Opinione della Settimana

Anche Poste Vita tra i pretendenti di Grandi Stazioni

Milano - Stazione centrale Imc

(di Anna Messia – Milano Finanza)

L’operazione Grandi Stazioni entra nel vivo. Oggi è attesa l’apertura delle buste delle offerte non vincolanti e a farsi avanti per gli asset della società guidata dall’amministratore delegato Paolo Gallo e controllata al 60% da Fs e al 40% da Eurostazioni (32,71% Sintonia, 32,71% Vianini Lavori, 32,71% Pirelli & C. e 1,87% Sncf) sarebbero state in tutto nove cordate. In vendita da parte della società che gestisce 14 grandi scali italiani (e due nella Repubblica Ceca) ci sono più di 100 mila metri quadrati di spazi, in cui transitano 750 milioni di persone l’anno.

Sul tavolo di Rothschild, advisor di Ferrovie dello Stato ed Eurostazioni, sarebbero giunte proposte da parte di una cordata composta da Carlyle-Vaerde Partners (investment advisor con sede a Minneapolis), ma anche dall’italiano Maurizio Borletti (ex proprietario della Rinascente), e completata dal fondo infrastrutturale Antin e da Icamap, fund manager specializzato nell’immobiliare, presieduto da Guillaume Poitrinal, ex Ceo di Unibail-Rodamco.

Ma Borletti non è l’unico italiano nella partita. Parteciperebbe alla gara, in una cordata guidata da Deutsche Bank, anche Poste Italiane, per il tramite della compagnia assicurativa controllata Poste Vita, che è pronta a rafforzare il suo investimento nel mattone. Offerte sarebbero poi arrivate anche da BC Partners e Lone Star, operatori di private equity che correrebbero da soli. Come un altro operatore di private equity, la britannica Terra Firma e il fondo sovrano di Singapore (Gic).

Oggi si alzerà quindi il velo sui nomi degli interessati mentre in settimana verrà fatta la valutazione economica delle proposte. Sette di esse saranno ammesse alla seconda fase, che prevede l’apertura della data room e l’accesso al management. Per la terza settimana di aprile sono poi previste le offerte vincolanti mentre per la fine del mese prossimo si dovrebbe arrivare all’identificazione del vincitore della gara. Per quanto riguarda le valutazione, dalla vendita delle attività retail della società è atteso un incasso che potrebbe arrivare fino a 1 miliardo di euro, ma ieri si parlava di offerte probabilmente più contenute. Più vicine cioè a 600-700 milioni.

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