Opinione della Settimana

Mediobanca, utile netto di 321,1 milioni (+23%). Nagel: vendere Generali è un’opzione

Mediobanca - Piazzetta Cuccia (2) Imc (Foto Giovanni Dall'Orto)

Mediobanca (nella foto, di Giovanni Dall’Orto, Piazzetta Cuccia) ha chiuso il primo semestre dell’esercizio 2015/2016 con un utile netto di 321,1 milioni di euro, in crescita del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e al di sopra delle stime degli analisti, che si attendevano un risultato netto positivo di 310 milioni di euro.

Nel secondo trimestre, il risultato della merchant bank è invece in calo a 76,8 milioni (100,6 milioni nel 2° trim 2014/15) a causa dei 57,3 milioni che Piazzetta Cuccia ha versato come contributo straordinario al fondo di risoluzione bancario per il salvataggio di Banca Etruria, CariChieti, Banca Marche e CariFerrara.

L’utile operativo del semestre è cresciuto del 16% a 372 milioni, malgrado un contestuale aumento dei costi (420 milioni, +7% anno su anno) riconducibili agli investimenti sostenuti per incrementare la capacità produttiva.

Il margine di interesse è cresciuto del 10% a 604 milioni di euro. Le attività deteriorate nette sono diminuite per il quarto trimestre consecutivo, attestandosi a fine dicembre a 1,07 miliardi di euro.

I ricavi sono stabili a 1,01 miliardi. Le commissioni su base semestrale sono calate a 227,4 milioni di euro, ma sono ripartite nell’ultimo trimestre (+37%) grazie al comparto Corporate & Investment Banking (+53% a 99 milioni) e all’incremento di Chebanca! (da 9,4 milioni a 20,5 milioni di euro).

Le rettifiche sui crediti sono diminuite del 25,4% a 224,4 milioni e il costo del rischio è quindi calato a 136 punti base. Le attività deteriorate sono costantemente in calo da quattro trimestri, con il tasso di copertura in lieve crescita a livello tendenziale (da 51% a 53%) e stabile rispetto al giugno scorso.

A livello divisionale, è raddoppiato l’utile nel credito al consumo, passato da 31 milioni di euro a 66,1 milioni di euro; nel retail banking l’utile si è attestato a 5 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli indicatori patrimoniali, il Cet1 phased-in si è attestato al 12,4% e il fully phased è migliorato al 13,4%. Il total capital sale rispettivamente a 16,1% e 16,6% e il leverage ratio segna un progresso dell’11% e dell’11,8%.

Cresce l’apporto di Generali ai conti di Mediobanca: nel primo semestre dell’esercizio 2015/2016, chiuso il 31 dicembre, la divisione principal investing dell’istituto ha registrato un utile di 228,2 milioni di euro grazie al maggior apporto ricavato dal 13% circa del gruppo assicurativo, salito da 122,9 milioni a 138,4 milioni di euro, e alla plusvalenza per la cessione di Pirelli (pari a 87,7 milioni di euro).

Sul fronte negativo le rettifiche del semestre, pari nel complesso a 11,9 milioni di euro (11,7 milioni nella prima metà dell’anno precedente), sono quasi interamente riconducibili a Rcs, che ha pesato sui conti per 10,3 milioni di euro. Mediobanca, che a gennaio ha aperto l’ultimo semestre del piano industriale, ha proseguito la riduzione dell’esposizione azionaria registrando in sei mesi cessioni per 295 milioni di euro, tra cui Pirelli (215,4 milioni), Edipower (55,1 milioni) e altre partecipazioni minori (5,6 milioni).

Nel complesso, nell’arco del piano, la banca ha portato a 1,4 miliardi di euro il totale di partecipazioni cedute. Mediobanca  segnala anche vendite a termine su Atlantia, per 63,4 milioni di controvalore, e Generali, per 59,8 milioni di euro (la quota marginale, ceduta a dicembre, sarà regirstrata con valuta di maggio).

Mediobanca vede  spazio per aumentare il dividendo nell’esercizio 2015/2016, rispetto agli 0,25 euro distribuiti l’anno precedente. Lo ha detto l’amministratore delegato, Alberto Nagel, presentando i conti del primo semestre. “Noi confermiamo la nostra politica di payout al 40% – ha spiegato – ma, se i numeri avessero la progressione che abbiamo visto e se i mercati ci aiutassero in maniera diversa rispetto alle ultime settimane, credo ci sia lo spazio per migliorare il dividendo, anche perché il 40% di un utile maggiore equivale a un dividendo maggiore”.

Nagel ha poi aggiunto che Mediobanca si prepara a presentare il nuovo piano industriale nel prossimo autunno: “Stiamo facendo delle riflessioni sui tempi, l’attuale piano terminerà a giugno, e riteniamo sia possibile usare la finestra tra ottobre e novembre di quest’anno. L’importante è che ci sia uno scenario sottostante più stabile, anche a livello regolatorio”.

Mediobanca non ritiene poi necessario trovare un partner industriale per Rcs e auspica che Fiat resti azionista del gruppo editoriale. L’istituto è  tra i principali soci di Rcs con il 6% circa del capitale. “Noi dobbiamo accompagnare e aiutare il lavoro del cda. C’è stato un recente cambio manageriale ed è stato presentato un piano che sembra interessante e quindi, dal mio punto di vista, non vedo la necessità di cambiare il quadro con nuovi azionisti industriali”.

Quanto alla famiglia Agnelli, primo socio di Rcs, Nagel ha espresso l’auspicio che rimanga nel capitale: “Ha dato un contributo fondamentale, soprattutto negli anni recenti quando c’è stato l’aumento di capitale, e abbiamo sempre avuto un’interazione basata sui contenuti e sulle prospettive dell’azienda”.

Il nuovo amministratore delegato di Generali  dovrà dare continuità al lavoro fatto da Mario Greco, ha detto Nagel (Mediobanca che è primo socio del Leone con il 13% del capitale). “Per il futuro serve continuità. Dobbiamo auspicare che il cda selezioni il miglior manager possibile, senza steccati tra una scelta interna o esterna al gruppo, che continui sulla linea di migliorare le prospettive del gruppo con disciplina, per aumentarne la redditività in maniera stabile”.

Nagel ha spiegato che Mediobanca, nel formulare la lista per il prossimo cda di Generali in vista dell’assemblea di aprile, “è interessata a scelte di lungo termine e di qualità”. Il banchiere ha poi sottolineato che con Greco non ci sono state incomprensioni e che il manager “non ha mai proposto operazioni di crescita”. Quanto al 3% della compagnia che Mediobanca aveva annunciato di voler cedere, Nagel ha ribadito che “non c’è nessun obbligo” e che si tratta di “un’opportunità”.

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