Opinione della Settimana

Chi promette di più tra gli assicurativi

Assicurazione - Credito - Export Imc

(di Ester Corvi – Milano Finanza)

Sui listini europei il settore assicurativo ha registrato da inizio anno un calo del 13,6%, superiore a quello del mercato (-8,3%). Le pressioni sui prezzi delle polizze danni sono in aumento, con il risultato che il ramo vita è relativamente meglio posizionato. Quest’ultimo beneficia inoltre dell’applicazione dei nuovi requisiti previsti da Solvency II, che stanno portando a notevoli cambiamenti, incoraggiando la crescita di strumenti come le unit-linked e le strategie di protezione del capitale. Da questo punto di vista i titoli favoriti, secondo gli analisti di Société Générale, sono Axa e Generali.

  1. Zurich. Rating sell (vendere) per la compagnia elvetica che merita un prezzo obiettivo di 180 franchi, inferiore alle quotazioni attuali. Zurich è un gruppo assicuratore globale che offre prodotti e servizi in più di 170 Paesi. I ricavi 2015, realizzati per il 27% nel ramo vita, sono superiori a 48 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è 1,84 miliardi. Il p/e (prezzo/utile) scende da 10 nel 2016 a 9,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione (eps) rispettivamente di 21,77 e 23,36 franchi. In leggero aumento il roe (redditività del capitale) che passa dal 10,3 al 10,7%. Molto attraente il dividend yield del 7,7% in funzione di una cedola in entrambi gli esercizi di 17 franchi. Negli ultimi tre mesi la performance del titolo, che capitalizza 33,2 miliardi di franchi, è negativa (-13,4%).
  2. Aegon. Alla società olandese è stato assegnato un target price di 7 euro, contro una quotazione recente di 4,92, che implica un potenziale del 40%. Il rating è buy (comprare). Il gruppo, che capitalizza 10,4 miliardi di euro, è specializzato nel ramo vita e pensioni (90% dei ricavi). Deriva inoltre il 56,5% dei premi dalle Americhe. Il titolo tratta 6 volte l’utile 2016 e 5,6 quello del prossimo esercizio, pari rispettivamente a 0,81 e 0,88 euro. Il roe sale dal 6,7 al 7%, mentre il rendimento della cedola migliora dal 5,7 al 6,9%, a fronte di un dividendo rispettivamente di 0,28 e 0,34 euro. Negli ultimi tre mesi è sceso del 6,5%, meno della media.
  3. Allianz. Il gruppo tedesco, che capitalizza 65 miliardi di euro, è secondo gli analisti dell’investment bank francese leggermente sottovalutato (8,5%) rispetto a un prezzo obiettivo di 155 euro, con rating hold (mantenere). E’ leader nel settore assicurativo (53% dei premi nel vita) e nell’asset management, con quasi 85 milioni di clienti in oltre 70 Paesi. Nell’esercizio 2015 i premi totali hanno toccato 120 miliardi di euro, a fronte di un utile netto di 6,6 miliardi. Il titolo viene scambiato 9,8 volte l’utile 2016 e 9,6 quello del 2017, a fronte di un eps pari rispettivamente a 14,52 e 14,86 euro.  La redditività è in leggera riduzione, visto che il roe passa dal 10,2 al 9,9%. Il rendimento della cedola è invece intorno al 5% in entrambi gli esercizi, con il dividendo stimato rispettivamente 7,28 e 7,45 euro. Negli ultimi tre mesi il titolo ha lasciato sul terreno il 12,5%.
  4. Generali. È una delle compagnie con il maggiore potenziale di rialzo (+60%) rispetto a un prezzo obiettivo di 21 euro. Il rating è stato quindi incrementato da hold (mantenere) a buy (comprare). Il gruppo opera prevalentemente nel settore assicurativo vita (72% dei premi) ed è attivo in più di 60 Paesi. Il titolo, che a Piazza Affari capitalizza 20,2 miliardi di euro, tratta con un multiplo di 8,1 sull’utile 2016 e di 7,4 su quello del 2017 (eps pari rispettivamente a 1,61 e 1,76 euro). Dopo quattro anni di performance inferiore alla media, il 2016 dovrebbe essere l’anno del riscatto grazie alle migliorate prospettive sul fronte dei margini reddituali e di una valutazione borsistica non troppo cara. Il dividendo è stimato 0,83 nel 2016 e 0,95 nel 2017, che corrisponde a un dividend yield del 6,4% quest’anno e del 7,3% nel prossimo. Il roe è stabile (10,3% nel 2016 e 10,7% nel 2017). La performance degli ultimi tre mesi è -23,5%.
  5. Axa. Al gigante francese, che capitalizza 50,4 miliardi di euro, è stato assegnato il rating  buy (comprare), con target price 32 euro, del 55% superiore alle quotazioni attuali. I ricavi 2015, realizzati per il 60% nel ramo vita, sono intorno a 37 miliardi di euro, mentre l’utile netto è 5,6 miliardi. Il p/e (prezzo/utile) scende da 8 nel 2016 a 7,5 nel 2017, a fronte di un utile per azione rispettivamente di 2,55 e 2,76 euro. Stabile al 9,8% la redditività del capitale (roe). Interessante anche il dividend yield del 6,2% nell’esercizio corrente e del 6,9% nel prossimo, in funzione di una cedola rispettivamente di 1,28 e 1,43 euro. Negli ultimi tre mesi la performance del titolo è negativa (-17,7%).
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