Opinione della Settimana

La gara tra sicurezza e ritorni

Fondi pensione (3)(di Federica Pezzatti – Plus24)

I Pip legati alle gestioni separate superano il 3%. Ma attenzione ai costi

A fronte di un andamento altalenante dei mercati finanziari nel 2015, i risultati delle forme pensionistiche complementari sono stati in media positivi per tutte le tipologie. Il conto lo ha fatto direttamente la Covip che ha diffuso i rendimenti medi, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, che si sono attestati al 2,7% nei fondi negoziali e al 3% nei fondi aperti; per i Pip “nuovi” di ramo III, il rendimento medio è stato del 3,7%. Tra i Pip monitorati dall’Ania (con oltre un milione di euro in gestione) svetta la linea Forza Futuro Aggressiva di Uniqa, mentre chiude il 2015 con un risultato negativo il fondo flessibile Formula moderata di Allianz (-1,96%). A questi conti «Plus24» è in grado di aggiungere il bilancio dettagliato dei Pip legati alle gestioni separate che, secondo l’osservatorio Miv Plus (che ha monitorato le gestioni attive di 37 compagnie pari al 92% del mercato) hanno reso mediamente il 3,99% lordo (2%-2,5% al netto di tasse e costi). Nello stesso periodo il Tfr si è rivalutato, al netto delle tasse, dell’1,2%.

Piani individuali assicurativi (Plus24 23.04.2016) Imc

Alcune linee si sono rivelate panicolarmente generose (come quella offerta da Poste Vita) che ha archiviato un risultato superiore al 4,65% lordo. Un rendimento che deve fare i conti con costi medi annui dell’1,85% (Isc a 5 anni). Ma al di là di costi e dei rendimenti, le gestioni separate Pip sono viste da molti come una cassaforte dove investire (o consolidare i propri versamenti) per salvarli dalla volatilità dei mercati. Investendo nelle gestioni separate assicurative di ramo I (che si differenziano da quelle di ramo III unit linked che espongono ai rischi di mercato) si ha la certezza di non perdere i contributi investiti (al netto dei costi, ovviamente) e di vedere di anno in anno rivalutata la posizione: non a caso anche nel 2009 e nel 2011 sono state le uniche forme complementari a chiudere positivamente l’anno (si veda tabella qui sotto). Il loro meccanismo prevede la contabilizzazione dei titoli al costo storico e non alla valorizzazione di mercato e mette al riparo da eventuali ribassi di azioni e bond.

Rendimenti fondi pensione (Plus24 23.03.2016) Imc

Va notato che, anche in questo ambito, stanno sparendo i rendimenti minimi garantiti che vengono persi (a differenza di quanto accade nei contratti Vita tradizionali) anche dai vecchi assicurati, ma solo sui nuovi premi versati. Certo dalle gestioni separate Pip non si possono pretendere rendimenti stratosferici, soprattutto tenuto conto dell’andamento dei rendimenti titoli di Stato che sono il loro investimento prevalente, ma una certa stabilità. Bisognerà vedere se con la copiosa raccolta (impiegata necessariamente su titoli a rendimenti quasi zero) le gestioni saranno in futuro ancora sostenibili. Del resto le linee garantite dei fondi aperti già nel 2015 hanno registrato un risultato netto medio prossimo a zero (0,9%), lo stesso dicasi per i Pip unit linked obbligazionari (0,7%) e questi ultimi espongono anche al rischio di una svalutazione dei prezzi dei bond.

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