
(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)
La svolta a Trieste: Al presidente spetterà il mandato di comporre una potenziale lista di candidati. Tra i nomi Donnet e l’ex Balbinot. In lizza anche la Mondardini
Ora per le Generali si apre la fase più delicata: la scelta del successore di Mario Greco. Compito che, in parte, spetterà al presidente Gabriele Galateri di Genola, al quale, come da mandato toccherà comporre una lista di nomi da sottoporre alla valutazione degli azionisti. L’idea è considerare possibili candidature interne ma anche figure esterne. Il profilo attorno al quale si dovrà convergere sarà quello di un manager che conosca l’azienda, abbia un forte know how in ambito assicurativo e sia in grado di raccogliere il testimone lasciato dal ceo. Greco, d’altra parte, dopo aver portato a termine il cruciale piano di turnaround che ha rimesso in carreggiata la società, ha avviato un nuovo corso in azienda dettando le linee per trasformare il Leone di Trieste nella più importante compagnia retail d’Europa. Un progetto che ha certamente un’anima concreta ma che si compone di alcuni elementi che in diversi hanno definito addirittura «visionari».
Ecco perché, oltre a essere un uomo di business, chi succederà a Greco dovrà andare oltre la mera contemplazione del “new deal” del mercato assicurativo. In quest’ottica sono almeno tre le figure interne che incontrano consenso nonché la stima dei soci. Si tratta del cfo Alberto Minali, del numero uno di Generali Italia, Philippe Donnet, e del ceo di Generali Deutschland, Giovanni Liverani. Ciascuno ha punti forza e aspetti che devono essere approfonditi. A Minali va dato atto di aver contribuito alla grande svolta del Leone lavorando alacremente alle molte dismissioni di asset non strategici che hanno portato nelle casse del gruppo oltre 4 miliardi di euro. Il suo ambito operativo, tuttavia, è più vicino alla componente finanziaria che a quella di business. Quanto a Donnet, come Minali, è stato scelto da Greco e a lui è stata data un’altra missione chiave: quella di riorganizzare l’asset principale di Trieste, ossia le attività in Italia. Compito che Donnet ha svolto egregiamente assicurando alla casa madre le risorse necessarie per fare numeri importanti. Donnet, però, proprio per l’estrazione potrebbe risultare per certi aspetti troppo vicino alla componente francese presente in Mediobanca. Liverani, dal canto suo, fa parte del mondo Generali da diverso tempo, sta ottenendo importanti risultati in Germania ed è conosciuto e gradito a molti azionisti.
Non ci sono solo loro in corsa per l’ambita poltrona da chief executive officer. Qualcuno parla di un noto manager che lavora all’estero e il profilo sembra ricordare quello dell’ex Sergio Balbinot. Le Generali peròpotrebbero anche decidere di pescare tra i ceo operativi in Italia andando a selezionare una delle figure più note del panorama locale, nonché già manager del Leone e pare con un consenso diffuso tra i soci: Monica Mondardini. L’attuale ad dell’Espresso conosce bene il business assicurativo grazie al fatto che tra il 1998 e il 2008 ha lavorato per il gruppo di Trieste prima come ceo di Europ Assistance e poi come numero uno di Generali Spagna. In questi anni, poi, ha mostrato un piglio manageriale gradito a molti. La stessa Mediobanca ha avuto modo di apprezzare l’operato nel corso della complessa trattativa su Sorgenia. Tuttavia, è “alla corte” di De Benedetti da molto tempo ed è difficile immaginare che la famiglia si voglia privare di un simile supporto.
Si vedrà cosa accadrà nei prossimi giorni ma di certo quel che si aspetta la Borsa è una scelta in tempi rapidi. Anche se, va detto, la squadra creata da Greco, nel suo insieme, sembra essere perfettamente in grado di tenere la barra dritta. Il piano, d’altra parte, è stato costruito perché ciascuno abbia un obiettivo chiaro da perseguire, da chi si occupa di contenimento dei costi, come il coo Carsten Schildknecht, o di investire le risorse, come il cio Nikhil Srinivasan, sa esattamente in quale direzione andare.




