Opinione della Settimana

Casse sanitarie, detrazioni al netto dei rimborsi

Mutua - Assicurazione sanitaria Imc

(di Raffaele Rizzardi – Il Sole 24 Ore)

Fisco e salute, da quest’anno i dati comunicati alle Entrate. Da semplificare gli adempimenti nel caso di spese che vengono rimborsate all’inizio dell’anno seguente

Le novità del 730 precompilato e della messa a disposizione del contribuente dei dati risultanti all’Agenzia delle Entrate coincide con l’avvio di una procedura che era già prevista da una decina di anni, ma ha trovato solo ora l’attuazione. E la comunicazione, oltre che delle spese da parte dell’erogatore della prestazione, dei rimborsi da parte delle casse di assistenza sanitaria. In tal modo si evita che l’assistito possa portare in detrazione l’intero ammontare della spesa sanitaria, anche se rimborsata in tutto o in parte dalla cassa.

Vero è che questo ente provvede ad integrare la fattura dell’operatore sanitario, indicando quanto è stato rimborsato. Ma è altrettanto vero che, se la fotocopia del documento era stata fatta prima dell’invio per il rimborso, la somma chiesta in detrazione sarebbe risultata ben superiore all’onere effettivamente sostenuto.

Con l’avvio della nuova procedura si pone però un problema sull’anno di competenza del rimborso ai fini della dichiarazione dei redditi. Il sistema delle detrazioni è regolato dal criterio di cassa, con la conseguenza che la spesa sanitaria pagata in un anno e rimborsata in quello successivo determina, dal punto di vista dell’enunciato letterale del Tuir:

  • la detraibilità dell’intera spesa nell’anno di pagamento dell’onere da parte del contribuente;
  • il manifestarsi di un componente positivo nell’anno successivo.

Dobbiamo però considerare che la spesa sanitaria – oggetto della detrazione di imposta al 19% ex articolo 15, comma 1, lettera c) – determina un reddito a tassazione separata ex articolo 17, comma 1, lettera n-bis. Dalla comparazione di queste due disposizioni, saremmo arrivati ad una situazione di doppia tassazione, in quanto la detrazione è stata fatta al 19%, mentre la tassazione separata colpisce il contribuente con l’aliquota media Irpef del biennio precedente, sempre superiore a tale percentuale.

Per evitare questo inconveniente, i modelli di dichiarazione distinguono i rimborsi degli oneri detratti rispetto a quelli dedotti nel seguente modo:

  • nel modello 730, con il codice 4 del rigo D7;
  • in Unico, fascicolo 2, con il rigo RM8.

Ha peraltro un senso procedere ad una doppia dichiarazione-la spesa in un anno e il rimborso nel successivo – se si conosce già l’accredito ricevuto all’inizio dell’anno seguente, quando cioè il contribuente sta compilando la dichiarazione dei redditi? Sicuramente no. E in tal senso l’agenzia delle Entrate si era già espressa con la risoluzione 35/E dell’8 marzo 2007, concludendo che il contribuente può scegliere tra due modalità:

  • sottrarre dall’ammontare delle spese sanitarie l’importo erogato dal fondo;
  • detrarre l’intero ammontare delle spese sanitarie, salvo poi dichiarare il rimborso nei redditi a tassazione separata.

Questa risoluzione non si occupa in modo specifico della sfasatura temporale tra pagamento dell’onere e rimborso della cassa, ma se ne può trovare applicazione nella risposta ad un quesito, presente nel sito di FiscoOggi dell’Agenzia delle Entrate in data 3 maggio 2013, relativamente ad un rimborso ottenuto nel febbraio di tale anno per una spesa del 2012, spesa che si precisa dichiarabile già al netto.

Le casse sanitarie alimentano il sistema del precompilato esclusivamente con il criterio di cassa e quindi il riscontro automatico per un comportamento di questo genere non è al momento possibile, fermo restando che i dati del precompilato devono essere in molti casi rielaborati dal contribuente. Auspichiamo pertanto che l’Agenzia delle Entrate non cambi opinione sulla validità del criterio – normalmente utilizzato dagli iscritti alle casse – di chiedere la detrazione al netto dei rimborsi pervenuti prima della compilazione della dichiarazione dei redditi.

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