Opinione della Settimana

Lanciano (CH): Truffa alle assicurazioni, chiesto il processo per 50

Lanciano - Panorama centro storico (Foto Luca Aless) Imc

(di Teresa Di Rocco – Il Centro Chieti)

Agenti e sub-agenti nei guai per falsi certificati di residenza degli automobilisti Cinque indagati sono di Atessa e Lanciano. L’udienza preliminare è a giugno

Truffa alle assicurazioni. La Procura chiede il processo per 50 indagati e il giudice fissa l’udienza preliminare al 13 giugno. Arriva in aula la maxi inchiesta per truffa in concorso a tre compagnie assicurative e allo Stato, che coinvolge 50 persone: 45 sono campani, uno di Lanciano, V.P., 41 anni, e quattro residenti ad Atessa, L.D.A., 39 anni, S.B., 45, M.D.N., 42, e L.T., 46 anni. Il gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Rosaria Vecchi di non archiviare l’inchiesta e di andare a processo. L’udienza preliminare è fissata al 13 giugno 2016. In quella data si deciderà chi andrà a giudizio e chi eventualmente sceglierà riti alternativi.

Sono tre le persone offese, rappresentanti delle compagnie truffate, Unipol, Carige Assicurazioni e Milano Assicurazioni, che potranno anche costituirsi parte civile. Sarà un’aula affollata visto il numero di persone coinvolte nell’inchiesta nata alla metà del 2013 dopo l’esposto di due compagnie assicurative che avevano notato un numero eccessivo di campani residenti in diversi comuni del Chietino che avevano stipulato polizze Rca auto. Il sospetto era che i certificati di residenza fossero falsi.

La polizia stradale di Lanciano ha così iniziato ad indagare. Un anno e mezzo di rilievi tecnici, perquisizioni in Campania, in sub-agenzie e case private, e nelle compagnie assicurative di Lanciano e Atessa. Un anno e mezzo in cui sono state ascoltate centinaia di persone. Le false residenze accertate sono a carico di molti campani, che in otto anni hanno truffato lo Stato e le compagnie assicurative. L’obiettivo era risparmiare. Infatti risiedendo, falsamente, a Lanciano, Atessa, Villa Santa Maria, Bomba, Pizzoferrato e Perano, pagavano la metà o un terzo del premio che avrebbero sborsato a Napoli. Questo perché le tariffe variano in base all’indice di rischio, molto più alto a Napoli, dove quindi sono più costose. Ad esempio, una polizza pagata 253 euro sarebbe costata a Napoli 637, 952 euro una pagata 420 e così via per tutte le polizze contestate, che sarebbero state fatte firmare per otto anni da sub-agenti delle tre compagnie assicurative, in particolare L.D.A., M.D.N, ed L.T. (questi ultimi due sono moglie e marito), mentre S.B., aveva il compito di falsificare i certificati di residenza.

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