Opinione della Settimana

Conti Inps a rischio se non riparte l’occupazione

Lavoratori autonomi - Contributi Imc

(di Roberto E. Bagnoli – Iomiassicuro.it)

Cattive notizie si profilano sul fronte della previdenza, se non riparte l’occupazione stabile. Nonostante i trasferimenti dello Stato all’Inps abbiano raggiunto i 99,069 miliardi nel 2013 e i 98,440 nel 2014, il consuntivo ha presentato, comunque, valori di segno negativo pari a 12,846 miliardi nel 2013 e a 12.485 nel 2014. E il buco potrebbe allargarsi ulteriormente, se dagli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato (nel 2015), non dovesse derivarne “un effettivo incremento occupazionale”. Se dovessero prevalere le “mere trasformazioni” di contratti esistenti, servirà ulteriore denaro dal settore pubblico. E’ quanto ha rilevato la Corte dei conti (Sezione controllo Enti) con la relazione sugli esiti del controllo 2013 e 2014. Rilevazione che ha inoltre evidenziato i “nodi” della riorganizzazione fatta a seguito della incorporazione di Inpdap ed Enpals. Il riassetto del personale si è tradotto “più in una sommatoria di posti di funzione”, che in un’azione di effettiva razionalizzazione, cui non sembra aver giovato l’istituzione di strutture di progetto con missione temporanea, che non restano esenti da profili di criticità.

La massa contributiva. Nel biennio, comunque, è proseguito l’aumento delle entrate contributive, con un progresso dai 210 miliardi del 2013 (+ 2 miliardi rispetto al 2012), ai 211,4 nel 2014. Tuttavia, la spesa per prestazioni, pur costante nel biennio (303,464 miliardi nel 2013 e 303,401 nel 2014), è risultata superiore al gettito derivante dai versamenti dei lavoratori. Anche se il numero delle prestazioni, pari a circa 21 milioni, l’80% delle quali è costituito da pensioni previdenziali, non ha subito consistenti variazioni nel biennio.

Gestione finanziaria. E’ proseguito anche l’andamento negativo della gestione finanziaria dell’Inps che ha chiuso il 2013 con un disavanzo di 8,7 miliardi e il 2014 con uno di 7, con una progressiva erosione dell’avanzo di amministrazione (che da 53,9 miliardi nel 2012, è passato a 43,9 e a 35,7, rispettivamente nel 2013 e nel 2014). Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Inps per gli esercizi 2013-2014 ha registrato che è ancora consistente la mole dei residui attivi (la cui totale riscuotibilità appare dubbia) e di quelli passivi. Insomma, l’intervento statale è sempre fondamentale per il contenimento dello squilibrio della gestione. Secondo i giudici contabili, più incisiva è risultata l’azione di contrasto rivolta, in particolare, all’utilizzazione impropria e distorsiva delle forme contrattuali atipiche o flessibili, che ha consentito l’aumento dell’accertamento di irregolarità contributive e dell’accertato lordo. Inoltre, non hanno ancora trovato piena attuazione le disposizioni relative all’invalidità civile, nonché quelle rivolte al superamento di alcune difficoltà operative, quali quelle relative alle convenzioni con le regioni sul primo accertamento dei requisiti sanitari.

Conto economico negativo. Pure il conto economico ha chiuso con valori di segno negativo, 12,8 miliardi di euro nel 2013 e 12,5 nel 2014. Né i trasferimenti dello Stato (99 miliardi di euro nel 2013 e 98,4 nel 2014), né la ripresa del flusso dei contributi, alimentato dalla gestione privata (e, in particolare, da quella del lavoro autonomo e, ancor più, dalla gestione dei “parasubordinati”), sono valsi a far conseguire l’equilibrio delle gestioni amministrative. L’incremento del patrimonio netto (nel 2014 pari a 18,4 miliardi di euro, rispetto ai 9 nel 2013) è determinato da uno specifico apporto dello Stato (pari a 21,9 miliardi di euro), a copertura del disavanzo dell’ex Inpdap.

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