone ha chiuso le contrattazioni di ieri in ribasso del 2,46% a 15,47 euro mentre la compagnia elvetica è balzata del 3,23% a 2,49 franchi. I rumor, come noto, circolano da tempo ma da qualche giorno sembrano essersi fatti più insistenti. Eppure, assicurano fonti vicine alla società: «Greco non ha ricevuto alcuna offerta né sta negoziando con Zurich». Anzi, aggiungono altre fonti, il manager è totalmente concentrato nella ridefinizione dei termini del proprio contratto con Trieste per il rinnovo del mandato. Al punto che la quadra dovrebbe essere trovata in tempi strettissimi per poi passare al vaglio di un comitato ad hoc pronto a riunirsi. Questo, almeno, è l’auspicio delle parti in causa. Un desiderata che nasce a valle di una lunga e per certi aspetti complessa trattativa, non priva di incomprensioni e di qualche ostacolo. Alcuni dettagli non sarebbero ancora stati definiti e sarebbe proprio attorno a questi aspetti che si starebbero concentrando gli sforzi delle parti in causa. Minuzie, a parere di alcuni, elementi di sostanza, per altri.

Quanto ai fatti è difficile ricostruire la vicenda alla perfezione ma da quel che si apprende l’intera questione ha radici lontane. Il tema della riconferma del manager si è posto non appena il ceo ha licenziato il nuovo piano industriale, ossia la primavera scorsa. In quella sede gli azionisti hanno sentito l’obbligo di rivedere le condizioni dell’accordo. Greco, d’altra parte, ha raggiunto in anticipo gli obiettivi del precedente business plan e, come in ogni azienda che si rispetti, è parso naturale considerare un riconoscimento “formale” per il lavoro svolto. La trattativa, tuttavia, è entrata nel vivo il settembre scorso. A condurla ci sarebbe stato da un lato Lorenzo Pellicioli, in qualità di componente del comitato remunerazione, e dall’altro Greco stesso. Nel corso del confronto si sarebbe affrontata prima una tematica di carattere economico che, si apprende, sarebbe stata risolta in tempi piuttosto rapidi. Sia per il board che peri soci era di fatto scontato procedere a una revisione al rialzo della remunerazione del manager che ha permesso alle Generali di allocare al meglio il proprio capitale completando con soddisfazione la dismissione di asset non strategici. Diversamente, si sarebbe creato una sorta di misunderstanding sulla “durata” del mandato.

Incomprensione a valle della quale sarebbe poi scattato un cambio degli attori attorno al tavolo. Scrivere le ultime righe di un accordo è, d’altra parte, un compito che spetta in linea di principio a un organo collegiale. Così la palla sarebbe passata direttamente nelle mani del board e il cda si sarebbe scoperto compatto quando si è trattato di condividere il principio secondo cui una compagnia assicurativa necessita di “stabilità” nella gestione tanto più se impegnata nella realizzazione di un piano, ampiamente condiviso dagli azionisti, che punta a ridefinirne il profilo strategico trasformandola in una retail company. Ecco perché in molti si sarebbero mossi per garantire che l’obiettivo, compatibilmente con le regole di governance, fosse quello di assicurare un mandato il più lungo possibile. Mediobanca stessa, primo socio della compagnia, non si è tirata indietro quando è stata chiamata a confermare la fiducia al manager, mostrando apprezzamento per quanto fatto dal ceo e dall’intero team. Giusto recentemente Piazzetta Cuccia ha ribadito che il lavoro di riorientamento strategico di una compagnia assicurativa richiede tempi importanti e per questo si è detta favorevole a un mandato di lungo termine.

Gli elementi chiave dell’intesa, dunque, stando a quanto si apprende, sarebbero stati definiti. I soci, tutti, sarebbero convinti sostenitori del rinnovo di Greco e, come detto, per il tempo necessario a dare nuova forma all’azienda, senza limiti prestabiliti.

Resta da chiedersi, a questo punto, cosa manca per archiviare positivamente la trattativa? Secondo alcuni staremmo assistendo agli ultimi colpi di assestamento di un’intesa di fatto già scritta. Tanto che i titoli di coda potrebbero scorrere entro il fine settimana. Non tutti però ne sono convinti. Da Zurigo infatti non si placano le voci di un interesse della compagnia elvetica per il manager italiano. Anzi, sebbene il gruppo svizzero continui a non commentare, secondo diverse fonti il presidente Tom de Swaan sarebbe al lavoro per assicurarsi che Greco approdi a Zurich. Anche in questo caso l’intenzione sarebbe di portare a casa il risultato in tempi rapidi. La società ha diverse carte da giocare: certamente può mettere sul piatto uno stipendio rotondo, Martin Senn nel 2014 ha percepito 7,7 milioni contro i 3,25 milioni di Greco; il rilancio della compagnia rappresenta poi una sfida allettante e il contesto operativo ha certamente ambizioni internazionali. Una proposta formale, dunque, potrebbe rivelarsi assai interessante tanto più se recapitata mentre le Generali hanno ancora da completare le formalità del l’accordo. Ecco perché c’è già chi guarda a un piano B. Piano che, per defmizione, tutte le società devono avere pronto in caso di addio repentino del proprio ceo. E all’interno di questo scenario i nomi chiave sarebbero quelli del presidente Gabriele Galateri di Genola e dell’amministratore delegato di Generali Italia, Philippe Donnet.

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