Opinione della Settimana

Treviso: Polizze false per i napoletani, finiscono a processo in cinque

Treviso Imc

(di Fabio Poloni – la Tribuna di Treviso)

Assicuravano i camion nella Marca per risparmiare, poi rivendevano i contratti in Campania. I mezzi pesanti erano intestati a una ditta inesistente. La compagnia ora chiede i danni

Facevano assicurare qui, con documenti falsi, i camion che poi circolavano a Napoli. Motivo: risparmiare migliaia di euro (circa ottomila l’anno) di premio da pagare alla compagnia. Con l’accusa di truffa e sostituzione di persona ora finiscono a processo in cinque: tre napoletani, un friulano e un quinto uomo, anche lui nato nel capoluogo campano, ora residente a Ponzano.

Assicurare un camion qui nel Nordest costa molto meno che a Napoli: le compagnie calcolano i premi da pagare in base a fattori territoriali come il numero di incidenti e di furti. Da qui l’idea, semplice ma del tutto illegale: stipulare le polizze tramite prestanome come se i mezzi circolassero qui invece che a Napoli, e poi “rivenderle” ai legittimi utilizzatori.

A dare il via alle indagini è stato un normale controllo stradale: in auto, fermati dagli agenti, c’erano i quattro napoletani. Avevano con loro sette contratti per altrettante polizze assicurative. Normale? Insomma. Da lì le indagini e le verifiche. È emerso che i camion erano intestati a due società risultate inesistenti, con sedi fittizie in Friuli Venezia Giulia. Secondo l’accusa F. L., 51 anni, residente a Ponzano, aveva stipulato le sette polizze presso un’agenzia assicurativa di Susegana presentando i libretti di circolazione “camuffati” dei sette camion. Il piano era chiaro: risparmiare e rivendere poi le polizze ai complici campani A. d’A., L. S. e C. B., oltre all’altro presunto complice M. di M., nato a Pola (Croazia) e residente a Lignano Sabbiadoro (Udine). A loro volta, questi vendevano poi le polizze agli effettivi proprietari degli autocarri, facendo la “cresta” sulla differenza del premio assicurativo. Ora i cinque sono finiti a processo (tra gli avvocati difensori ci sono Antonio Russo, Stefania Bertoldi e Maria Giulia Turchetto) e la compagnia assicurativa si è costituita parte civile chiedendo i danni.

Non è la prima volta che le cronache giudiziarie vedono casi del genere. Nel 2014 era arrivato a processo un trentenne napoletano che aveva falsificato i propri documenti fingendo di avere la residenza in provincia di Treviso (a Castelfranco Veneto, nello specifico) proprio per lo stesso motivo: pagare meno l’assicurazione. La truffa era venuta alla luce grazie a una verifica della compagnia assicuratrice che, grazie alle indagini compiute dai carabinieri, ha fatto venire a galla il tentativo di raggiro da parte del trentenne napoletano. Il giovane aveva stipulato la polizza online, falsificando però documenti e libretto di circolazione al fine di fingersi trevigiano Doc.

Articoli correlati
ANAPA Rete ImpresAgenziaAssociazioni di CategoriaIn EvidenzaOpinione della Settimana

«Nessuno si salva da solo»

Nel corso di «Davos 2021», la kermesse annuale del World Economic Forum tenutasi lo scorso…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Il «dritto»...

Ormai quotidianamente l’IVASS oscura e sanziona siti on-line di Intermediari…
Leggi di più
ANAPA Rete ImpresAgenziaIn EvidenzaNewsOpinione della Settimana

Opportunità e sfide del mercato assicurativo italiano

I grandi cambiamenti che stanno interessando l’Italia e il mondo intero, come ben sappiamo…
Leggi di più
Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter
Resta aggiornato sulle ultime novità, sugli eventi e sulle iniziative Intermedia Channel.