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Cattolica Assicurazioni, le svalutazioni impattano sugli utili 2015

Cattolica Assicurazioni Imc

114 milioni di Euro di oneri non ricorrenti (84 dei quali contabilizzati nell’ultimo trimestre), riconducibili principalmente alle svalutazioni delle partecipazioni in Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Cassa di Risparmio di San Miniato, zavorrano i conti 2015 del gruppo assicurativo veronese. L’utile netto consolidato scende del 23,8% a 82 milioni e l’utile netto di gruppo registra una diminuzione del 32,9% a 61 milioni. In calo anche la raccolta premi complessiva (-1,2% a 5,61 miliardi). Combined ratio stabile a 91,5%. Il CdA proporrà all’Assemblea dei Soci la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,35 euro per azione (stabile rispetto al 2014)

Gli oneri ricorrenti appesantiscono i conti di Cattolica Assicurazioni, che ha approvato nella giornata di oggi il bilancio consolidato al 31 dicembre 2015.

L’esercizio si chiude con l’utile netto consolidato in calo del 23,8% a 82 milioni di Euro (rispetto ai 107 milioni a fine 2014) e con l’utile netto di gruppo in calo del 32,9% a 61 milioni (91 milioni a fine dicembre 2014). “Pur a fronte di risultati industriali molto positivi”, segnala il gruppo assicurativo veronese, l’utile 2015 risulta penalizzato da oneri non ricorrenti per 114 milioni, di cui circa 84 milioni contabilizzati nel quarto trimestre. Gli oneri citati sono riconducibili principalmente a svalutazioni su investimenti in portafoglio relativi alle partecipazioni in Banca Popolare di Vicenza, Veneto Banca e Cassa di Risparmio di San Miniato. Pesa inoltre negativamente per oltre 18 milioni l’impatto derivante dall’adeguamento della fiscalità anticipata e differita per effetto della diminuzione dell’aliquota dell’IRES dal 27,5% al 24%, a partire dal 1 gennaio 2017.

Segno meno anche per la raccolta premi complessiva del lavoro diretto ed indiretto danni e vita: -1,2% a 5,62 miliardi. Sulla base dei risultati raggiunti, il CdA proporrà all’Assemblea dei Soci la distribuzione di un dividendo unitario pari a 0,35 Euro per azione (stabile rispetto al 2014).

Per quanto riguarda la gestione Danni, la raccolta è salita dagli 1,85 miliardi di Euro a fine 2014 ai 2,03 miliardi al 31 dicembre 2014 (+9,5%). Il dato tiene conto dei volumi di Fata Assicurazioni, entrata nel Gruppo nel giugno 2014, pari a 366 milioni (di cui 201 milioni nel comparto Auto e 165 milioni nel Non Auto. La raccolta Danni di Gruppo, senza includere Fata, è risultata pari a 1,66 miliardi (-2%).

Il segmento Auto ha registrato una raccolta complessiva pari a 1,12 miliardi, in aumento dell’8,7% (922 milioni escludendo Fata, -1,8%). Il Gruppo ha risentito “del calo del premio medio generalizzato sul mercato e pur mantenendo attente politiche assuntive”, ha incrementato il numero di clienti (oltre 160 mila nuove polizze Auto nel corso del 2015; +5,4%). La raccolta premi dei rami non Auto è pari a 905 milioni, in aumento del 10,4% rispetto a dicembre 2014 (-2,2% a 740 milioni, escludendo Fata) e sempre più focalizzata su prodotti destinati alla clientela retail.

Il combined ratio si è assestato a 91,5% (invariato rispetto al 31 dicembre 2014) e risulta in ulteriore miglioramento rispetto al 30 settembre 2015 (92,5%). “Pur in un contesto molto competitivo – segnala Cattolica Assicurazioni – il risultato tecnico del ramo R.C. auto si mantiene positivo grazie alla qualità del portafoglio e alle competenze in ambito di liquidazione dei sinistri del Gruppo. Nei rami non auto, grazie alle iniziative di ristrutturazione e rinnovamento del portafoglio poste in essere negli ultimi anni, il Gruppo raggiunge un risultato tecnico molto profittevole”.

Nel comparto Vita la raccolta da lavoro diretto è risultata pari a 3,57 miliardi di Euro, in flessione rispetto al 31 dicembre 2014 (-5,4%). Nel corso del 2015 è proseguita la scelta commerciale di Gruppo “di focalizzare il business mix verso prodotti a minor assorbimento di capitale”; ne è conseguita una forte crescita del ramo III (+90,5%) ed una contrazione nei rami tradizionali I e V (-16,9%). La nuova produzione relativa alle polizze vita rivalutabili, con tassi minimi garantiti pari a zero, “sta consentendo un progressivo abbassamento del minimo garantito medio dello stock di riserve matematiche del Gruppo, a beneficio di un costante incremento della redditività del ramo”.

La rete agenziale a fine dicembre 2015 contava 1.516 agenzie (di cui 178 agenzie di Fata Assicurazioni) e gli istituti bancari che collocano prodotti del Gruppo al 31 dicembre 2015 contano 5.744 sportelli.

“Il bilancio approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione – ha dichiarato il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedonidimostra che, grazie alla solidità dei fondamentali e alla continuità della performance industriale, Cattolica porta buoni risultati ed è in grado di proporre alla prossima Assemblea l’approvazione di un dividendo significativo, in un esercizio penalizzato dalle pesanti svalutazioni resesi necessarie per la perdita di valore delle partecipazioni bancarie. Cattolica è quindi in condizione di confermare i target di piano e di concentrarsi sulle scelte di innovazione e sulle politiche di investimento con l’obiettivo di migliorare e qualificare il proprio posizionamento nel mercato italiano assicurativo, soprattutto in settori produttivi e in ambiti sociali in cui eccelle per competenze e qualità di partnership. In un mercato assicurativo che tende a generalizzare, Cattolica è in grado di qualificare il suo percorso di crescita grazie alle scelte fatte in questi anni e alla forza del suo radicamento sociale e culturale”.

Per quanto concerne i risultati della capogruppo Cattolica Assicurazioni, i premi lordi contabilizzati del lavoro diretto e indiretto della hanno segnato una flessione del 7,9% a 2,41 miliardi di Euro (2,62 miliardi a fine 2014), con andamento negativo sia per i rami Danni (-4,5% a 1,355 miliardi) che per i rami Vita (-10,5% poco sopra quota un miliardo). L’utile netto è ammontato a 44 milioni (in netto calo rispetto ai 109 milioni a fine dicembre 2014).

“Con buoni risultati e una performance industriale pienamente in linea con il piano chiudiamo un bilancio su cui incidono oneri non ricorrenti per le svalutazioni delle partecipazioni bancarie (114 milioni di cui 84 contabilizzati nel quarto trimestre) e per l’adeguamento della fiscalità anticipata (18 milioni). Al netto di queste partite straordinarie negative, ma anche di plusvalenze straordinarie (53 milioni) realizzate con la vendita di alcuni titoli in portafoglio, tra i quali le quote di minoranza di partecipazioni non strategiche (Banca di Valle Camonica, Mapfre RE e Europ Assistance), l’utile netto consolidato nel 2015 sarebbe stato di 161 milioni – ha affermato l’amministratore delegato di Cattolica Assicurazioni, Giovan Battista Mazzucchelli. Migliorano e si consolidano i risultati nel Vita e nei rami non auto mentre nel comparto auto il Gruppo compensa con l’aumento dei clienti il calo, generalizzato nel mercato, del premio medio. Si confermano l’ottimo livello sia del combined ratio che del margine di solvibilità pari a poco meno di due volte il minimo regolamentare. Crescono investimenti e riserve. Considerati quindi la solidità dei fondamentali e i positivi risultati della gestione finanziaria, Cattolica è in grado di dare un forte impulso agli investimenti produttivi previsti per il biennio 2016-2017, che porteranno il Gruppo a crescere significativamente in settori strategici che lo caratterizzano nel mercato e nei quali punta a rafforzare competitività e leadership”.

Per quanto riguarda le indicazioni dai primi mesi del 2016, il Gruppo proseguirà nell’esercizio in corso “secondo le direttrici del “Piano di Impresa 2014-2017” sia in termini di progettualità, sia in termini di andamento reddituale della gestione assicurativa, nonostante un contesto di mercato caratterizzato da forte competitività”. Nell’attuale fase di elevata volatilità dei mercati finanziari e di bassi tassi di rendimento, Cattolica intende inoltre prestare “particolare attenzione a cogliere eventuali opportunità di rendimento, pur mantenendo la tradizionale prudenza nella gestione degli attivi”.

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