Opinione della Settimana

Lavoro agile, a chiederlo è oltre la metà dei lavoratori

Lavoro agile - Smart working (2) Imc

(di Cristina Casadei – Quotidiano del Lavoro)

Nelle aziende in cui è stato sperimentato i tassi di adesione sono altissimi, mentre cresce il tasso di produttività

C’è chi lo chiama smart working, chi lavoro agile, chi invece preferisce lavoro flessibile. Se parliamo dei servizi, ormai quasi un’azienda su due ha scelto di fare delle aperture a questa formula che si basa su un rapporto di fiducia assoluta tra datore di lavoro e dipendente, è molto apprezzata dai lavoratori – secondo una ricerca di Adecco più della metà di loro infatti vorrebbe poter lavorare fuori ufficio – e può aumentare motivazione e produttività. Certamente richiede investimenti sia tecnologici che organizzativi e proprio questo rappresenta, talvolta, un ostacolo, evidenzia la stessa ricerca. Nella giornata del lavoro agile, promossa dal Comune di Milano, emergono numeri e entusiasmo inaspettati, fino a poco tempo fa.

Se prendiamo Accenture, per esempio, che in Italia è stato uno dei primi gruppi ad adottarlo, il coinvolgimento riguarda l’83% dei dipendenti, grazie anche al supporto di strumenti tecnologici di ultima generazione. Risultati? Un miglioramento della qualità della vita dei dipendenti, maggiore motivazione, produttività e capacità di operare in modo efficace da qualunque luogo, utilizzo più efficiente di spazi e strutture da parte dell’azienda. Altro caso storico è quello di Microsoft che quest’anno festeggia 10 anni di smart working. Oltre la metà delle persone (57%), secondo quanto emerge da una survey interna, fa smart working tutti giorni, nelle diverse declinazioni. E tra i principali benefici indica la maggiore possibilità di conciliare vita privata e personale, senza perdere ore di lavoro e senza la necessità di chiedere permessi, l’opportunità di risparmiare ore spese nel traffico a beneficio della produttività, la libertà di muoversi, lavorare con i clienti e in ufficio in maniera virtuale, con grande autonomia in termini di tempi e di spostamenti, la possibilità di lavorare da casa o in diversi spazi aziendali. Fastweb ha esteso la possibilità di lavorare fuori dall’ufficio ad altri 500 lavoratori, portando la cifra globale di dipendenti che possono lavorare da remoto a 1.514. Questo significa che il 59% della popolazione aziendale può lavorare in smart working per 4 giorni al mese. Una nota aziendale spiega che «i lavoratori hanno apprezzato il fatto di poter lavorare da casa: sono migliorate la motivazione, il senso di appartenenza e il 57% dei capi afferma che la produttività aziendale è aumentata». Un progetto pilota partirà anche in casa Sisal, dove saranno coinvolti cento dipendenti, la cui attività lavorativa non sia legata in maniera imprescindibile al proprio luogo di lavoro. Grazie a un investimento in strumenti di lavoro, software specifici e attraverso una formazione mirata, i dipendenti del Gruppo Sisal adesso potranno svolgere le proprie prestazioni lavorative in modalità smart working fino a due giorni a settimana. Maxi investimento per Boston consulting group che ha ispirato la nuova sede proprio al lavoro agile. A caratterizzarla postazioni, sale riunioni e case team room prenotabili tramite un’app. Schermi informativi su ogni piano, scrivanie condivise dotate di un monitor di supporto ogni due persone.

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