Opinione della Settimana

Pensione di reversibilità, dall’Irpef all’Isee

Previdenza - Pensione Imc

(di Roberto E. Bagnoli – Iomiassicuro.it)

Brutte notizie per le future vedove o vedovi. Nel disegno di legge delega sul “contrasto alla povertà” varato nei giorni scorsi dal governo, la pensione Inps, oggi legata al reddito Irpef (stipendio, reddito della casa, ecc.), sarà condizionata dall’ormai famoso Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) . Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Il nuovo riccometro. Dal gennaio 2015 è in vigore la nuova disciplina dello strumento che in passato veniva definito “riccometro”. Il nuovo parametro Isee valuta la situazione economica dei soggetti che richiedono agevolazioni, per ricevere prestazioni sociali o accedere ai servizi di pubblica assistenza. La complicata formula adottata è la seguente: indicatore della situazione economica (che incamera sostanzialmente il reddito e altre entrate), più il 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale (che comprende investimenti mobiliari e immobiliari), il tutto diviso per il coefficiente del nucleo familiare, che cambia a seconda della composizione della famiglia. Il nucleo familiare, in questi casi, è la famiglia anagrafica, come risulta dallo stato di famiglia, che per esempio può comprendere persone conviventi, ma non coniugate. Rispetto al passato, il nuovo modo in cui sono calibrate le diverse componenti che concorrono a formare l’Isee, valorizza maggiormente la componente patrimoniale; il valore degli immobili, per esempio, è parametrato all’Imu, anche se chi ha il mutuo lo può detrarre.

Le regole della reversibilità. L’attuale normativa prevede che la pensione attribuita ai superstiti, qualora il beneficiario faccia parte di un nucleo familiare dove non vi siano figli minori, studenti o inabili, è corrisposta nella misura ridotta:

  1. del 75%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps (19.574 euro del 2016);
  2. del 60%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a quattro volte il trattamento minimo (26.099 euro del 2016);
  3. del 50%, in presenza di redditi imponibili Irpef d’importo annuo superiore a cinque volte il trattamento minimo (32.623 euro del 2016).

Le future vedove. Va subito detto, per sgombrare il campo da eventuali equivoci, che le nuove regole – che ancora non conosciamo nel dettaglio, in quanto una volta approvata, la legge dovrà essere attuata con una serie di decreti del Ministro del lavoro – riguarderanno il futuro. Incideranno quindi esclusivamente per i decessi che si verificheranno a partire dalla data di decorrenza della nuova normativa, e non toccheranno quindi coloro che già ora percepiscono una pensione di reversibilità.

La differenza. Per meglio comprendere la differenza tra riferimento Irpef e Isee, ricorriamo a un esempio concreto. Prendiamo in esame il caso di una vedova che potremmo definire povera dal punto di vista del reddito Irpef, e ricca se si fa riferimento all’Isee. La signora, il cui coniuge percepiva una pensione di 30mila euro, risulta titolare di una pensione propria di 550 euro al mese, di un pacchetto di investimenti di 100mila euro e di un patrimonio immobiliare costituito dall’appartamento in cui abita (che ai fini dei tagli alla reversibilità non fa reddito), e da un ulteriore piccolo monolocale dato in affitto con un canone annuo di 5.400 euro. Dato che il reddito della casa di abitazione non viene considerato, il suo reddito Irpef risulta dunque pari a 12.550 euro: pensione Inps 7.150 (550 euro mensili per 13), più 5.400, derivante dal canone di affitto. Con le regole attuali, poiché il reddito Irpef si colloca sotto la soglia dei 13.050 euro (vedi tabella sottostante), la reversibilità della signora sarà pari al 60% di quella percepita dal marito: ossia 30mila (pensione coniuge defunto) per 60%, uguale 18mila euro lordi. Con l’avvento dell’Isee – la cui formula, come già detto, incamera sostanzialmente il reddito e altre entrate, più il 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale (che comprende investimenti mobiliari e immobiliari) – la signora certamente non incasserebbe dall’Inps un assegno di 1.385 euro al mese.

Cumulo reddito Irpef e reversibilità (Elaborazione Iomiassicuro.it) IMC

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