Opinione della Settimana

Generali, l’addio di Greco: I grandi soci, il ceo e il nodo delle trattative

Generali - Facciata sede Trieste Imc

(di Antonella Olivieri – Il Sole 24 Ore)

Le incomprensioni e i dubbi che hanno portato alla svolta nate dalle discussioni sul rinnovo

Tre anni e mezzo fa, quando i soci stabili di Generali, preoccupati per l’andamento del titolo, avevano convinto Mediobanca ad accelerare il ricambio al vertice, il sì dell’ad di Piazzetta Cuccia Alberto Nagel era stato determinante a portare Mario Greco sulla plancia di comando della più grande compagnia assicurativa italiana, rompendo il lungo sodalizio con il precedente group ceo Giovanni Perissinotto. Probabilmente però tra il manager assicurativo e il suo azionariato non è mai nato un feeling particolare, tant’è che i retroscena che si raccolgono nell’entourage dei due fronti sulle tappe che hanno portato l’ad del Leone a optare per un’alternativa internazionale divergono sulle interpretazioni dei fatti che, per definizione, sono soggettive.

Il mandato di Mario Greco alle Generali sarebbe scaduto con la prossima assemblea di aprile, ma è proprio dalle anticipate discussioni sul rinnovo che sarebbero sorte incomprensioni, da una parte, e dubbi, dall’altra. L’iniziativa era stata presa già a maggio da Lorenzo Pellicioli, membro sia del comitato remunerazione che del comitato nomine e corporate governance. A Greco, già dalla tarda primavera, sarebbe stato assicurato il rinnovo per un altro mandato, non oltre i tre anni previsti dalla legge, e un pacchetto economico migliorativo rispetto al precedente. Secondo indiscrezioni, però, l’offerta comprendeva l’impegno da parte del ceo di lavorare prima della scadenza del mandato a preparare la sua successione. Condizione in linea con le prassi di corporate governance ma che potrebbe essere stata interpretata come un “dimissionamento” a termine. Fatto sta che l’accordo non è mai stato ratificato fino a quando ieri è arrivata la risposta: la non disponibilità di Greco a un altro mandato in Generali e il suo ritorno a Zurich come numero uno. L’offerta di trasferirsi a Telecom che più recentemente risulta gli sia stata fatta da Vincent Bolloré, in proprio secondo azionista di Mediobanca e tramite Vivendi primo azionista della compagnia telefonica, avrebbe contribuito ad aumentare le incomprensioni.

A poco sono servite le dichiarazioni pubbliche, rilasciate da Nagel che, a quanto risulta, negli ultimi tempi ha fatto di tutto per convincere Greco ad accettare il rinnovo del mandato. «Siamo soddisfatti del lavoro fatto dal consiglio di amministrazione di Generali, dal presidente e dall’amministratore delegato. La nostra intenzione è quella di confermare un assetto che si è dimostrato molto convincente in termini di strategia e di numeri», aveva sottolineato a ottobre, in conference con gli analisti, l’ad di Piazzetta Cuccia, primo azionista del Leone con una quota del 13,28%. Forse Greco si era già convinto di tornare sulla scena internazionale: aspettare tre anni per farlo, al compimento del 59esimo anno, avrebbe potuto essere tardi. Senza contare che l’offerta economica da Zurigo – si vocifera di oltre 8 milioni l’anno – non era superabile da Trieste.

Greco, è il commento che si raccoglie ora negli ambienti dell’azionariato, ha portato avanti brillantemente il compito che gli era stato affidato con la semplificazione e lo snellimento del gruppo e la focalizzazione sul core business assicurativo. Un lavoro, articolato in due piani industriali ben accolti dal mercato, che in gran parte, adesso che l’avventura triestina del manager napoletano sta per concludersi, è stato fatto. Ora l’obiettivo dei soci stabili – oltre a Mediobanca, anche De Agostini, Del Vecchio e Caltagirone – è procedere in tempi brevi – al massimo entro febbraio – a individuare un successore all’altezza, anche per rassicurare il mercato che, da quando sono iniziate a circolare le voci sulla fuoriuscita di Greco, ha fatto sottoperformare del 10% il titolo Generali rispetto all’indice settoriale europeo.

Greco ha dato al presidente Gabriele Galateri la disponibilità a restare fino alla fine del mandato, ma se si designerà nei tempi previsti il nuovo ad, il rapporto con Trieste potrebbe anche concludersi con l’approvazione del bilancio 2015 in consiglio. Al vaglio ci sono candidature interne – per le quali Mediobanca propenderebbe sulla linea della continuità – e candidature esterne. Tra quelle interne la più accreditata è quella di Philippe Donnet, classe 1960 come il manager uscente, che da Greco è stato portato alla guida di Generali Italia e vanta, con Axa, esperienze internazionali di livello. Per le possibili candidature esterne circola il nome di Monica Mondardini, ad di Cir e dell’Editoriale L’Espresso, che in passato ha lavorato per il gruppo Generali, da ultimo in Spagna. Ma ci sarebbero almeno un altro paio di potenziali candidati, sia italiani che esteri.

Nel nuovo corso, comunque, difficilmente si riproporrà – almeno a breve – l’ipotesi, accantonata prima di Natale, di adottare il voto doppio per gli azionisti di lungo corso che Greco aveva osteggiato. In Italia lo strumento – utile per rinsaldare il controllo – è ancora visto con diffidenza dal mercato. In assenza di “minacce” concrete, tanto vale soprassedere.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.