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Abolizione tacito rinnovo, lettera SNA a Matteo Renzi

Claudio Demozzi (6) Imc

Proseguono e si intensificano le prese di posizione contrarie all’eliminazione del tacito rinnovo nelle polizze dei rami Danni a seguito dell’emendamento approvato lo scorso 30 marzo al Ddl Concorrenza in Commissione Industria al Senato.

Dopo le reazioni, tra gli altri, di ANAPA Rete ImpresAgenzia e Konsumer Italia (ma non mancano anche voci favorevoli all’emendamento, raccolte soprattutto via LinkedIn), anche il Sindacato Nazionale Agenti ha inteso manifestare il proprio dissenso attraverso una lettera dello scorso 8 aprile indirizzata direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, al viceministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova e ai sottosegretari di Stato al Mise, Antonio Gentile e Antonello Giacomelli.

Nella lettera, firmata dal presidente del Sindacato Claudio Demozzi (nella foto), si spiega come l’emendamento approvato costingerebbe obbligatoriamente le agenzie assicurative – che già affrontano, scrive lo SNA, “la più grave crisi di redditività della storia recente del settore” – a rimpiazzare tutte le polizze, ad ogni singola scadenza annua, “con nuovi contratti rinegoziati con ciascun singolo cliente, molto spesso necessariamente a condizioni normative e tariffarie diverse da quelle della polizza scaduta”.

Compagnie assicurative ed agenzie, sottolinea il Sindacato Nazionale Agenti, vedrebbero “aumentare considerevolmente i costi di gestione delle polizze, nonché quelli puramente burocratici conseguenti al rimpiazzo di milioni di contratti, anno dopo anno, rimpiazzo dovuto esclusivamente all’impossibilità statuita per Legge di garantire agli Assicurati il rinnovo automatico, annuale, delle polizze alle condizioni in corso, a suo tempo pattuite con il Consumatore”.

Lo SNA si chiede quindi “a chi possa giovare questo provvedimento e perché sia stato assunto senza alcun preventivo confronto con l’industria assicurativa e con il mondo dell’intermediazione professionale delle polizze, senza un’adeguata preventiva valutazione della ricaduta sugli operatori di settore e sulle parti sociali, sugli utenti”. Un provvedimento che, si legge ancora nella lettera, appare tra l’altro “in evidente contrasto con il mantenimento dell’attuale formulazione dell’art. 1899 del codice civile, che prevede espressamente la facoltà di stipula di polizze poliennali con durata vincolante per il cliente fino a cinque anni”.

“Riteniamo che una norma che di fatto introduce nuovi adempimenti burocratici e nuovi oneri gestionali, impedendo meccanismi ed automatismi consolidati che permettono un significativo contenimento dei costi alle aziende del settore (compagnie e microimprese agenziali), non sia coerente con gli scopi del Ddl Concorrenza”, evidenzia ancora lo SNA, che auspisca anche un pronto interessamento del Presidente del Consiglio alla questione e si dice pronto ad incontrarlo per approfondire le tematiche esposte nella lettera, “anche allo scopo di evitare che provvedimenti sulla carta favorevoli al consumatore possano trasformarsi nel tempo in boomerang che generano artificiosi aumenti tariffari”.

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