Opinione della Settimana

Inchiesta fusione UnipolSai, la procura di Torino convoca Alberto Nagel

Torino - Tribunale Imc

(di Ottavia Giustetti – la Repubblica Torino)

L’amministratore delegato di Mediobanca è stato sentito come testimone giovedì scorso. Gli inquirenti gli hanno chiesto chiarimenti su una riunione preparatoria del 2012 nella sede della Consob

Il ruolo di Mediobanca e della Consob nel matrimonio tra la compagnia assicurativa delle coop (Unipol) e quelle dell’ex gruppo di Salvatore Ligresti (Sai-Fondiaria, Premafin, Milano assicurazioni), sono ancora oggetto d’indagine della procura di Torino che ha ottenuto le carte dell’inchiesta milanese sulla fusione, inchiesta che al momento ha quattro indagati per aggiotaggio: Carlo Cimbri, l’amministratore delegato di UnipolSai; Roberto Giay, che all’epoca in cui si preparava la fusione era amministratore delegato di Premafin Finanziaria; Fabio Cerchiai, ex presidente del consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni; Vanes Galanti, ex presidente del consiglio di amministrazione di Unipol Assicurazioni. Ieri (giovedì 10 marzo, ndIMC) il pubblico ministero di Torino, Marco Gianoglio, e il colonnello della Guardia di Finanza, Ivan Bixio, hanno sentito Alberto Nagel in procura, in qualità di testimone ora che a Milano il pm, Luigi Orsi, ha archiviato le accuse nei suoi confronti a proposito dell’ormai noto papello, il presunto patto segreto, che secondo l’accusa era stato siglato il 17 maggio 2012 tra Nagel e l’imprenditore di Paternò per assicurare alla famiglia Ligresti una buonuscita da circa 45 milioni di euro per le quote in Premafin più una serie di benefit per l’ingegnere e i suoi tre figli Paolo, Jonella e Giulia, nell’ambito del piano di salvataggio predisposto da Unipol per Fonsai.

All’amministratore delegato di Mediobanca gli inquirenti torinesi hanno chiesto di ricostruire i passaggi più importanti delle trattative per la fusione delle due compagnie assicurative entrambe quotate in borsa, un’operazione incentivata dai vertici di Mediobanca che vantavano nei confronti delle compagnie un consistente credito, addirittura un miliardo di euro nei confronti di Fonsai. L’attenzione della procura di Torino si concentra in particolare su una riunione che si è tenuta il 28 gennaio 2012 nella sede della Consob con i protagonisti (“i vigilati”) dell’operazione. All’incontro, descritto anche sulle pagine dei giornali, e oggetto di una audizione parlamentare, parteciparono, oltre a Vegas, l’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, il numero uno di Unipol, Carlo Cimbri, l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, e il consulente Gerardo Braggiotti. Giuseppe Vegas, in questa circostanza, avrebbe suggerito la via per evitare di dover lanciare l’offerta pubblica di acquisto sulla compagnia assicurativa dei Ligresti. L’ipotesi da cui partiva l’inchiesta della procura di Torino, che poi si è “inglobata” anche gli atti di quella che era stata aperta sulla stessa operazione a Milano, è che nella fusione di Unipol e Fonsai i mercati avessero ricevuto informazioni manipolate sui bilanci delle due compagnie per calcolare concambi vantaggiosi per Unipol.

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