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Censimento Covip sui patrimoni: «Casse investimenti ancora sbilanciate sul mattone»

Immobiliare - Mutui - Investimenti Imc(di Federica Micardi – Quotidiano del Diritto)

Il patrimonio delle Casse di previdenza dei professionisti ammonta a 71,9 miliardi di euro, in aumento di 6,3 miliardi rispetto al 2013. È quanto si legge nel documento pubblicato ieri dalla Covip, l’authority della previdenza, che riporta i dati aggregati per gli anni 2013 e 2014 dei venti enti privati di previdenza.

Dalle tabelle riportate nel «quadro di sintesi» si vede che fra le attività primeggiano i titoli di Stato, che rappresentano il 21,2% delle attività totali. È però sulla componente immobiliare, pari a 19,1 miliardi di euro, che si concentra l’attenzione di Covip, che evidenzia come per 9 enti questa voce abbia un’incidenza superiore al 30%, e per cinque enti questa percentuale salga al 48,4 per cento.

C’è stata, è vero, una significativa riduzione degli investimenti diretti, attraverso conferimenti a fondi immobiliari “dedicati” – dove l’ente è spesso l’unico quotista – operazioni «che hanno generato cospicue plusvalenze contabili – si legge nel report – senza però rappresentare proventi monetari effettivi».

Covip si sofferma anche sulla territorialità degli investimenti e rileva che il 45,8% sono fatti in Italia, per un valore di quasi 33 miliardi, contro i 25,5 miliardi (il 35,5%) fatti all’estero.

La prevalenza di investimenti domestici riguarda i titoli di Stato (10,4 miliardi contro i 4,8 esteri), gli Oicr non armonizzati, in prevalenza fondi immobiliari (10,1 miliardi contro 627 milioni non domestici) e gli immobili, pari a 8,8 miliardi in Italia e zero oltre confine. In tutte le altre attività gli investimenti all’estero sono prevalenti: negli «altri titoli di debito» abbiamo 5,5 miliardi all’estero e poco più di un miliardo in Italia, nei «titoli di capitale» 4,3 miliardi all’estero e 1,5 miliardi in Italia e negli «Oicr armonizzati» 8,3 miliardi all’estero e 484 milioni in Italia. Covip spiega questi numeri con la preponderanza di Pmi nel nostro Paese e la «gamma di strumenti finanziari ristretta e non pienamente adeguata rispetto alle esigenze delle forme previdenziali». Covip, che vigila anche e da tempo sugli investimenti dei fondi di previdenza complementare segnala che «alle imprese italiane vanno – tra Casse e Fondi – 5,2 miliardi, circa lo 0,2% delle loro passività finanziarie».

Nella premessa al documento di ieri l’Authority sottolinea come i dati raccolti negli ultimi tre anni presso le Casse di previdenza siano confrontabili (prima non era così, ndr) e forniscano informazioni dettagliate sui singoli enti, così da consentire interventi mirati e una governance più efficiente. Ma non basta, Covip fa il punto sulla disciplina del settore, che definisce «datata» perché vecchia di vent’anni, e «incompleta» perché ancora manca il regolamento sull’investimento delle risorse finanziarie, sui conflitti di interesse e sulla banca depositaria, previsto dal Dl 98/2011.

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