Opinione della Settimana

Alleanza Assicurazioni lancia da Genova la sfida digitale

Alleanza Assicurazioni - Poster storico (2) Imc

(di Massimo Minella – la Repubblica Genova)

Oggi ai Magazzini del Cotone la convention della storica compagnia che Evan Mackenzie fondò qui nel 1898. L’ad Passero: “I nostri clienti hanno meno di 40 anni, i collaboratori sono under 35, useremo i social per seguirli”

Ripartire da Genova, là dove tutto era iniziato, addirittura nel 1898 per volontà di Evan Mackenzie che insieme a un gruppo di esponenti di spicco del mondo finanziario crea una società assicurativa da subito attiva nel ramo Infortuni e in quello dei Trasporti Marittimi. Alleanza Assicurazioni, compagnia del gruppo Generali, tiene oggi la sua convention annuale ai Magazzini del Cotone alla presenza di settecento persone, fra dipendenti e vertici, provenienti da tutt’Italia, mentre gli oltre 15mila collaboratori distribuiti sul territorio potranno seguire i lavori in diretta streaming. Stessa città e stesso luogo del 2015, perché proprio da Genova, a febbraio dello scorso anno, la compagnia aveva innestato quella marcia in più capace di farle chiudere l’esercizio con il miglior risultato di sempre: una raccolta premi lorda di 4,5 miliardi di euro (+11%) e una produzione cresciuta del 24% contro il 7 della media del sistema italiano, al servizio di due milioni di clienti. Per il 2016 il piano di lavoro, sintetizzato nello slogan “Essere leader”, è già definito: digitalizzazione della rete di vendita e sviluppo di prodotti di protezione del nucleo familiare. «Affrontiamo un mercato in profondo cambiamento: nuovi strumenti e innovazione tecnologica cambiano  comportamenti e aspettative dei clienti – spiega l’ad Davide Passero. Noi dobbiamo essere aperti di mente e veloci nel fare: per questo abbiamo bisogno di leader a tutti i livelli della nostra organizzazione». E’ in quest’ottica che la scelta di Genova, capoluogo di una regione che porta in dote ad Alleanza oltre 40mila clienti, può rappresentare quell’ulteriore salto in avanti in grado di fare la differenza sul mercato.

Genova nel vostro dna, dottor Passero?

«Certo, nel nostro passato, perché qui siamo nati e ci identifichiamo fin nel simbolo con l’immagine di San Giorgio, ma anche nel nostro futuro, perché da qui abbiamo lanciato le nostre sfide innovative».

E ora quale sarà il percorso?

«Vogliamo progettare un futuro di lungo termine, forti di un modello unico che mette in campo una rete capillare e persone giovani, sia nei clienti, che in media hanno meno di 40 anni, che nei collaboratori, under 35. Insomma, uno su tre è un nativo digitale».

Ponete però al centro della vostra riflessione anche il tema del risparmio.

«Non potrebbe essere diversamente. Ragioniamo sempre su orizzonti temporali di lungo termine, quindi su attività di accumulo del risparmio in sintonia con questa azione. E come dicevo prima lo facciamo con gente giovane, motivata, su cui riponiamo grandi attese circa il loro sviluppo professionale. Lavoriamo insomma già per il ricambio generazionale».

E perché riunire tutti in grande convention? Hanno ancora valore momenti aggregativi come questi?

«Per noi la convention è il tassello nella condivisione di una strategia e quindi è molto importante».

E la digitalizzazione diventa quindi una sorta di grimaldello per scardinare il mercato…

«La digitalizzazione è innanzitutto una priorità, vista l’età media di clienti e collaboratori a cui facevo riferimento prima. Abbiamo lanciato il progetto [email protected] Care, owerro la digitalizzazione di tutta la rete di vendita per un servizio al cliente completamente in mobilità, dalla profilazione alla presentazione dell’offerta fino alla firma digitale e al pagamento tramite mobile Pos. I nostri collaboratori saranno tutti quanti dotati di tablet per interagire sempre con il cliente, anche attraverso i social network. Io credo che il nostro sia uno dei pochi progetti di informatizzazione che abbia una valenza così specifica in un campo, come quello assicurativo, in cui questi temi non sono ancora all’ordine del giorno».

Una carta in più contro la concorrenza?

«Guardi che il nostro principale concorrente non è rappresentato dalle assicurazioni o dalle banche, ma spesso dal cliente che si mostra più avanti di noi sul fronte tecnologico. Questo rende ancor più importante l’assistenza in mobilità, anche attraverso l’uso dei social, come Facebook, con cui sviluppare un’attività di relazione».

Tornate a Genova, segno che l’anno scorso vi siete trovati bene. L’accoglienza non è propriamente un punto di forza, qui. Che ne pensa?

«Frequento da tempo la Liguria, anche per motivi familiari. Ho visto compiere a Genova un grande salto in avanti. Per noi è un simbolo, è la capacità di chi ha saputo guardare all’ignoto. E sulla scelta della nostra convention, i Magazzini del Cotone, ha di certo influito la seduzione estetica. Credo che un piccolo contributo allo sviluppo sia venuto anche da noi, visto che abbiamo inserito nella nostra squadra circa duecento giovani liguri. Una buona opportunità professionale, vero?».

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